Il complesso di Adamo: cos’è?

Il complesso di Adamo è un’inclinazione che si manifesta nel leader con poca esperienza o troppo orgoglioso. In molti casi questa situazione crea grandi difficoltà alle persone guidate.

Il complesso di Adamo è un modo colloquiale per definire un particolare atteggiamento arrogante. Si utilizza questa definizione soprattutto in relazione alle organizzazioni e si verifica quando un funzionario o un dirigente squalifica tutto ciò è stato fatto prima del suo arrivo.

Il suo scopo obiettivo è inaugurare una nuova realtà. In altre parole, coloro che hanno il complesso di Adamo si sentono come i fondatori di un nuovo mondo.

Chi soffre del complesso di Adamo parte dall’idea che tutto ciò che è stato fatto fino a quel momento non sia valido. Queste persone ritengono che nel lavoro fatto prima del loro arrivo non ci sia niente di positivo.

Vogliono fare “piazza pulita” e ricominciare tutto da zero. Nella stragrande maggioranza dei casi, questo atteggiamento ha conseguenze negative. Perché? Andiamo a scoprirlo!

“Le grandi opere presentano dei problemi e richiedono tempi, sforzi e tappe da raggiungere. Trovare le soluzioni non è semplice come soffiare su un vetro caldo e fare una bottiglia. Ogni sforzo è un contributo, solo la rude vanità e l’ingratitudine ignorano il lavoro degli altri”.

Il complesso di Adamo

Il complesso di Adamo è tipico delle persone arroganti che si sentono come se fossero arrivati per primi sulla Terra perché non riconoscono la validità di ciò che è stato fatto fino al loro arrivo.

Per questo motivo, decidono di effettuare “cambiamenti strutturali” e optano per una “riprogettazione totale”. Basano le loro decisioni sugli errori che sono stati fatti in passato.

Ciò si verifica in quelle posizioni lavorative che hanno molte responsabilità. Tuttavia, può anche accadere in tutti i tipi di situazioni o attività.

In genere, le persone che hanno il complesso di Adamo sono individui senza esperienza, ma con una buona conoscenza. Di solito, abbracciano le teorie più innovative o le nuove tendenze del momento.

In linea di principio, questo atteggiamento è un chiaro segno di immaturità. Allo stesso modo, rivela un forte desiderio di apparire e di essere un figura determinante nella storia di un’organizzazione, una città, un paese, ecc.

Questo atteggiamento si riscontra con relativa frequenza nei politici eletti per la prima volta o che ricevono una nomina per una posizione di rilievo.

Riconoscere il complesso di Adamo

In linea di principio, una persona con il complesso di Adamo può essere percepita come qualcuno con grandi capacità di leadership, grandi idee e grande vitalità.

È ovvio che tutta la gestione precedente ha commesso degli errori da correggere. Quello che fanno queste persone è enfatizzare questi errori e da qui partono per sostenere le loro proposte di cambiamento radicale.

È molto importante differenziare questo atteggiamento da quello di un leaderche si fa carico di un’organizzazione o di un’istituzione in crisi strutturale. In quest’ultimo caso, è molto probabile che saranno necessari dei profondi cambiamenti per risolvere i problemi presenti.

Chi ha il complesso di Adamo ha l’intenzione di cambiare una situazione che, pur presentando degli errori, non è in una situazione critica.

Allo stesso modo, coloro che hanno questo atteggiamento di solito manifestano determinati modelli di comportamento:

  • Focalizzano il cambiamento sulla loro azione individuale. Considerano poco (o per nulla) le opinioni e i suggerimenti degli altri.
  • Hanno difficoltà ad ascoltare. Questo tipo di persone sono più concentrate sulla promozione delle proprie idee che sull’ascolto di quelle degli altri.
  • Cercano di persuadere, piuttosto che presentare delle prove. Non si soffermano tanto sulle prove che supportano la validità delle loro proposte, ma su un discorso che promuove le loro idee.

Perché questo complesso è negativo?

Perché un leader con idee innovative e il desiderio di cambiare tutto in meglio può essere negativo? Spesso, i grandi cambiamenti sono il risultato di un lavoro congiunto e non della decisione di un individuo.

Se c’è davvero bisogno di ristrutturare tutto, non c’è niente di meglio che ascoltare le opinioni e le esperienze di tutti coloro che sono coinvolti nel cambiamento.

Inoltre, bisogna iniziare soppesando gli aspetti positivi e negativi di ciò che già esiste. Tutto può funzionare meglio, ma in alcuni casi sono necessari solo pochi aggiustamenti e non un cambiamento totale. La voglia di cambiare tutto e subito può portare a una forte instabilità all’interno di un’organizzazione.

Allo stesso modo, è consigliabile tenere conto della resistenza al cambiamento e dei processi che consentono di creare una nuova struttura. Nella maggior parte dei casi è consigliabile che i cambiamenti avvengano gradualmente.

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