Disturbo Ossessivo Compulsivo da Relazione nel rapporto genitore-figlio

I sintomi del Disturbo Ossessivo Compulsivo da Relazione nel rapporto genitore-figlio consistono in pensieri indesiderati, immagini intrusive o impulsi che riguardano difetti percepiti del proprio figlio.

 Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è un disturbo psicologico invalidante caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni a vario contenuto (Abramowitz et al., 2017). Recentemente, una tipologia clinica del DOC, definita Disturbo Ossessivo-Compulsivo da Relazione (DOCR), ha ricevuto particolare attenzione sia in ambito di ricerca sia in ambito clinico (Doron et al., 2016). Il DOCR è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni che hanno come oggetto le relazioni significative: quella di coppia, quella tra genitore e figlio e quella tra individuo e Dio (Doron et al., 2014).

Prendendo in considerazione le ossessioni che si manifestano nella relazione di coppia (quella maggiormente indagata dalla letteratura) è possibile distinguere tra sintomi centrati sulla relazione e sintomi centrati sul partner (Doron et al., 2014). I primi consistono in dubbi e preoccupazioni circa i sentimenti del partner nei propri confronti, i propri sentimenti nei confronti del partner e l’adeguatezza della relazione stessa. I secondi riguardano, invece, preoccupazioni ossessive circa difetti percepiti nel proprio partner in sei principali ambiti: aspetto fisico, abilità sociali, moralità, stabilità emozionale, intelligenza e competenza (Doron & Derby, 2017; Doron et al., 2017).

I sintomi ossessivo-compulsivi che si presentano nel contesto del rapporto con il proprio figlio sono simili ai sintomi centrati sul partner che emergono nel contesto della relazione di coppia. Consistono in pensieri indesiderati (per es., “Mio figlio è abbastanza intelligente?”), immagini intrusive (per es., il ricordo di una situazione in cui il proprio figlio ha fallito) o impulsi (per es., di intervenire in un’interazione sociale in cui il bambino è coinvolto) che riguardano difetti percepiti del proprio figlio nei medesimi ambiti sopracitati (Doron et al., 2017). Tali esperienze intrusive sono egodistoniche: possono contraddire le convinzioni del genitore (per es., “Tutti i figli dovrebbero essere accettati, a prescindere dai loro difetti”) o la propria esperienza soggettiva (per es., “So che mio figlio ha molti amici, ma non posso smettere di preoccuparmi per le sue abilità sociali”), provocando senso di colpa e vergogna. Sono pertanto associate a comportamenti compulsivi. Ad esempio, il genitore può ricercare rassicurazioni riguardo le competenze del figlio, confrontarlo con altri bambini, o controllarne compulsivamente i comportamenti (Doron et al., 2017).

Strumenti di assessment del Disturbo Ossessivo-Compulsivo da Relazione

Esistono due strumenti self-report di valutazione dei sintomi del DOCR nel rapporto genitore figlio: il Partner Related Obsessive Compulsive Symptoms Inventory Parent-Child (PROCSI-PC; Doron et al., 2017) e il Parent-Infant Partner-focused Relationship Obsessive Compulsive Symptoms Inventory (PI-PROCSI; Ratzoni, Doron, & Frenkel, 2021). Il PROCSI-PC e il PI-PROCSI sono composti rispettivamente da 28 e 21 item, a cui si risponde utilizzando una scala Likert che varia da 0 (per niente) a 4 (moltissimo; Doron et al., 2017; Ratzoni et al., 2020). Il PROCSI-PC valuta le ossessioni e le compulsioni dei genitori nei confronti dei difetti percepiti del proprio figlio relativamente ad aspetto fisico, moralità, stabilità emozionale, intelligenza, abilità sociali e competenza. Esempi di item contenuti nel questionario sono: “Il pensiero che mio/a figlio/a non sia abbastanza intelligente mi infastidisce molto; Quando sono con mio/a figlio/a trovo difficile ignorarne i difetti fisici” (Doron et al., 2017). Il PI-PROCSI, invece, costituisce un adattamento degli item del PROCSI-PC affinché possano riferirsi ai figli neonati. Nel PI-PROCSI sono stati quindi aggiunti alcuni item con lo scopo di valutare le ossessioni circa i pattern di alimentazione, di sonno-veglia e di sviluppo del neonato (Ratzoni et al., 2021). I risultati dell’analisi fattoriale confermativa hanno messo in luce la presenza di due fattori generali di ordine superiore: le preoccupazioni ossessive per l’attuale sviluppo e le preoccupazioni ossessive per il futuro sviluppo del figlio. È poi emerso che lo strumento ha una struttura a sette fattori: cinque di questi si riferiscono alle preoccupazioni per l’attuale sviluppo (compulsioni legate allo sviluppo, distress associato alle ossessioni legate allo sviluppo, aspetto fisico, pattern di alimentazione e ritmi sonno-veglia, impulso di confrontare il proprio figlio con altri bambini) mentre i due rimanenti fanno riferimento alle preoccupazioni per il futuro sviluppo (moralità futura, competenza futura; Ratzoni et al., 2021).

