Le persone che offendono sui social: trolls e cyberbulli

Prima di entrare nell’argomento specifico, voglio fare un chiarimento: questo articolo non è in nessun modo un mezzo di diagnosi.Le diagnosi, e con esse le etichette e gli indicatori utilizzati per fare diagnosi, sono necessarie per dare un nome, trasmettere le conoscenze e parlare di determinati fenomeni tra specialisti, con finalità terapeutiche o scientifiche, ma non servono nella realtà di tutti i giorni, dove ciò che occorre è imparare a conoscere l’altro e se stessi attraverso l’altro, o imparare a difendersi dai comportamenti dannosi di alcune persone.

Comportamenti di manipolazione in rete

Così, il termine “narcisista” o “narcisistico”, tanto inflazionati e spesso usati in modo impreciso, devono restare etichette riassuntive, finalizzate a semplificare la trasmissione di informazioni che altrimenti richiederebbero molto più spazio, condivisione di conoscenze e tempo.

Dunque parlare di narcisisti on line non significa che tutto ciò che leggerete in questo articolo identifica e definisce un disturbo di personalità, una personalità disturbata o una patologia; ma piuttosto si riferisce ad una serie di comportamenti disfunzionali, dannosi per chi li subisce, indubbiamente sgradevoli e a volte persino pericolosi, caratteristici di una categoria (crescente) di individui che mostra tratti e i comportamenti tipicamente identificati come narcisistici.

Considerato che ci troviamo a vivere un momento storico e sociale in cui ogni identità personale è ANCHE (a volte soprattutto) un’identità virtuale, è interessante conoscere quali sono i comportamenti distintivi delle personalità definite narcisistiche, nel mondo della rete e dei social.

Lo stereotipo del narcisista è quello dell’individuo autoreferenziale e completamente assorbito dalla propria immagine, che riempie i social di selfie. Questo comportamento è divenuto ormai molto diffuso e non può essere considerato un indicatore accurato, poiché oggi le persone amano condividere immagini di sé per diversi motivi: festeggiare occasioni speciali, immortalare un momento particolare della propria vita o della giornata, condividere la gioia per il raggiungimento di un obiettivo importante.

La vera immagine del “narcisista” è più complessa e sfaccettata di così, quando osserviamo come realmente si comporta sui social; gli aspetti particolarmente indicativi delle personalità di questo tipo sono quelli che li vedono bullizzare gli altri sui social, aggredirli verbalmente attraverso post maleducati, offensivi e volgari, giudicare continuamente il punto di vista altrui, spiare e perseguitare le loro vittime nascondendosi dietro la creazione continua di falsi profili. Affrontiamo alcuni comportamenti che sono caratteristici (ma non esclusivi) di queste persone quando si muovono ed agiscono sui social media.

Controllare, spiare e umiliare gli altri

Probabilmente uno dei comportamenti più diffusi e subdoli di queste personalità – soprattutto al femminile – attraverso il quale affermano il loro senso di superiorità ed entitlement (con questo termine si indica genericamente la pretesa di avere diritti e trattamenti speciali rispetto agli altri) è quello di spiare, controllare ed umiliare gli altriattraverso e sui social.

Al di là della tendenza ad essere ego-centrati ed autoriferiti, esiste una differenza importante tra coloro che postano continuamente sui media e le personalità narcisistiche: questi individui infatti – rispetto agli altri – sono estremamente giudicanti, ipocriti e moralisti e non si assumono mai la responsabilità delle loro offese, poiché sono convinti che coloro cui sono indirizzate le meritino, senza alcun dubbio.

Sono persone cui piace avere il controllo sugli altri e giudicarli per sentirsi migliori e più forti; così, spiando i post altrui, le bacheche di Facebook o le storie di Instagram e umiliandoli pubblicamente, ottengono una grande soddisfazione. Spesso sono proprio le donne co questi tratti di personalità a criticare, insultare, giudicare e umiliare altre donne in base alle foto o ai contenuti che queste pubblicano, soprattutto quando si tratta di contenuti che scatenano la loro invidia patologica.

