Quale ferita emotiva porti dentro di te

Portarsi una ferita emotiva significa convivere con un evento emotivamente traumatico, e nello stesso tempo qualunque trauma, a modo suo, è un lutto da affrontare. Spesso non siamo consapevoli di cosa ci blocchi, di cosa ci faccia provare paura o malessere. Nella maggior parte dei casi, l’origine di queste emozioni risale all’infanzia, a quelle ferite emotive provocate dalla nostra prima esperienza con il mondo che non siamo stati in grado di guarire.

Dobbiamo esserne consapevoli e, di conseguenza, evitare di nasconderle perché, più tempo aspettiamo per guarirle, più si faranno profonde. La paura di rivivere la sofferenza di questi traumi ci costringe a indossare centinaia di maschere che non faranno altro che ostacolare i nostri movimenti nella vita.

“Ogni ferita per legge di risonanza attira nella vita circostanze relazionali affini alla ferita stessa, in modo che essa possa perpetuarsi e nutrire l’ego ferito”. L’ego ferito, è comunque sempre un aspetto della personalità bambina, congelato in un’epoca in cui il bimbo era fortemente bisognoso, dipendente e incapace di auto-sostenersi.

Ti porti dentro una ferita emotiva?

Capire perché agiamo in un certo modo, ci permette di capire quali sono le ferite emotive che ci condizionano in età adulta. La prima tappa per guarire una ferita consiste nel riconoscerla e nell’accettarla. Accettare significa guardarla, osservarla, sapendo che il fatto di avere ancora qualcosa da risolvere fa parte dell’esperienza dell’essere umano.

Nessuna trasformazione è possibile senza accettazione. Nel caso in cui  ancora non siamo stati capaci di riconoscere le ferite che ci hanno fatto (e tutt’ora ci fanno) soffrire, ci basterà far caso a ciò che non accettiamo negli altri: corriponderà esattamente a quelle parti di noi che non vogliamo vedere per paura di doverlo ammettere e guarire.

L’ego fa tutto il possibile per non farci rivivere le nostre ferite, perchè teme che non saremo in grado di gestire il dolore che ne deriverà. D’altronde è stato proprio l’ego a convincerci a creare le maschere allo scopo di evitarci la sofferenza. L’ego crede sempre di prendere la strada più facile, ma in realtà ci complica la vita, e più aspettiamo a risolvere le ferite, più queste si aggraveranno e più avremo paura di toccarle, dando vita ad un circolo vizioso che solo noi potremo interrompere con la consapevolezza e l’accettazione.  Analizziamo le varie ferite emotive nel dettaglio per capire come riconoscerle e quali conseguenze comporta.

Ferite di violenza

Attacco: il bambino è stato esposto a violenze fisiche

Da grande, il bambino diventerà a sua volta, una persona che picchia gli altri. Le punizioni corporali esprimono il messaggio sleale e pericoloso della “legge del più forte”,  cioè ferire gli altri, purchè essi siano più piccoli e meno potenti di quanto sei tu. Il bambino allora concluderà, da adulto, che è lecito maltrattare le persone più deboli, più giovani o più piccoli. Rientrano anche gli animali domestici). Da adulto, proverà poca compassione per quelli meno fortunati di lui, e avrà paura di quelli che sono più potenti.

Giudizio: il bambino è stato giudicato duramente e frequentemente.

Da grande il bambino si sentirà sempre inadeguato. Rischierà di chiudersi nella zona di comfort e ovviamente di adottare una personalità finta, che modellaterà in base a ciò che pensano gli altri. In pratica: diventerà tutto ciò che gli altri vogliono che lui sia. Per conseguenza  avranno difficoltà a riconoscere la loro identità perché l’hanno costruita sulle necessità e sui desideri degli altri, per accontentarli e per non ricevere da loro delle critiche.

Dovrà indossare mille maschere, dovrà comportarsi in maniera goffa e troppo rigida, starà bene solo quando riceverà delle conferme positive dall’esterno. Ovviamente, appena queste verranno a mancare, crollerà tutto il suo mondo e le certezze che credeva di avere fino a quel momento.

Vergogna: il bambino è stato umiliato e ridicolizzato pubblicamente

Da grande il bambino tenderà a sviluppare patologie psicologiche quali depressione, ansia, limitato uso delle proprie potenzialità, difficoltà a coltivare rapporti sociali, e incapacità nell’età adulta di gestire serenamente e normalmente l’eventuale ruolo di genitore. Da adulto avrà una bassa autostima autostima, difficoltà a fidarsi degli altri, esprimerà spesso rabbia,  risentimento, collera, sarà insensibile alle sofferenza altrui e avrà una certa tendenza all’aggressività e alla violenza.

Violazione: il bambino ha subito un abuso, nello specifico coinvolgimento in attività sessuali da parte di un adulto

Da grande il bambino tenderà (a seconda della gravità dell’abuso), ad essere altamente aggressivo, ad incolparsi ferocemente, avrà una bassa autostima, tenderà a deprimersi o ad oscillare molto tra stati emotivi. Avrà difficoltà a regolare gli impulsi e problematiche ad inquadrare e sviluppare una corretta identità sessuale e una vita sessuale soddisfacente.

Ferite di manipolazione

Controllo: è stato un bambino dominato e controllato

Da adulto non permetterà a nessuno di controllarlo perché ha paura che possa accadere di nuovo. Avrà sempre la sensazione di essere indifeso, di essere respinto, non amato. Soffrirà di bassa autostima, di eccesso di dipendenza e di rabbia.

