AMI O SEI (CO)DIPENDENTE?

Una persona è codipendente quando si fa condizionare in maniera eccessiva dal comportamento di un partner, un genitore, un figlio e, al contempo, cerca di controllarlo.

Originariamente il concetto di codipendenza  era soprattutto associato all’ambito dell’alcolismo e della tossicodipendenza. I partner di questi ultimi tendevano a mettere regolarmente al centro della propria vita l’altro e l’intenzione, più o meno inconscia, di salvarlo dalla sua condizione.

Successivamente si è scoperto che la codipendenza è presente anche in altre situazioni, apparentemente più normali.

Una persona è codipendente quando si fa condizionare in maniera eccessiva dal comportamento di un partner, un genitore, un figlio e, al contempo, cerca di controllarlo.

Da alcuni studi emerge che sono soprattutto le donne ad essere codipendenti.

Il motivo sembrerebbe quello che il sesso femminile è  maggiormente identificato con lo stereotipo culturale dell’ ”Essere colei che si prende cura” rispetto al sesso maschile.

Le donne infatti sono tradizionalmente riconosciute come coloro che si occupano e danno attenzione ai cari.

La codipendenza si focalizza però sugli stereotipi negativi della femminilità.

Sembrerebbe una sorta di difesa, attuata prevalentemente dal femminile, per fronteggiare un ambiente stressante.

Il genere femminile è più incentivato a definirsi attraverso le relazioni e guardare a se stesse con un focus esterno ( si attribuisce la responsabilità dei propri stati d’animo e della propria vita all’esterno e su elementi su cui non si percepisce controllo: è colpa della politica, dell’economia, del datore di lavoro…)

Questi tratti sono veicolati e normalizzati attraverso i programmi televisivi, serie tv, pubblicità, fruite da migliaia di persone…

La codipendenza sembrerebbe più diffusa tra il figlio/a primogenito che diventa “l’eroe” della famiglia e deve provvedere a mantenere l’ordine e la stabilità  laddove invece regna il caos.

Anche l’effetto dell’ordine di nascita appare più forte se si è di genere femminile. Inoltre la figlia che ha una madre codipendente ha più probabilità di sviluppare a sua volta questi tratti.

Emerge subito il focus eccessivo di queste persone sulla relazione e sugli altri piuttosto che verso se stessi,  causata da un ambiente familiare  d’origine stressante, dove sono presenti patologie fisiche, psicologiche, abusi (fisici, emotivi, sessuali) ma anche situazioni meno eclatanti che comunque sono disfunzionali*.

In generale le relazioni di coppia delle persone con dipendenza affettiva sono di frequente molto sofferte. Queste persone scelgono compagni o compagne non in grado di amarle anche se, sembrerebbe paradossale, ciò che più ricercano è l’amore e l’accettazione.

La differenza di fondo tra una dipendenza affettiva e la codipendenza vera e propria è che nelle dipendenze affettive  il  partner non sempre è problematico come invece accade nella codipendenza.

La persona codipendente si impegna molto per soddisfare i bisogni dell’altro, cercando di essere costantemente di aiuto e organizzando la vita altrui, perdendo di vista e misconoscendo i propri bisogni.

Ecco alcune caratteristiche o predittori della codipendenza:

  • Bassa autostima
  • Disfunzioni familiari nel nucleo di origine. 
  • Depressione
  • Ansia
  • Difficoltà a dire di no e mettere il limite con gli altri
  • Difficoltà a stabilire confini sani nelle relazioni
  • Reattività emotiva/difficoltà ad esprimere le proprie emozioni
  • Negare i propri bisogni, emozioni, pensieri e sentimenti. Una condizione “Oppressione emotiva”
  • Difficoltà a comunicare quello di cui si ha bisogno
  • Anteporre costantemente  i bisogni altrui ai propri
  • Il focus è fuori da sé, nella relazione
  • Sentirsi sempre in dovere di prendersi cura delle persone
  •  Bisogno di controllare gli altri
  • Bisogno di essere apprezzato/a da tutti
  • Problemi di intimità
  • Confondere l’amore e la pietà
  • Paura dell’abbandono
  • Essere dipendenti dai propri cari.
  • Sentirsi responsabili per i sentimenti e le azioni dei propri cari.

La codipendenza non è riconosciuta come un disturbo della personalità vero e proprio. Anche se in alcuni studi emerge come spesso sia sovrapponibile ad alcuni disturbi della personalità (disturbo della personalità dipendente, borderline ecc..) anche se non è detto che sia così necessariamente**

Il codipendente è anche il “partner ideale” del narcisista/manipolatore.

In base alle caratteristiche manifestate dal codipendente appare chiaro come sia facile rimanere invischiato in un rapporto  con una personalità di tipo narcisista. Il codipendente è il personaggio ideale per gratificare il bisogno di sentirsi speciale del narcisista e fornire lui quell’ approvigionamento narisistico di cui ha disperato bisogno.

Alcuni individui, non solo non si lasciano abbattere, ma usano queste avversità per diventare più forti e resilienti.

Fonte: http://psiche.org/articoli/ami-codipendente/

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