Sono molto abili a camuffare questi atteggiamenti dietro l’etichetta della moralità, della correttezza o del buon senso ma alla radice dei loro giudizi, guardando bene, si nascondono invidia, gelosia e frustrazione. Le persone normalmente empatiche e integre non aggrediscono né offendono estranei che non gli hanno fatto nulla di male mentre le personalità narcisistiche, essendo caratterizzate da invidia patologica, tendono a voler smorzare l’entusiasmo nel cuore degli altri, anche attraverso umilianti e screditanti commenti online.

La manipolazione in rete: come funziona

Anche gli uomini narcisisti possono avere questi comportamenti, soprattutto nei confronti delle donne, delle quali fraintendono spesso i comportamenti manifestando una malcelata misoginia di fondo (Keiller, 2010).

Quindi, contrariamente a ciò che si potrebbe immaginare, i narcisisti non sono coloro che pubblicano continuamente selfie o notizie o che esprimono a gran voce ciò che pensano sulle loro bacheche, ma piuttosto quelli che pubblicano commenti offensivi, minacciosi o degradanti in risposta (una risposta non richiesta) a ciò che altri hanno scritto, che giudicano costantemente e pontificano su tutto e tutti, come se possedessero la verità.

Questi individui si sentono in diritto di spiare sulla bacheca di un perfetto estraneo, giudicare ciò che vi trovano scritto e permettersi di commentarlo con offese e giudizi trancianti come se le regole del rispetto, del buon senso e della tolleranza non li riguardassero.

” Cyberbullying e “trolling“

Un altro tipico e prevedibile atteggiamento che le personalità narcisistiche (ripeto che si tratta di atteggiamenti che non sono appannaggio esclusivo di personalità con questi tratti) assumono online, riguarda i comportamenti definiti di “cyberbullying” (bullismo in rete) e “trolling”.

Il termine troll indica, nel gergo della rete, un soggetto che interagisce con gli altri sui social tramite messaggi offensivi, provocatori, irritanti, completamente fuori tema, senza senso o errati, CON IL SOLO OBIETTIVO DI DISTURBARE LA COMUNICAZIONE E FOMENTARE GLI ANIMI (Wikipedia). Il dizionario Cambridge definisce il “trolling” come “l’atto di lasciare messaggi offensivi in rete, al fine di infastidire o disturbare qualcuno”.

I narcisisti non si limitano al trolling, ma spesso diventano aggressivi e vessatori pur di ottenere l’attenzione di cui hanno sempre bisogno (se ne nutrono per tenere in piedi un fragile senso del valore personale). La presenza di alcuni individui in rete è finalizzata quasi esclusivamente a fare del bullismo o a fare trolling, per il puro gusto di schernire e prendere in giro gli altri, soprattutto se deboli o emarginati.

Le ricerche sulla manipolazione in rete

Le ricerche mostrano come coloro fanno trolling mostrino anche elevati livelli di narcisismo, sadismo, machiavellismo e psicopatia, che vanno a configurare quella che viene definita la “Dark Tetrad of Personality” (Tetrade Oscura) (Buckels, Trapnell & Paulhus, 2014) che, a differenza della già nota “Dark Triad” (Delroy l., Paulhus e Kevin M Williams, 2002) prevede anche la presenza del sadismo.

Recentemente inoltre, uno studio di Sest e March (2017) mostra che i troll, sebbene posseggano l’empatia cognitiva che permette loro di comprendere come si sentono le persone vittime dei loro insulti, tuttavia mancano di empatia affettiva e cioè della capacità di curarsi del dispiacere e del dolore che provocano.

Le stesse conclusioni sono state tratte in uno studio che valutava la presenza di empatia cognitiva vs empatia affettiva nei narcisisti (Wai & Tiliopoulos, 2012). In breve, i trolls si comportano in questo modo perché traggono piacere dall’offendere e ferire altri, senza tuttavia sentire alcun dispiacere per questo, come accade per le personalità narcisistiche, che tipicamente mancano di empatia.

Intimidazioni e stalking

Un altro comportamento spiacevole e offensivo perpetrato sui social da individui con tratti narcisistici è quello di creare numerosi falsi profili, finalizzati a spiare le persone dalle quali sentono minacciato il loro senso di superiorità, o dalle quali si sentono offesi o ignorati.

