Le abitudini fastidiose del partner

A volte sono piccole cose ma che assumono un’importanza vitale rischiando di mandare a monte un legame. Maria Claudia Biscione, psicoterapeuta e sessuologa ci ha suggerito 5 buone pratiche per disinnescare le tensioni e ritrovare la serenità

Le abitudini fastidiose del partner: come comportarsi per evitare discussioni

C’è chi mastica facendo troppo rumore, chi lascia il dentifricio aperto e chi monopolizza il telecomando. Ognuno ha le sue. Quando si convive, nel tempo vengono allo scoperto tante piccole abitudini del partner che non si tollerano e che spesso innescano polemiche e anche litigi. Modi di fare o caratteristiche che diventano fastidiose, apparentemente di poco conto, se non fosse per il fatto che regolarmente ci fanno perdere la pazienza. E in un attimo ci si ritrova a discutere, sempre delle stesse cose. Una goccia cinese che rischia di logorare lentamente la relazione e comprometterla. “Quando il modo di rapportarsi l’uno all’altro assume spesso un tono critico e svalutante è facile perdere il filo della complicità e della intesa” spiega Maria Claudia Biscione, psicoterapeuta e sessuologa. “E se non si corre ai ripari, trovando delle modalità più accoglienti e più tolleranti, si rischia di far saltare la relazione”. Ma come si fa ad evitare che queste cattive abitudini diventino perenni scintille di scontri? Ne abbiamo parlato con l’esperta, che ci ha anche suggerito 5 buone pratiche per disinnescare questo tipo di discussioni.
 
All’inizio della relazione nessuno fa caso alle “stranezze” dell’altro, poi però diventano insopportabili. Perché accade?
“Agli esordi di una storia c’è la tendenza a mostrare il meglio di sé, esaltando gli aspetti di attenzione, cura ed esigenze del partner. Inoltre si ha una maggiore disponibilità ad accogliere, tollerare ed accettare. Una sorta di danza in cui ci si muove più delicatamente, assecondando il ritmo l’uno dell’altro, senza pestarsi i piedi, perché l’obiettivo è confermare e consolidare il rapporto, anche a costo di trascurare importanti indizi di ciò che potrebbe poi mandare “fuori di testa”. È un paradosso ma è proprio così. Anziché valutare con attenzione proprio all’inizio la compatibilità di abitudini e caratteristiche personali, si procede minimizzando e chiudendo gli occhi, perché l’esigenza di creare la coppia spesso boicotta i segnali che si possono già intravedere. Questo è il motivo per cui, invece, a rapporto consolidato, ci si sente più liberi di venir fuori con le proprie esigenze e ‘cattive’ abitudini”.
 
Quali sono le abitudini che infastidiscono di più le donne? E quelle che gli uomini non sopportano?
“Senza generalizzare troppo, donne di solito mi parlano di abitudini che non sopportano e che seguono tre filoni: quello del disordine, quello dell’uomo “divano” e quello del “dov’è?”. Il primo riguarda la totale impossibilità maschile di comprendere l’ordine come un concetto rassicurante e di controllo che è, invece, tipicamente femminile. Per cui: vestiti lasciati in posti “non corretti”, bagno post doccia con il pavimento bagnato, rotoli di carta igienica finiti e mai buttati, lasciare la tavoletta alzata… Il secondo, invece, attiene alla presenza/assenza del partner. Per cui sei accanto a me, ma in realtà non sei presente, perché se ti parlo non ascolti, non senti e soprattutto non alzi la testa dal tablet o dal videogioco che ti appassiona. Il terzo è quello che riguarda la domanda che ogni donna vive con un tremendo fastidio, perché nonostante le indicazioni degne del miglior manuale di istruzioni la risposta è sempre quella: “ma lì dove??”.
Ovviamente, le donne non sono certo da meno nelle loro cattive abitudini, credo che le salvi solo la migliore capacità degli uomini nel non fargliele pesare eccessivamente. Per citarne alcune tra quelle che mi trovo ad affrontare: lasciare i capelli ovunque in bagno, il rapporto simbiotico con le amiche, la pulizia compulsiva, l’ossessione per il corpo e per lo shopping, la prepotenza nel voler gestire le cose, l’impicciarsi delle cose di lui anche quando è il suo spazio relax, il chiedere aiuto per poi puntualmente criticare”.
 
