Overthinking, ovvero il rimuginare ossessivamente: perché lo facciamo e come smettere

L’overthinking, cioè il rimuginìo, è una sorta di preoccupazione cronica caratterizzata da un sovraccarico mentale dovuto a un eccesso di pensieri negativi.

Overthinking, ovvero il rimuginare ossessivamente: perché lo facciamo e come smettere

Ricordate il film: “La verità è che non gli piaci abbastanza”? Gigi, la protagonista in cui molte donne si sono identificate, non faceva che pensare e ripensare a come trovare il grande amore, analizzando e scandagliando con cura ogni dettaglio e segnale che riceveva dagli uomini. È vero, noi donne siamo delle vere campionesse del “pensiero eccessivo”. Perché spesso non riusciamo a smettere di rimuginare e fare congetture su una determinata questione, attiviamo un self-talk con noi stesse continuo, al punto da diventare angosciante e ossessivo. Soprattutto quando si tratta di affari di cuore. Il risultato? Tutto assume una visione negativa e spesso labirintica, quindi senza risoluzione né via di uscita.

“L’overthinking, cioè il rimuginìo, è una sorta di preoccupazione cronica, caratterizzata da un sovraccarico mentale dovuto ad un eccesso di pensieri negativi”, spiega Valentina Pazienza, psicologa e autrice del libro: “Smetti di Pensare! – Overthinking e ruminazione mentale”, Edizioni In.edit. “E quando si tratta di relazioni sentimentali, questa modalità attiva dubbi e non detti, che possono portare perfino alla fine di una storia”. Anche se questo meccanismo malsano può far sentire in balia dei propri pensieri, al punto tale da perdere il controllo e non riuscire più a vedere il vero aspetto dei fatti, sappiate che se ne può uscire. Per capire perché si pensa così tanto e cosa nasconde questo comportamento, abbiamo fatto qualche domanda a Valentina Pazienza che ci ha dato anche dei consigli per mettere un freno a questo rimuginare incessante e poco risolutivo.

L’overthinking sembra attivarsi quando abbiamo paura: può essere vista come una tattica difensiva?

“Certo, perché chi rimugina si aspetta sempre di doversi scontrare con scenari catastrofici e usa questa strategia per gestire la situazione temuta. Sostanzialmente, possiamo definire questo eccesso di pensiero come una strategia di ‘problem solving’ sbagliata: la persona, dopo tutto quel pensare, non riscontrando gli esiti temuti – perché generalmente sono inimmaginabili -, si convince che questo modo di fare abbia dato frutto al risultato sperato. Si crea una falsa credenza sul potere del pensiero e questa modalità viene registrata dalla mente come una strategia di problem solving efficace, ma così non è. In questo modo, infatti, la persona non fa altro che rimanere bloccata tra i pensieri, in uno stato di ansia e non agisce in modo concreto per risolvere il problema. Insomma, se ci accorgiamo di avere la mente costantemente impegnata a fare mille ipotesi su tutte le possibili situazioni negative, allo scopo di poter poi fare considerazioni su come poterle eventualmente fronteggiare, vuol dire che stiamo rimuginando”.
In che modo si manifesta l’overthinking nei rapporti sentimentali?

“Può essere usato come un meccanismo per difendersi dall’insicurezza generata da certe esperienze passate che si ha paura di ripetere. Affiorano così dubbi e non detti, che inquinano la relazione con incomprensioni, ansie, sentimenti di rabbia o tristezza. E queste portano a fuggire dalle decisioni o ad agire in modo, ad esempio, eccessivamente aggressivo o evitante nei confronti del partner che, ignaro della tempesta di pensieri che è in corso nella nostra testa, non riesce a capire cosa stia accadendo. Se vogliamo comprendere cos’è l’overthinking è importante però non confonderlo con la ruminazione, più legata a vissuti depressivi, di inadeguatezza e a una minor autostima. È un ‘rimasticare’ nella mente ricordi di eventi passati, con lo scopo di riesaminarli, domandandosi per quale motivo le cose siano andate in quella direzione, cosa si sarebbe dovuto fare e se il comportamento tenuto sia stato adeguato”.

Quali sono i segnali che ci possono far capire che stiamo rimuginando troppo?

“C’è una premessa e una specificazione da fare: non dobbiamo necessariamente guardare all’overthinking come un qualcosa di esclusivamente negativo, in quanto lo è solo quando assume una forma esasperata. Quando questa modalità rimane limitata ad un’azione riflessiva, può addirittura tornare utile per un’analisi del problema e per pensare ad un piano risolutivo. Diverso invece è il caso in cui il turbine di pensieri diviene pervasivo e porta a ripetere compulsivamente gli stessi temi all’infinito, senza raggiungere mai una soluzione. Gli esiti saranno, in questo caso, solo ansia, rabbia e depressione. Dunque, se vogliamo parlare di segnali che devono farci pensare che siamo in preda all’overthinking, potremmo dire che se ci sentiamo sfiniti dai nostri pensieri e il dialogo interno è divenuto ormai logorante, invasivo e prepotente allora è probabile che stiamo rimuginando in modo eccessivo”.

