Paura degli Aghi: Cos’è la Belonefobia o Tripanofobia

E’ una fobia che impedisce alle persone di recarsi dal medico, di eseguire esami del sangue di routine o seguire dei trattamenti prescritti.

Paura degli Aghi: Cos'è la Belonefobia o TripanofobiaLa paura degli aghi ha molti nomi ma è molto reale

Belo-che? Belonefobia ? Se hai mai provato a cercare “ago fobia” o “paura degli aghi“, probabilmente hai incontrato termini molto strani e confusi. Eppure è una delle fobie molto diffusa. Ben il 20 percento delle persone ha paura degli aghi. Esistono molti rischi associati alla paura degli aghi.

E’ una fobia che impedisce alle persone di recarsi dal medico, di eseguire esami del sangue di routine o seguire dei trattamenti prescritti. La medicina moderna fa maggiore uso di esami del sangue e di farmaci iniettabili, pertanto la rinuncia a cure mediche a causa della paura degli aghi mette le persone a maggior rischio di malattia e problematiche molto serie. Ad esempio, per un diabetico saltare il monitoraggio del glucosio o le iniezioni di insulina, può significare anche un serio pericolo di vita.

I termini medici e nomi di fobie che definiscono la paura degli aghi

  1. Aicmofobia: una paura intensa o morbosa per oggetti appuntiti o acuminati e taglienti;
  2. Algofobia: una paura intensa o morbosa del dolore e di farsi male;
  3. Belonefobia: una paura anormale di oggetti appuntiti, specialmente aghi, spilli, siringhe;
  4. Enetofobia: la paura degli spilli;
  5. Tripanofobia: una paura delle iniezioni e siringhe;
  6. Vaccinofobia: paura morbosa per vaccini e vaccinazioni;

I fatti rilevanti sulla paura degli aghi

  • Circa il 20 percento della popolazione ha un certo grado di paura associato ad aghi e iniezioni.
  • Le esperienze traumatiche nell’infanzia costituiscono il fondamento di queste paure; solitamente nascono dopo aver assistito a un fratello che urlava disperato durante una puntura.
  • Circa il 10% delle persone soffre di tripanofobia, la paura delle iniezioni.
  • Tra chi ha paura degli aghi, almeno il 20 percento evita le cure mediche.
  • La paura degli aghi è sia una condizione acquisita che ereditata. Un numero piuttosto piccolo eredita la paura degli aghi. La maggior parte delle persone acquisisce fobia dell’ago intorno ai quattro-sei anni.
  • Nella stagione influenzale si raccomandano i vaccini antinfluenzali per TUTTI a partire dai sei mesi di età; ciò vale sopratutto per le fasce ad alto rischio. Chi soffre di questa fobia è maggiormente esposto a pericoli per la salute.

Secondo il dott. James G. Hamilton, autore di un pionieristico articolo sulla fobia degli aghi, è probabile che la forma di fobia dell’ago, che è prevalentemente genetica, abbia qualche fondamento nell’evoluzione umana. D’altronde migliaia di anni fa gli esseri umani evitavano meticolosamente di ferirsi; evitare di trafiggere la carne significava avere maggiori possibilità di sopravvivenza [ 1 ].

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Soluzioni

Gli interventi che promettono di ridurre le paure degli aghi, così come le risposte associate come gli svenimenti, in persone particolarmente fobiche, sono l’esposizione e la tensione applicata (cioè tensione muscolare + esposizione).

Esposizione

L’esposizione è un intervento psicologico ( terapia cognitivo comportamentale ) considerato come un trattamento efficace per specifiche fobie in generale e può essere applicato con varie tipologie (ad esempio, in vivo, immaginale, sessione singola, sessione multipla).

La terapia basata sull’esposizione implica una presentazione gerarchica dello stimolo temuto. Nelle procedure che riguardano tutto ciò che ha a che fare con la belonefobia, si utilizza un approccio gerarchico di paura ascendente.

Ad esempio: seduti nella sala d’attesa, vedere una siringa senza ago, vedere una siringa con un ago, tenere una siringa con un ago, tenere la punta di un ago contro il braccio e concludendo con il ricevimento dell’iniezione. L’esposizione deve essere di una durata sufficiente che diminuisca la paura dell’individuo.

Tensione muscolare per evitare svenimenti

Le persone con alti livelli di paura dell’ago o di fobia da ferita per iniezione hanno un aumentato rischio di mostrare una risposta vasovagale (svenimento) quando affrontano una situazione da temere; in effetti, questa risposta non è vista in altre fobie specifiche.

La risposta vasovagale è tipicamente descritta come bifase; si ha quindi un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca seguita da una diminuzione eccessiva e improvvisa della pressione sanguigna e del battito cardiaco. E’ così che con una conseguente riduzione del flusso sanguigno cerebrale si ha un’eventuale perdita di coscienza (svenimento).

In questi casi può essere applicata con successo la tensione muscolare. E’ una tecnica fisica in cui gli individui sono istruiti a:

  1. irrigidire i muscoli (ad es. Addominali, gambe, braccia) per aumentare la pressione sanguigna e combattere la risposta vasovagale;
  2. riconoscere i segni prodromici di imminente sincope vasovagale (per es. Disturbi visivi, sensazione di vertigini);
  3. applicare la tecnica quando si verificano i segni prodromici.

La tensione muscolare diventa “tensione applicata” quando gli individui praticano la tecnica mentre sono esposti all’oggetto della loro paura (ad es. Aghi). Questa tecnica è raccomandata per ridurre lo svenimento durante le donazioni volontarie di sangue; è stata anche studiata nel contesto della paura e dello svenimento dell’ago.

 

Fonte: https://www.psicosocial.it/fobie/

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