Quanto e in che modo queste cattive abitudini diventano micce che accendono discussioni?
Questo avviene molto spesso. Perché come dicevamo all’inizio, quando ci si assesta in una storia, ci si rilassa e si rischia di perde di vista l’altro con le sue esigenze, abitudini e bisogni. Si diventa facilmente intolleranti specie quando la convivenza stritola gli spazi personali e la routine stressa e mortifica le possibilità di vivere positivamente la coppia. Allora ci si annoia di più, ci si rifugia più facilmente nei propri mondi. E più si innescano i battibecchi, più ci si allontana (anche sessualmente) dal partner per non sentire lamentele e disapprovazione. Ovviamente, dietro queste facili discussioni, il punto in comune è spesso lo stesso: “ma perché non fai come me?”.  Per le donne, a volte, è un affronto personale. Non riescono a comprendere se alla base di questo atteggiamento ci sia un dispetto, una strafottenza, una totale mancanza di considerazione per cui non c’è il minimo impegno per farle contente. Per loro quel gesto rappresenta un “non mi vuoi bene”, “non mi vedi”, anche se in realtà spesso non è cosi. Si rischia di entrare nel meccanismo pericoloso del sentirsi escluse, del “non ti interesso abbastanza” o “non abbiamo punti in comune”, fino al “ecco lo vedi siamo in crisi”.
Per gli uomini, probabilmente la petulanza che c’è dietro le critiche rimanda a un copione materno invadente fastidioso e di controllo che mal tollerano. Nella maggior parte dei casi, è proprio il voler continuamente parlare delle cose o condividere che diventa “l’abitudine” fastidiosa femminile da cui difendersi e scappare. Inoltre, il sentirsi criticati per le piccolezze è quello che li manda più in bestia. Perché associano alla partner quel suono sgradevole del rimprovero in cui si perde il senso del contenuto, e che, alla lunga, gli fa spegnere l’interruttore dell’ascolto e della tolleranza”.
 
Nel tempo come vanno a incidere negativamente sull’armonia di coppia? Possono anche portare alla fine della storia?
“L’armonia si basa sul rinforzo reciproco, sul sorridere dei propri e altrui difetti, sull’accomodamento e il compromesso. Quando tutto questo è sepolto da un unico schema comunicativo, la dinamica nella relazione si appesantisce e può far riemergere dei personali modelli relazionali, che ognuno si porta dentro dalle proprie storie d’origine, a prescindere dal partner. Quando si aprono questi antichi file diventa difficile distinguere quello che appartiene al mio passato dal nostro presente, perché è proprio il presente della coppia che ha smesso di sostituirsi ai vecchi fantasmi. Senza rinforzo, gratificazione, ascolto, affetto, stima e rispetto una storia non può sopravvivere”.
 
Il problema è che spesso si inizia a discutere sulle stesse cose e non si finisce più: come si fa per uscire fuori da questo circolo vizioso?
“Fare le stesse azioni produce sempre gli stessi risultati, quindi è necessario creare nuovi modi di interagire. Non è facile, perché soprattutto nelle coppie di vecchia data, può essere un meccanismo ben radicato. Ma cambiare si può se lo si vuole. E per farlo serve partire dalla motivazione di voler recuperare fiducia reciproca e attivare un nuovo circolo virtuoso, che rimetta in equilibrio il legame”.  

5 buone pratiche per smetterla di discutere per le abitudini fastidiose del partner

1- Apprendete l’arte della tolleranza. Che sia un mantra da ripetere o una meditazione da fare, l’importante è allenare l’accettazione dell’altro, ricordandosi che i suoi difetti sono esattamente uguali ai nostri, seppur con nomi diversi. Provate a praticare di più la gentilezza nel chiedere e il sorriso quando comunicate: rimarrete stupiti da quanto possano fare miracoli.

2- Mai dimenticare il rispetto. Perché è il vero collante che lega due persone, significa saper guardare l’altro, accoglierlo, ascoltarlo senza giudizi e prevaricazione. È la competenza emotiva che ci orienta nel mondo e nei rapporti.

3-Cattiva abitudine o è solo la sua passione? Se la passione che ha il partner per noi è un’abitudine insopportabile, forse è perché intravediamo nella sua dedizione un mondo speciale a cui noi non abbiamo accesso. Perché allora non provare ad entrarci in punta di piedi? Si potrebbe scoprire un nuovo interesse da condividere. Oppure apprendere dall’altro che concedersi tempo per sé, non è escludere, ma bensì un regalo prezioso che possiamo imparare a donare a noi stesse.

4- Uno a te uno a me. Sedetevi a tavolino e fate una top ten dei difetti che non tollerate l’uno dell’altra e poi sceglietene uno che sentite di poter eliminare. Impegnarsi per cambiare una cattiva abitudine, anche se per noi non è tale, è un atto che significa che posso venirti incontro, che posso accogliere come la pensi, cosa senti e che apprezzo che tu faccia lo stesso. Per quanto faticoso sicuramente lo sforzo reciproco farà sentire più uniti.

5- Non ti sopporto più. Se il livello di frustrazione per i comportamenti del partner supera una certa soglia, fatevi una domanda seria e profonda: avete ancora voglia e capacità di guardare all’altro come all’inizio della storia? Provate a ricordarvi cosa vi ha tenuto legati e quanto di quella emozione ancora vive dentro di voi. Sarà la domanda di partenza che potrà indicarvi la strada da seguire.  

Fonte: https://d.repubblica.it/life/2020/08/24/news/le_abitudini_fastidiose_del_partner_come_non_litigare-4779423/

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