Sfruttamento: è stato un bambino usato per soddisfare i bisogni dei genitori

E’ il caso dei bambini che hanno già un destino segnato ancor prima della nascita e che fin dall’infanzia si troveranno pressati da genitori che puntano troppo sulle loro prestazioni, investendo in modo esagerato, mostrando delusione quando i figli non rispondono nel modo desiderato.

Tradimento: il bambino si è fidato ma è stato tradito

Da adulto avrà difficoltà a dare fiducia; farà fatica a credere che qualcuno possa amarlo veramente. Il ragionamento inconscio è ” se non mi hanno voluto bene nemmeno i miei genitori, chi altro potrà mai amarmi?”

Colpa: il bambino è stato ripetutamente fatto sentire in colpa sulle cose che ha fatto

Da adulto il bambino svilupperà alcuni disturbi di carattere psicologico come: indecisione, insicurezza, ipocondria e paure di diverso tipo, bassa stima di sé, enorme bisogno di essere considerati e amati.

FERITE DA RIFIUTO

Rifiuto: il bambino ha cercato di entrare in connessione con il genitore ed è stato respinto

Da adulto il bambino non si aspetterà più di essere apprezzato o di piacere. La paura del rifiuto sarà un tema ricorrente dell’adulto: questa paura lo spingerà ad avre evitamenti sia nella sfera sociale che sentimentale.

Bisogno: il bambino non ha ricevuto nutrimento e cure adeguate

Da adulto si sentirà una persona vuota e bisognosa. Questi sentimenti lo spingeranno ad assumere un atteggiamento accomodante; sarà facile all’innamoramento e tenderà sa stringere legami di dipendenza.

Abbandono: dopo aver ricevuto cura e attenzioni il bambino è stato abbandonato

Da adulto il bambino avrà sempre paura che possa accadere di nuovo. Potrà innamorarsi e vivere il rapporto con costante timore di essere lasciato. Sarà la classica persona alla quale basterà un semplice ritardo o una mancata risposta al cellulare per sospettare e temere gli scenari più cruenti: “Non mi vuole più” E’ arrabbiato con me? “Ha avuto un incidente’”

Invisibilità: non è stato mai apprezzato per i suoi sforzi

Da adulto il bambino tenderà a sabotare ogni suo successo piccolo o grande che sia. Assumerà quasi sempre un atteggiamento depressivo e pessimistico. Screditerà le sue qualità focalizzando piuttosto la sua attenzione su ogni suo piccolo difetto. Questa sua sfiducia in se stesso non lo renderà una persona ambiziosa; sarà portato ad accontentarsi sia in amore che a lavoro.

FERITE DA CARENZA

Carenza semplice: il bambino ha avuto genitori poco accudenti

A causa di quello che gli è successo, da adulto si sentirà imperfetto e inadeguato e sempre fuori posto. Sarà sempre molto insicuro, svilupperà una bassa autostima e soffrirà in maniera amplificata il senso di solitudine.

Inamabilità: totale assenza di accudimento da parte dei genitori

Da adulto il bambino non si sentirà mai amato, avrà paura di amare e avrà difficoltà a stringere qualsiasi legame intimo. Il senso di insoddisfazione maturato in età infantile si riverserà in qualsiasi ambito pure in quello professionale. Questi adulti infatti tenderanno a essere insoddisfatti in tutto.

Consentiamo alle ferite emotive di cicatrizzare

Il tempo necessario a rimarginare una ferita dipende dalla gravità. Certo, non sarà qualcosa che accade dal giorno alla notte, ma richiede il suo tempo. È normale che sia faticoso e che faccia male, ma dobbiamo accettare che la vita va avanti e che ci riserva ancora molto di buono. Non lasciamo che il nostro pensiero venga offuscato dalla negatività. Lasciamo cicatrizzare la ferita, guardiamo avanti e sorridiamo alla vita.

Non dobbiamo vergognarci delle nostre ferite: a tutti succede di soffrire, prima o poi. Il vero problema è ignorarle, credere che il tempo e le distrazioni le guariscano. È vero che il tempo e le distrazioni aiutano a curarle ma solo se, prima di tutto, le abbiamo scoperte, osservate, comprese e chiuse. Non si tratta neanche di chiudere un capitolo della nostra vita per non ritornarci più sopra; la questione è, piuttosto, lasciare che la ferita rimargini, affinché, voltandoci indietro, non faccia più male. Prenderci cura delle nostre ferite ci permetterà di trasformarle in un’occasione per imparare e, soprattutto, di superare la paura che le ha causate.

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Come sappiamo quando siamo pronti per ricominciare di nuovo?

Ognuno è diverso, e anche i traumi e le lesioni lo sono. Essere pronti a proseguire richiede tempo e non esiste una regola precisa, dobbiamo imparare a connetterci con ciò che abbiamo dentro e ascoltare i segnali che ci invia il nostro io. In generale, una persona è pronta a proseguire quando esistono almeno due delle seguenti condizioni:

  • Il dolore è diminuito. Guardandoci alle spalle ci rendiamo conto che, anche se la ferita è lì, non fa più male. Infatti, probabilmente cominciamo a ricordare più spesso gli aspetti positivi che quelli che ci causavano danni.

continua a leggere l’articolo fonte https://psicoadvisor.com/capire-ti-porti-dentro-ferita-emotiva-5636.html

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