Abuso sessuale sul bambino: quali conseguenze?

Nella definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è racchiuso il criterio universale secondo cui l’abuso sessuale su minore consiste nel coinvolgimento di un bambino in attività sessuali per i quali egli non è né mentalmente né fisicamente preparato e, pertanto, non può avere la capacità di acconsentire liberamente (Stoltenborgh e al., 2011). Sempre secondo l’OMS, l’abuso sessuale infantile rientra tra le forme di maltrattamento di minore,insieme a quello fisico, psicologico e alla patologia delle cure (Consiglio d’Europa, 1978) e costituisce un serio problema di salute pubblica, essendo associato associato ad un’ampia gamma di esiti disfunzionali (Hailes et al., 2019).

Helen Hailes, insieme ad altri collaboratori, nel 2019, ha condotto uno studio prendendo in esame 217 pubblicazioni scientifiche che avevano analizzato le correlazioni tra l’abuso sessuale sui minori e le sue conseguenze a lungo termine. In totale, questa revisione ha preso in esame un campione di riferimento di 4.089.547 partecipanti.

È emerso che le conseguenze a lungo termine dell’abuso sessuale possono essere di vario tipo: 

  • Psicosociale, come l’abuso di sostanze (Arriola et al., 2005; Jespersen et al., 2009), alterazioni nel funzionamento sentimentale e sessuale (Salter et al., 2003) e la rivittimizzazione sessuale (Hailes et al., 2019), cioè la tendenza a esser nuovamente vittima di comportamenti sessuali violenti in età adulta.
  •  Fisico, come ad esempio l’obesità (Danese & Tan, 2014) o l’HIV (Lloyd & Operario, 2017). Riguardo quest’ultima, la sua incidenza potrebbe essere dovuta dal fatto che l’abuso sessuale infantile è spesso associato alla tendenza ad assumere, successivamente, condotte sessuali rischiose e promiscue (cfr. Gilbert et al., 2009; Homma et al., 2012).
  •  Psichiatrico (Amado et al., 2015; Varese et al., 2012; Hailes, 2019). Le più forti correlazioni psichiatriche con l’abuso sessuale infantile sono state riscontrate, in particolare, con il disturbo di conversione, il disturbo borderline di personalità, il disturbo post-traumatico da stress, la schizofrenia, l’ansia e la depressione (Hailes et al., 2019).

Abuso sessuale: focus su obesità e autolesionismo

Come si potrebbe spiegare l’associazione tra l’abuso sessuale infantile e i problemi di salute fisica come l’obesità

Secondo alcuni autori potrebbe essere spiegata, almeno in parte, dalla mediazione di fattori psichiatrici come, ad esempio, una depressione che insorge come conseguenza dell’abuso (cfr. Nanni et al., 2012). Infatti, ci sono evidenze scientifiche che dimostrano come l’abuso sessuale infantile sia un importante fattore di rischio per la depressione in età adulta. Così come per i disturbi d’ansia, anche in questo caso possono combinarsi fattori di rischio ulteriori ed indipendenti dall’abuso, che possono favorire l’esordio del disturbo (cfr. Maniglio, 2010).

L’abuso sessuale durante l’infanzia costituisce un importante fattore predisponente anche per i comportamenti autolesionistici e suicidari (cfr. Hailes et al., 2009; Maniglio, 2011). 

A tal proposito, Maniglio sottolinea come, anche in questo caso, esistono altre variabili indipendenti che possono interagire col trauma e favorire la comparsa di certe condotte e che esse possono essere, ad esempio, un’ipoattività a livello della serotonina (quindi un fattore di natura biologica) ma anche disturbi psichiatrici concomitanti, specifici tratti di personalità e altre forme di maltrattamento (fattori di natura psicosociale) (Maniglio, 2011).

Abuso sessuale: conseguenze sulla vita sessuale e affettiva

Da un punto di vista relazionale, l’abuso sessuale infantile risulta particolarmente correlato con un funzionamento problematico nella vita sentimentale e sessuale durante l’età adulta (cfr. Salter et al., 2003).

Le persone che hanno subito abusi sessuali durante l’infanzia, infatti, presentano molto spesso delle disfunzioni sessuali e problemi legati alla bassa soddisfazione sessuale. Quest’ultima, nei sopravvissuti agli abusi, sarebbe in parte mediata dalla presenza di affetti negativi che precederebbero l’esposizione agli stimoli sessuali (Rellini & Meston, 2011). Secondo gli autori, scoprire i meccanismi che possono determinare la presenza di questi affetti negativi sarà importante per individuare nuove variabili su cui intervenire nel trattamento clinico.

Secondo uno studio di Stephenson e collaboratori (2012), l’abuso sessuale infantile medierebbe l’associazione tra il funzionamento sessuale (desiderio, arousal, lubrificazione e orgasmo) e la sofferenza associata alla sessualità. Nello specifico, le donne con storia di abusi sessuali infantili (soprattutto nei casi in cui l’abusante era un membro della famiglia), seppur in presenza di un buon funzionamento sessuale, presentavano alti livelli di sofferenza rispetto alle donne che non avevano subìto abusi sessuali durante l’infanzia.

Uno studio di Perera (2009) condotto su 539 giovani adulti, ha concluso che esisterebbe un’associazione tra l’abuso sessuale infantile e la presenza, in età adulta, di un comportamento sessuale compulsivo. Questo sarebbe sostanzialmente indipendente dal genere della vittima di abuso, a parte una lieve prevalenza tra i maschi. Inoltre, lo studio condotto da Marie-Pier Vaillancourt-Morel e collaboratori del 2015, suggerisce che l’abuso sessuale infantile sia predittivo non solo di compulsività sessuale, ma anche di evitamento del rapporto.

Possiamo concludere che l’abuso sessuale infantile sia associato a rischi elevati di esiti patologici di tipo psicosocialepsichiatrico e di salute fisica. Dal momento che le vittime di abuso sessuale nell’infanzia sarebbero, dunque, significativamente a rischio di una vasta gamma di disturbi medici, psicologici, comportamentali e sessuali, esso dovrebbe essere considerato, dunque, un fattore di rischio generale per la psicopatologia 

Fonte: https://www.antrodichirone.com/index.php/it/2020/11/19/abuso-sessuale-sul-bambino-quali-conseguenze/

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