Perché si urla quando si è arrabbiati?

Ci sono persone che non possono fare a meno di alzare la voce quando si arrabbiano. Sappiamo che urlare non risolve nulla, tutto il contrario, eppure a volte è quasi impossibile evitarlo. Cosa possiamo fare in questi casi?

A nessuno piacciono le urla: il cervello risponde mettendoci in allerta, intensificando la tensione e spingendoci a fuggire o a reagire. Eppure, a tutti è capitato di trovarsi in questa situazione. Perché si urla quando si è arrabbiati?

A volte alziamo la voce più del necessario senza rendercene conto, soprattutto se siamo nel bel mezzo di una discussione o se qualcuno ci ha mancato di rispetto.

Molti genitori rimpiangono di aver sgridato i propri figli a seguito di un capriccio, di una birichinata o di un comportamento inappropriato. La calma viene meno, la mente agisce d’istinto e si perde il controllo. Poi, ovviamente, sopraggiungono il rimorso e il classico ripromettersi “questa volta sarà l’ultima”.

Sappiamo tutti che urlare fa male, non risolve nulla e crea distanze, nonostante ciò rimane comunque una manifestazione del comportamento umano.

Ogni giorno vediamo coppie che si urlano contro in spiaggia o al ristorante, capi che alzano la voce verso i loro dipendenti e persino insegnanti che sgridano gli alunni quando devono attirare la loro attenzione.

Perché succede? È forse un istinto o ha uno scopo? Dato che siamo inclini a questa condotta come possiamo controllarla?

“Sono più una convulsione, urlando e ululando sangue.”

-Alejandra Pizarnik-

Perché si urla quando si è arrabbiati?

Urlare ha uno scopo evolutivo: avverte il gruppo di una minaccia o di un pericolo. È un istinto che condividiamo con gli animali e che ci aiuta da tempo immemore. Potremmo descriverla come una vocalizzazione primaria, come quella dei neonati e che spesso informa i genitori dei loro bisogni.

Lo studio condotto dall’Università di Oslo (Norvegia) indica che le urla umane possono riflettere fino a sei emozioni primarie. Non solo gridiamo di rabbia, ma questa reazione è spesso un riflesso di dolore, paura, gioia, tristezza e passione.

La dottoressa Sasha Frühholz sottolinea che il cervello reagisce intensamente alle urla perché le elabora come stimoli minacciosi. In altre parole, si può urlare improvvisamente di gioia e felicità, ma quella reazione sarà sempre sorprendente e spiacevole per coloro che non se lo aspettano.

Questo ci porta a constatare che ci sono persone con una maggiore tendenza a fare uso di questo comportamento. Molte persone si chiedono perché si urla quando si è arrabbiati e cosa si può fare per evitarlo?

Sappiamo che è un comportamento sgradevole, che ci allontana dagli altri e che, lungi dall’essere catartico, ci fa provare rimpianto. Vediamo a seguire i motivi per cui si urla.

Le urla e l’educazione impartita

Urliamo perché i nostri genitori lo facevano con noi quando eravamo bambini; perché è stato la forma di comunicazione adottata da chi ci ha cresciuti.

Ordini, rimproveri e semplici commenti… Se i nostri genitori ci hanno educato usando un tono di voce alto o punitivo, quello schema entra a far parte di noi e lo ripetiamo.

Alzare la voce per dominare la situazione

A volte mancano le risorse, le abilità sociali e le strategie di comunicazione. Quando qualcuno mi chiede perché grido quando sono arrabbiato, la risposta potrebbe essere qualcosa di molto semplice. Siamo convinti che alzando la voce possiamo dominare la situazione e imporci all’altro.

È importante sapere che urlare nella comunicazione umana è una forma di aggressione. Non dominiamo né vinciamo in una discussione semplicemente alzando la voce. Al contrario, ciò che otteniamo è intensificare il disagio e creare distanza.

Perché si urla quando si è arrabbiati? Una gestione emotiva sbagliata

Siamo esseri emotivi che ragionano. La prima reazione sarà sempre quella di lasciarsi trasportare dalle emozioni provate e, qualora non risulti possibile saperle regolare, gli effetti possono essere impulsivi, irrazionali ed esplosivi.

Non è facile padroneggiare gli stati emotivi a valenza negativa perché presentano una grande attivazione fisiologica. Lo studio condotto presso l’Università del Connecticut e il Centro Medico dell’Università del Minnesota ci indica che i capricci dei bambini sono sempre grandi opportunità per educarli alla regolazione emotiva.

L’espressività in cui l’urlo è una costante va gestita, regolata e controllata. Il bambino che non impara ad autoregolare le proprie emozioni diventa un adulto impulsivo che urla, che si lascia trasportare dalla rabbia, dalla frustrazione, dalla rabbia.

Come smettere di urlare?

Ricorrere alle urla è sinonimo di uno stile comunicativo violento, punitivo e offensivo. Non c’è nulla da guadagnare agendo così. Un vero leader non guida se urla e inibisce.

Un padre e una madre che ricorrono alle urla maltrattano i figli. Chi finisce per alzare la voce ogni volta che litiga con qualcuno, mostra incompetenza affettiva e comunicativa.

Se vi state chiedendo perché si urla, è importante anche impegnarsi a smettere. Queste sono alcune strategie che possono aiutare:

  • Ricordare le esperienze passate e le conseguenze relative al parlare apertamente.
  • Impegnarsi nel rispetto interpersonale. Il primo passo per raggiungere questo obiettivo è favorire l’ascolto attivo e l’empatia, ovvero connettersi con chi abbiamo di fronte con rispetto. Comprendere la sua realtà senza bisogno di reagire o imporsi.
  • Controllare la rabbia e la frustrazione.
  • Riconoscere le proprie reazioni, capire cosa ci fa reagire e ricorrere alle urla. Controllare i fattori scatenanti, riflettere su di essi per non agire per puro istinto.
  • Quando vi viene voglia di urlare nel bel mezzo di una discussione o di una situazione specifica, contare fino a 10. Rilassare la mente.
  • Impegnarsi a cambiare: essere responsabili di se stessi e del proprio comportamento.
  • Imparare le tecniche di comunicazione come l’assertività, l’argomentazione, la negoziazione.

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