Possono quindi perseguitare una specifica persona su diverse piattaforme social, lasciando commenti offensivi o minacciosi, insultandola e calunniandola e mascherando a volte tutto questo dietro il falso fine di voler salvaguardare o “salvare” gli altri dalla persona in questione. Altre volte possono diventare ossessivi ed insistenti, poiché non accettano un “no” come risposta, e letteralmente ricoprire la vittima prescelta di messaggi, pretese insistenti ed inopportune o domande personali, pretendendo immediate risposte alle loro richieste o alle loro domande.

Il Cyberstalking nelle relazioni sentimentali

Purtroppo, i comportamenti persecutori in rete non sono solo appannaggio di troll estranei e sconosciuti, ma molto spesso rappresentano un aspetto delle relazioni sentimentali disfunzionali, o vengono perpetrati da ex partner con l’intento di spiare, controllare e minacciare l’altro con il quale non sono più in relazione, o che magari li ha lasciati.

Spesso infatti, i comportamenti di cyberstalking rappresentano una ulteriore manifestazione di abuso e violenza domestica. I partner abusanti, attraverso la creazione di profili falsi, possono umiliare, perseguitare, controllare e spiare l’altro sui social, rendere pubbliche foto o video intimi e informazioni personali private, entrare nei loro profili e pubblicare al loro posto, per rovinarne la reputazione e creare loro problemi personali, professionali o legali.

Per non parlare dei casi in cui la vittima viene bombardata di messaggi, email o commenti minacciosi e offensivi pubblicati sui social al fine di isolarla, calunniarla, offenderla e spaventarla. In molti casi, tali atteggiamenti controllanti e persecutori riguardano i partner attuali ed è possibile che questi vengano spiati attraverso l’installazione (fatta di nascosto), sui cellulari e sui computer personali, di spyware che permettono di monitorare dall’esterno il contenuto di messaggi, telefonate, mail ecc. in tal modo ledendo il diritto alla privacy delle vittime, e raccogliendo informazioni finalizzate a controllare e a volte ricattare l’altro.

Triangolazioni

Le triangolazioni sentimentali sono, per le personalità narcisistiche, un altro modo di sentirsi al centro dell’attenzione e trarre piacere dal mettere le persone l’una contro l’altra, provocando gelosia nei loro partner “ufficiali”, o nelle persone che stanno più o meno platealmente frequentando.

Nelle relazioni, coltivano l’ambiguità e sono provocatori per stimolare reazioni ed attenzione; lo fanno flirtando apertamente con altre persone, seguendo profili che pubblicano contenuti sessualmente espliciti, ostentando post e foto sulla nuova relazione che hanno appena iniziato con un altro partner, o foto e commenti ambigui dedicati ad un’altra persona, con la quale ostentano conoscenza o intimità.

Si tratta di atteggiamenti finalizzati a creare nel partner (o ex partner) sentimenti dolorosi e destabilizzanti di gelosia, insicurezza, rimpianto e dubbio, per potersi sentire ancora potenti, al centro dell’attenzione e in qualche modo “importanti”. Altri usano i social per crearsi un’immagine di persona estremamente corteggiata e desiderabile, stimolando la pubblicazione di commenti ammiccanti e ambigui da parte dei contatti dell’altro sesso ed intrattenendo con queste relazioni “virtuali” basate su ambiguità, allusività e scarsa sincerità.

Concludendo

Se notate questi comportamenti nella persona che state frequentando o che avete conosciuto on line alzate le antenne e siate prudenti: potrebbe trattarsi di qualcuno destinato a riservarvi spiacevoli sorprese. Non fatevi dunque ingannare dalle belle parole, osservate tutti i comportamenti on line ma soprattutto non crediate che le personalità narcisistiche siano solamente quelle che pubblicano selfie a rotta di collo.

Guardatevi invece da coloro che “alzano la voce” sui social giudicando, offendendo e criticando (senza che venga loro richiesto) continuamente il comportamento ed i contenuti altrui; da coloro che ricercano continuamente “like” da persone dell’altro sesso o intrattengono “amicizie virtuali” basate su ammiccamenti e ambiguità.

CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO FONTE https://psicoadvisor.com/le-persone-che-offendono-sui-social-trolls-e-cyberbulli-28376.html

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