Perché vivo male

Domanda da un milione di dollari: qual’è la tua missione nel mondo ?

Ehi, Roberto! Ma stamattina ti sei svegliato con queste domande filosofiche-esistenziali?!?

No, ragazzi! E’ una domanda molto importante, direi “fondamentale”. 

E’ la domanda che regge tutta la nostra vita! Ma perché vi dico questo? Perché moltissima gente, e anch’io ero tra questi, non ha ancora trovato la propria missione di vita. La sua domanda per questo è molto peggio: “Perché vivo male?”

E non è un piccolo dettaglio, perché, come ci racconta Viktor Frankl, uno fra i fondatori dell’analisi esistenziale e della logoterapia, se noi non abbiamo una missione, non abbiamo qualcosa che ci motiva e che sia più grande di noi, un qualcosa da raggiungere e che ci attira come una calamita, siamo come delle barchette in mezzo al mare che veniamo sballottati di qua e di là, a destra e a manca nel grande mare magnum della vita.https://www.youtube.com/embed/NeI38TYAqR0?feature=oembed

Perché vivo male: una storia vera

E allora vi voglio raccontare oggi la storia di un mio paziente, di “Mario” (chiamiamolo così con un nome di fantasia).

Mario, che ha 38 anni, ha chiesto il mio aiuto perchè si stava separando dalla moglie con la quale ormai le cose non andavano più bene da diversi anni; ma la cosa che veniva fuori progressivamente, man mano che lavoravamo insieme, era che gli mancava proprio il senso alla sua vita.

Sì, aveva un figlio, aveva la salute, e anche se la relazione con la moglie non era mai andata bene aveva un lavoro che in parte lo soddisfaceva.

Ma guardando bene all’interno della psicoterapia, abbiamo capito che gli mancava proprio un qualcosa che gli desse un senso, un significato profondo alla sua vita.

Quando questo avviene noi ci sentiamo diciamo “bene” ( tra virgolette ) ma sentiamo come se ci mancasse qualcosa, sentiamo quel vuoto interiore, quel groviera, quei buchi emotivi  che ci impediscono di dire: “Ah…. Bene. 

Adesso posso finalmente rilassarmi e dedicarmi a costruire ciò che va costruito e che so avere un senso.”

Nel caso di Mario, il suo lavorare come impiegato lo aveva in qualche modo distratto, distolto dalla sua vera vocazione, dalla sua vera natura. Lui era appassionato di fotografia e di grafica, ma aveva messo nel cassetto, come fanno molte persone, questo sogno, questi desideri, per dedicarsi a quello che gli serviva per sbarcare il lunario.

Ora dobbiamo andare a vedere ciò che è accaduto da bambini, e infatti nella storia di Mario questo era evidente, cioè suo padre e sua madre gli avevano detto:

” Si, va là con la fotografia! Devi fare qualcosa che ti porta il pane!” 

Quindi lui aveva rinunciato, come molte persone, ai suoi sogni e alle sue aspirazioni , aveva rinunciato a coltivare i suoi veri interessi, aveva rinunciato  a portare il suo contributo al mondo grazie a quella che era la sua prima vocazione per accontentarsi delle briciole di una sicurezza finta.

Infatti puntualmente era stato licenziato, aveva avuto dei problemi sul lavoro e quindi si era trovato, come si trovano molte persone, a doversi reinventare. 

E allora, da dove ripartire?

Ecco, per fortuna grazie alla psicoterapia Mario è riuscito a fare contatto con quella che era la sua vocazione e ha capito che dietro quell’interesse per la fotografia, per la grafica, c’era la sua vera visione, cioè quella di un mondo bello, quella di esprimere la bellezza attraverso la fotografia, attraverso la grafica, attraverso l’estetica; è riuscito quindi a capire che la sua mission, la sua missione di vita era quella di portare la bellezza nel mondo.

A questo punto tutto è cambiato! Il suo lavoro di impiegato è stato reinglobato all’interno della azienda, all’interno di quel negozio e si è fatto spostare nel settore proprio delle macchine fotografiche, nel settore in cui avrebbe potuto portare il suo contributo.

E la stessa cosa ha fatto costruendosi parallelamente una nuova professionalità, una nuova visione.

Quello che voglio dirvi è di non rinunciare ai vostri sogni, di cercare di riprendere in mano quelle che sono state le vostre motivazioni anche quando eravate piccoli,  cercare di capire quali sono le cose che infiammano il vostro cuore, cercare di capire qual’è il vero contributo che  potreste portare a questo mondo per renderlo migliore. 

Ognuno di noi ha dei talenti, ognuno di noi ha delle vocazioni, ognuno di noi ha già delle competenze che deve solo canalizzare e ha delle aspirazioni all’interno delle quali può crescere, può fiorire, può migliorare.

Ecco, io aiuto le persone ormai da vent’anni a diventare se’ stesse al top, al modo migliore possibile, e per far questo ti invito anche a partecipare al mio prossimo webinar ANNO DA LEONE per pianificare alla grande e per rendere il prossimo anno migliore e in linea con le tue vere aspirazioni.

Voglio concludere con una bella frase di Andre Agassi:

“ non c’è miglior momento di adesso”.

Fonte: http://psiche.org/articoli/vivo-male-cause/

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