Al fine di valutare se i sintomi del DOCR genitoriale potessero avere un impatto sui figli è inoltre stato sviluppato il Parent-Child Related Obsessive Compulsive Inventory for Children (PROCSI-SELF; Doron et al., in process), un questionario self-report composto da 28 item che valuta la presenza di ossessioni e compulsioni riguardo difetti percepiti su se stessi relativamente agli stessi sei ambiti di preoccupazione genitoriale misurati dal PROCSI-PC (Ben-Zvi et al., 2017).

Per nessuno di questi strumenti esiste, ad oggi, alcuno studio di validazione nel contesto italiano.

Conseguenze personali e relazionali del disturbo

L’età d’esordio del DOCR è sconosciuta (Doron et al., 2014). Tuttavia, da un recente studio (Ratzoni et al., 2021) è emerso che i sintomi del disturbo che si manifestano nel rapporto genitore-figlio possono emergere nel periodo del post-partum, andando ad impattare sul bonding materno e sulla qualità delle interazioni neonato-caregiver. In particolare, è stato riscontrato che le ossessioni e le compulsioni materne relative all’attuale sviluppo del figlio (misurate attraverso il PI-PROCSI) erano associate negativamente all’espressione di calore e di emozioni positive nei confronti del neonato (bonding). Inoltre, è stata riscontrata una relazione indiretta significativa tra le ossessioni e le compulsioni materne circa il futuro sviluppo del neonato e la diminuzione, nei figli, di comportamenti interattivi diretti nei confronti del caregiver. Più nello specifico, tali elevate preoccupazioni materne misurate a 4 mesi dalla nascita attraverso il PI-PROCSI, erano associate, a 10 mesi, ad una bassa frequenza di lodi dei comportamenti dei figli che, a loro volta, predicevano l’evitamento da parte degli stessi dei comportamenti interattivi nei confronti delle madri (Ratzoni et al., 2021).

Uno studio condotto da Doron e colleghi (2017), che ha preso in considerazione un periodo successivo a quello del post-partum, ha riscontrato che i sintomi del disturbo sono associati, nei genitori, ad altri sintomi ossessivo-compulsivi e a sintomatologia depressiva. È inoltre emerso che i sintomi del DOCR correlano con lo stress genitoriale e che interferiscono con il funzionamento personale, occupano tempo e sono fonte di disagio significativo (Doron et al., 2017).

Ben-Zvi e colleghi (2017) hanno invece osservato che i sintomi del DOCRpossono avere ripercussioni anche sulla salute mentale dei figli. L’elevata preoccupazione genitoriale nei confronti dei difetti percepiti nel proprio figlio è risultata infatti associata alla preoccupazione del figlio per i propri difetti nelle stesse aree oggetto di preoccupazione genitoriale. Tale effetto è stato riscontrato nella maggior parte dei domini oggetto di preoccupazione dei genitori. I risultati hanno mostrato una correlazione positiva moderata tra il punteggio totale del PROCSI-PC e il punteggio totale del PROCSI-SELF e correlazioni significative tra quattro sottoscale dei due strumenti: aspetto fisico (r = 0,53), moralità (r = 0,57), intelligenza (r = 0,25) e competenza (r = 0,25; Ben-Zvi et al., 2017).