Che sensazione genera e perché non ci fa vivere bene?

“A lungo andare questa modalità di pensiero può portare la persona a percepirsi come fragile, incapace e persino a ridurre la percezione delle proprie emozioni; il turbine di pensieri può, inoltre, impedire il raggiungimento della risoluzione del problema, in quanto ostacola le decisioni e consuma pian piano tutte le energie. Affrontare in questa maniera situazioni problematiche può nuocere, infatti, alla salute psico-fisica. Si può registrare l’innalzamento dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e si possono avere disturbi dell’attenzione e della concentrazione, sempre focalizzate su pensieri negativi, o, in casi gravi, il maggior rischio di sviluppare dipendenze, disturbi alimentari, depressione e ansia”.  

Ci sono delle cause scatenanti che ci portano a pensare in questo modo esagerato alla nostra storia sentimentale?

“Alcune persone tendono a valutare determinate relazioni come incerte o addirittura pericolose e credono di non essere in grado di saperle gestire. Ciò attiva in loro una reazione di ansia, che cercano di controllare iniziando a rimuginare”.

Cosa nasconde questo continuo pensare?

“Questa eccedenza di pensieri, generalmente, è legata a stati d’ansia e, in un certo qual senso, ha a che fare con il controllo. Inoltre con il tempo genera insicurezza. Chi rimugina teme sempre il peggio e usa questa strategia come strumento per gestire la situazione patita, credendo, in questo modo, di poterla controllare infilandosi però in una dinamica che ricorda quella del cane che si morde la coda”.

L’overthinking è logorante e fiacca le relazioni. In che modo può mandare all’aria la storia d’amore che si sta vivendo?

“Diciamo che questo modo di pensare non aiuta le relazioni sociali in generale in quanto spesso si finisce per soffocare anche amici, familiari e conoscenti con i propri dubbi, come se lo spazio nella nostra testa non fosse sufficiente a contenerli tutti. Nei rapporti sentimentali le cose sembrano ancor più complicarsi. A causa di un sovraccarico di pensieri, la realtà dei fatti viene pian piano distorta, stritolando la persona in un groviglio di mille supposizioni e interrogativi, sensazioni angoscianti ed emozioni negative. Questo eccesso di pensieri negativi porta poi a comportamenti spesso precipitosi e sproporzionati, che possono apparire al partner incomprensibili e inappropriati, generando quasi sempre incomunicabilità, conflitti e, talvolta, vere e proprie rotture del rapporto. Per evitare che questo accada è fondamentale che chi attua l’overthinking impari ad ascoltare le proprie emozioni e rendersi maggiormente consapevole delle proprie modalità di pensiero. E magari, se ne sente il bisogno, anche chiedendo aiuto a uno psicologo”.

6 consigli pratici per smettere di pensare troppo, affrontando le questioni sentimentali in modo più sano e leggero

1 – Impara ad ascoltare quello che senti. Quando hai un momento di maggiore tranquillità, prova a gestire il flusso di pensieri e cerca di ascoltare e riconoscere le emozioni che li innescano. Se sei invece in uno di quei momenti drammatici, fai lo sforzo di distrarti cercando di rimanere nel presente, nel qui e ora: osserva cosa sta accadendo intorno a te in questo dato momento, sfrutta i tuoi cinque sensi, ascolta le tue sensazioni (suoni, odori, ecc… ) e le tue emozioni.

2 – Non nutrire la negatività. Ricorda: “Quanto più rimugini un pensiero negativo, tanto più esso verrà rafforzato. Se lo ignori, lo farai morire di fame”(Swami Satchidananda).

3 – L’attaccamento ai pensieri non è la soluzione. Sappi che rimuginare non può aiutare a risolvere il problema: l’idea che ciò possa rendere maggiormente preparati ad affrontare un evento e ridurre così la possibilità che questo accada è assolutamente falsa ed erronea. Ammetti a te stesso che le cose non stanno così come credi. Più ti convincerai di ciò e più sarà semplice interrompere il meccanismo.

4 – Individua il tuo critico interiore. Prova a identificare i pensieri negativi che si ripresentano nel flusso del rimuginìo in risposta ad ogni situazione. Scoprirai una sorta di idee di base, pensieri negativi automatici su noi stessi, che sono sempre presenti, anche se il tema dell’overthinking varia.

5 – Prendi fiato. Ripulisci la mente con gli esercizi di respirazione: concentrati sul tuo respiro, che sarà lento, profondo. Ascoltalo e cerca di concentrarti solo su di esso, abbandona i tuoi pensieri, anche solo per un minuto basterà!

6 – Smetti di voler tenere sotto controllo ogni cosa. Certo, non è facile, ma non impossibile. Prova, pian piano, a lasciare andare qualcosa ogni giorno, iniziando da ciò che riesci più facilmente a non controllare, salendo pian piano nel livello di difficoltà. E soprattutto cerca di vivere il presente, serenamente, avendo più fiducia in te e nelle tue capacità.

Fonte: https://d.repubblica.it/life/2020/04/24/news/come_smettere_di_rimuginare_overthinking_amore_eliminare_sovraccarico_mentale_pensieri_negativi-4718060/

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