Lo stigma dell’aborto per le ragazze adolescenti

Il sostegno sociale riduce gli esiti psicologici negativi di eventi stressanti, come può essere l’aborto a causa delle barriere di accesso e dello stigma

Una recente ricerca che ha studiato le relazioni tra stigma, sostegno sociale, gravidanza e aborto tra adolescenti, ha dimostrato che le critiche della famiglia e l’isolamento sociale erano associati alla stigmatizzazione tra le adolescenti.

 Le ragazze minorenni oggi, in moltissimi Stati, per poter effettuare un aborto devono avere il consenso di un genitore o di chi ne fa le veci (Guttmacher Institute, 2013). Nei Paesi in cui tale consenso non è indispensabile, talvolta le adolescenti coinvolgono comunque un genitore, tipicamente la madre; altre volte, invece, decidono di farlo in autonomia poiché temono una reazione negativa dei loro genitori come l’abbandono, la violenza o una costrizione a continuare la gravidanza (Ehrlich, 2006). In Texas, ad esempio, le ragazze che non vogliono coinvolgere un genitore per abortire possono ottenere da un giudice un bypass del consenso se dimostrano che sono abbastanza mature e informate sulla loro decisione di interruzione della gravidanza. Questa procedura richiede però che abbiano la possibilità di parlare con un avvocato o con tutore ad litem nominato dal tribunale (un adulto che agisce nel migliore interesse del minore).

Lo stigma sull’aborto

Per comprendere il contesto sociale di alcuni Stati in cui le ragazze prendono la decisione di abortire è necessario esaminare le teorie dello stigma sull’aborto. Goffman (1986) propose che le persone che compiono o sono associate a comportamenti o identità ritenute “devianti”, nascondono la propria identità stigmatizzata per evitare di sperimentare discriminazioni. Un’adolescente che ha avuto o sta pensando di avere un aborto, per esempio, potrebbe sperimentare tre tipologie di stigma differenti: quello anticipato, causato dalla previsione di essere trattata diversamente dopo l’intervento; quello messo in atto, provando discriminazione e vergogna nei confronti degli altri, e infine quello interiorizzato, avendo appreso atteggiamenti sociali che vedevano l’aborto come una scelta deviante (Cockrill & Nack, 2013). La ricerca ha dimostrato infatti che alcune donne nascondono il loro aborto a causa dello stigma anticipato, altre invece si sentono giudicate quando rivelano il loro aborto a causa della vergogna o del giudizio. Uno studio di Kumar e colleghi (2009) ha ipotizzato che scegliere di interrompere una gravidanza può essere considerato “innaturale” in alcuni Stati poiché risulta essere contrario a tre norme di genere: la prima afferma che le donne sono di natura premurose e curative, la seconda che non devono avere desideri sessuali al di fuori della procreazione e l’ultima che tutte le donne diventeranno madri. Spesso le donne che scelgono l’aborto sono etichettate quindi come “irresponsabili” perché evitare la gravidanza è visto come una “responsabilità sessuale delle donne” (Luker, 1985).

 Oggi si hanno poche informazioni sul sostegno sociale ricevuto dalle adolescenti che scelgono di non coinvolgere un genitore nella decisione di interrompere una gravidanza. Diversi studi hanno dimostrato infatti che il sostegno sociale può aiutare a ridurre gli esiti psicologici negativi durante eventi di vita stressanti. L’aborto per alcune donne è categorizzato come un evento stressante a causa delle barriere di accesso e dello stigma. Alcuni autori hanno identificato quattro differenti tipologie di sostegno sociale: quello emotivo che nasce in seguito alle convalidazioni, quello informativo che si genera quando si condividono conoscenze, quello di compagnia tramite il trascorrere del tempo insieme e quello di materiale, grazie alla condivisione di risorse (Cohen e Wills, 1985). La mancanza di sostegno sociale sembra inoltre essere associata a una minore certezza decisionale e a emozioni negative (Sisson et al., 2017).

L’importanza del supporto sociale legato alla decisione di abortire

Durante il periodo dell’adolescenza il sostegno sociale di ogni ragazzo si amplia ma la famiglia sembra rimanere il nucleo necessario per un sano sviluppo adolescenziale. Una recente ricerca che ha studiato le relazioni tra stigma, sostegno sociale, gravidanza e aborto tra gli adolescenti, ha dimostrato che le critiche della famiglia e l’isolamento sociale erano associati alla stigmatizzazione tra le adolescenti (Wiemann et al., 2005). Un ulteriore studio ha scoperto che le ragazze in Ghana sperimentano un forte giudizio per l’attività sessuale, la gravidanza e l’aborto, che provocava segretezza su queste decisioni (Hall e al., 2018). I dati oggi indicano che quasi tutte le adolescenti che non includono i genitori coinvolgono almeno un’altra persona nella decisione di abortire, spesso le ragazze desiderano autonomia, ma cercano informazioni e consigli da persone di fiducia.

Dal momento che la maggior parte degli Stati richiede che le adolescenti minori coinvolgano un genitore per ottenere un aborto, e poco si sa sulle ragioni che le spingono a sceglierlo e sul sostegno sociale ricevuto da coloro che cercano di bypassare il consenso dei genitori, Coleman‐Minahan e colleghi nel 2020 hanno condotto una ricerca qualitativa per approfondire il tema tramite delle interviste. L’obiettivo degli autori era quello di esplorare perché le ragazze avessero scelto di abortire, se avessero coinvolto altre persone nella loro decisione e quali fossero le loro esperienze di sostegno sociale. I risultati mostrano che le partecipanti, nell’esplorare le loro opzioni di gravidanza, hanno coinvolto altre persone che le aiutassero a prendere una decisione. Inoltre, le ragazze hanno scelto di abortire perché la genitorialità avrebbe limitato le loro prospettive future e non avrebbero potuto soddisfare i bisogni di un bambino. Lo stigma che più ha influito nelle loro decisioni sembra essere quello anticipato, che ha fatto sì che le adolescenti nascondessero la propria scelta pur desiderando e necessitando sostegno emotivo e materiale. Alcune di loro, infatti, dopo aver rivelato la loro intenzione di abortire hanno sperimentato vergogna e abuso emotivo, aspetti che suggeriscono che le loro paure erano giustificate. In aggiunta, non tutti i partner maschili risultavano essere d’accordo con la decisione delle ragazze di abortire e alcuni non garantivano il loro sostegno; coloro che invece lasciavano che fossero le donne a prendere la decisione finale, venivano considerati come se evitassero la responsabilità di prendere parte al processo decisionale o di fornire sostegno emotivo.

In conclusione, in generale sembrerebbe che le adolescenti riflettano sulla loro decisione di abortire, coinvolgano gli altri e anticipino correttamente le reazioni dei loro genitori. Lo stigma sull’aborto influenza la rivelazione delle loro decisioni e limita il loro sostegno sociale. Le politiche statali che obbligano il coinvolgimento dei genitori possono non giovare al processo decisionale degli adolescenti e possono esporre loro ad abusi emotivi o fisici da parte dei genitori.

CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO FONTE  https://www.stateofmind.it/2022/05/aborto-stigma-adolescenti/

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