Lettera a mia figlia

GENNAIO 28, 2026

Questo articolo nasce come gesto di gratitudine verso una mia paziente, che chiamerò Marta, la quale mi ha permesso di condividere parole profondamente intime. 

In un tempo in cui gran parte delle nostre relazioni passa attraverso uno schermo — tra messaggi brevi e vocali frettolosi — fermarsi a scrivere una lettera può apparire difficile, persino insolito. Eppure la lettera conserva un tempo diverso: chiede ascolto, lentezza, verità. Da qui prende forma questa riflessione, che attraversa i temi della maternità, dell’adolescenza e del mondo digitale, uno spazio capace di avvicinarci, ma anche, talvolta, di renderci più distanti.

Cara figlia mia,

essere genitori non è mai stato semplice, ma nessuno ci aveva detto quanto sarebbe stato complicato esserlo adesso. Non esiste un manuale, e quelli che promettono risposte sicure mentono un po’. Si cresce insieme ai figli, inciampando, sbagliando tono, parole, silenzi. Ogni giorno è un equilibrio fragile tra il voler proteggere e il dover lasciare andare.

Io sono diventata madre in un mondo che cambiava più in fretta di quanto riuscissi a capire. Un mondo digitale, veloce, rumoroso, dove tutto è esposto, commentato, giudicato. Dove il confine tra ciò che sei e ciò che mostri è sottile, e dove a volte sembra che valga solo ciò che viene visto. Tu sei nata dentro questo mondo, io ci sono entrata cercando di impararne la lingua senza perdermi.

A volte discutiamo. E voglio dirtelo con sincerità: anche a me fa male. Non sempre trovo la chiave giusta per leggere quello che vivi, non sempre capisco subito cosa c’è dietro un silenzio, una risposta secca, una porta chiusa. A volte sbaglio modo, a volte sbaglio tempo.

Ma c’è una cosa che non è mai, nemmeno per un istante, in discussione: il bene che ti voglio. L’amore che ho per te non vacilla con una lite, non si misura nei momenti facili, non si perde negli scontri.

Vorrei che tu sapessi che i fallimenti non definiscono chi sei. Un errore, un brutto voto, una caduta non fanno di te una persona sbagliata. Sono occasioni per capire, crescere, rimettere insieme i pezzi. Il voto non sei tu. Tu sei molto di più: sei impegno, sensibilità, tentativi, domande, forza che a volte non vedi nemmeno.

Le regole che ti sembrano rigide o ingiuste non nascono dal desiderio di controllarti, ma dal bisogno di costruire una base di convivenza, di rispetto, di sicurezza. Anche io ho imparato, e continuo a imparare, che i limiti non servono a togliere libertà, ma a darle una direzione.

E poi ci sono le amicizie. A sedici anni sono tutto: rifugio, specchio, appartenenza. Ma possono anche far male. Alcune persone, senza volerlo o volendolo poco, ti fanno sentire inadeguata, mai abbastanza, sempre un passo indietro. Vorrei che imparassi ad ascoltare come ti senti dopo essere stata con qualcuno: se ti senti più leggera o più stanca, più te stessa o più piccola. Le amicizie vere non ti chiedono di cambiare per essere accettata, non ti fanno paura di dire ciò che pensi, non ti fanno sentire sbagliata per come sei.

Scegli chi ti rispetta anche quando non sei perfetta. Chi non ride delle tue fragilità. Chi non ti mette in competizione con gli altri. Chi non ti fa sentire sola pur stando in compagnia. E se una relazione ti fa soffrire, sappi che allontanarsi non è una sconfitta, ma una forma di cura.

Dentro di te ci sono risorse che forse oggi non riconosci ancora. Hai strumenti, capacità, una forza silenziosa che ti permetterà di affrontare le cose, anche quelle che ora ti sembrano troppo grandi. E quando ti sentirai persa, confusa, stanca, ricordati questo: non devi farcela da sola.

Io ci sono.

Anche quando sbaglio.

Anche quando non capisco subito.

Anche quando discutiamo.

Io ci sono, sempre.

Con amore, la tua mamma Marta 

Chiusura

Condividere questa lettera non è stato semplice. È un gesto che va contro la velocità a cui siamo abituati, contro l’idea che tutto debba essere breve, immediato, consumabile. Ma forse oggi più che mai abbiamo bisogno di parole che restino, che non si perdano in una chat, che possano essere rilette nei momenti difficili.

Questa lettera non pretende di dare risposte, né di essere un modello. È solo una voce di madre, autentica, imperfetta, profondamente umana. Una voce che prova a restare in ascolto in un mondo che spesso urla.

Se anche solo una madre, una figlia, o un genitore leggendo queste righe si sentirà meno solo, allora queste parole avranno trovato il loro posto.

Perché, nonostante tutto, scrivere lettere oggiè ancora un atto d’amore.

3 pensieri riguardo “Lettera a mia figlia

  1. Avatar di aamoreinfinito

    Una donna vivente… una donna vera… grazie mariella

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  2. Avatar di Sere

    Per caso sono finita in questa pagina. E per caso ho letto questa lettera. Ma non è per caso che adesso sto scrivendo il mio GRAZIE.
    La farò leggere a mia figlia, dicendole che non l’ho scritta io ma che ogni singola parola rispecchia ciò che sento dentro, dal suo primo battito di ciglia.

    Grazie. Di cuore.

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    1. Avatar di vivianachinellopsicologa

      Gentile Signora,

      grazie a lei per avermi scritto e per aver condiviso parole così sincere e preziose.

      Sapere che questo articolo le sia stato utile e che si sia ritrovata nel suo ruolo di mamma di una ragazza adolescente, periodo di crescita non facile. Quando si scrive, si parte sempre da un’esperienza, da un’emozione o da un pensiero personale, ma la speranza è che quelle parole riescano poi a raggiungere il cuore di qualcun altro e anche con l’idea che possa essere utile a qualcun altro. Il suo messaggio mi conferma che, a volte, questo accade davvero.

      Mi ha colpito molto la frase in cui dice che ogni singola parola rispecchia ciò che sente per sua figlia dal suo primo battito di ciglia. È un’immagine di una dolcezza straordinaria e racconta l’amore incondizionato che una madre porta dentro di sé, spesso senza riuscire a esprimerlo completamente. Se quelle parole possono aiutarla a far arrivare a sua figlia ciò che custodisce nel cuore, allora hanno trovato il loro significato più bello.

      Le auguro di conservare sempre questo dialogo fatto di affetto, presenza e autenticità. Sono certa che sua figlia, leggendo quella lettera attraverso i suoi occhi e il suo amore, ne coglierà il valore più profondo.

      Grazie ancora per aver trovato il tempo di scrivermi. Messaggi come il suo restano nel cuore.

      Un caro saluto.

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