Meccanismi di insorgenza e di mantenimento

È stato ipotizzato che specifici ambiti del sé con elevato valore per l’individuo (per es., la moralità) siano in relazione con il contenuto delle ossessioni (Bhar e Kyrios, 2007). È infatti più probabile che siano le intrusioni che minacciano il sistema di valori e l’autostima di un individuo a trasformarsi in ossessioni poiché in questo caso la persona è portata ad attivare cognizioni e comportamenti volti a compensare le carenze percepite (Bhar e Kyrios, 2007; Rachman, 1997). Per quanto riguarda il DOCR, Levy e colleghi (2020) hanno proposto che l’elevata sensibilità nei confronti di un dominio del sé con elevato valore per il genitore (per es., l’aspetto fisico) potrebbe determinare una maggiore vigilanza nei confronti del dominio stesso, facilitando la rilevazione di eventi che minacciano il dominio e l’insorgenza di pensieri intrusivi dominio-specifici relativi a sé stessi (per es., “sono brutto”) e agli altri (per es., “non ha un bell’aspetto”). La co-presenza di tale sensibilità e della dipendenza della propria autostima dal valore percepito del figlio, potrebbe aumentare la vulnerabilità ai sintomi del DOCR(Levy et al., 2020). A conferma di questa ipotesi, nello studio in questione è stata riscontrata un’interazione tra la vulnerabilità dei genitori in due domini del sé (aspetto fisico e intelligenza) e la dipendenza della propria autostima dal valore percepito del figlio nel predire ossessioni e compulsioni relative a difetti percepiti nei figli nel dominio dell’aspetto fisico e dell’intelligenza (Levy et al., 2020). In particolare, l’associazione tra vulnerabilità nei domini di aspetto fisico e intelligenza e sintomi del DOCR era significativa solamente nei genitori che presentavano un’alta dipendenza della propria autostima dal valore percepito del figlio (Levy et al., 2020). Sempre per quanto riguarda i meccanismi di insorgenza del disturbo, alcuni studi che hanno indagato il DOCR nel contesto della relazione sentimentale hanno riscontrato che l’attivazione delle convinzioni disfunzionali associate al DOC (in particolare, sovrastima del pericolo, intolleranza all’incertezza, importanza attribuita ai pensieri e al loro controllo e perfezionismo) ha un ruolo anche nello sviluppo di ossessioni e compulsioni del DOCR (Doron et al., 2014; 2012a; 2012b; Melli et al., 2018). È probabile che lo stesso avvenga anche per quanto riguarda il DOCR nel rapporto genitore-figlio (Doron et al., 2017; Levy et al., 2020). Alcune convinzioni disfunzionali relazione-correlate potrebbero poi contribuire in modo specifico allo sviluppo e al mantenimento del DOCR andando ad aumentare il disagio esperito al presentarsi delle intrusioni (Doron et al., 2012a). Tali convinzioni possono riguardare, ad esempio, il timore di essere inadeguati come genitori e la sovrastima dell’impatto che le singole esperienze quotidiane possono avere sul successivo sviluppo e successo dei figli (Doron et al., 2017). Come avviene per le altre tipologie cliniche del DOC, infine, le compulsioni e le risposte disfunzionali alle ossessioni svolgono un ruolo cruciale nel mantenimento del DOCR (Doron et al., 2014).

Indicazioni per il trattamento

La psicoterapia dovrebbe favorire nel paziente la consapevolezza dell’influenza che la percezione dei difetti del figlio ha sulla propria autostima e sostenere il senso di competenza nell’esercizio della propria genitorialità (Levy et al., 2020). Levy e colleghi (2020) mettono inoltre in luce l’appropriatezza dell’utilizzo di alcune tecniche cognitivo-comportamentali per intervenire clinicamente sulle ossessioni e compulsioni del DOCR. A tal proposito citano il perspective taking (per es., “Giudichi i tuoi amici sulla base del valore dei propri figli?”) e la messa in discussione di alcune convinzioni disfunzionali (come ad esempio quella relativa all’incapacità di tollerare l’imbarazzo associato alla percezione dei difetti del figlio) attraverso l’utilizzo di esercizi di esposizione. Il trattamento delle convinzioni disfunzionali associate al DOCR e delle vulnerabilità del sé, infine, potrebbe includere anche l’assegnazione di homework basati sull’impiego di applicazioni evidence-based come la GG relationship doubts (GGRO; Levy et a., 2020; Roncero et al., 2018; 2019).

continua a leggere l’articolo fonte https://www.stateofmind.it/2022/05/doc-relazione-genitori-figli/

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