Cos’è l’ADHD e come riconoscere i bambini iperattivi

La vivacità e il desiderio di cimentarsi in attività sempre nuove e diverse sono prerogative tipiche di qualsiasi bambino. Eppure, vi sono alcuni casi in cui il costante movimento e il desiderio continuo di giocare o agire non derivano da prerogative caratteriali, ma da un disturbo psichico dell’età evolutiva, L’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) altrimenti nota come sindrome da deficit di attenzione e iperattività.

Che cos’è l’ADHD? Il caso clinico: Pietro era sempre molto irrequieto. In casa era terribile: rompeva di tutto e non stava mai fermo. Nessun giocattolo o attività catturava la sua attenzione per più di due ore, era impulsivo e non considerava la pericolosità in nulla. Prendersi cura di Pietro era un compito faticoso per i genitori, ma la mamma non era eccessivamente preoccupata. Pensava “è solo una fase, poi gli passerà”. Ora Pietro ha otto anni e tutt’ora è difficile gestirlo.

Ogni giorno è una lotta gestire la più semplice delle attività. Quando i suoi insegnanti hanno evidenziato un deficit di attenzione ed un cattivo comportamento in classe è stato inevitabile per la mamma di Pietro recarsi da uno specialista, il quale gli ha diagnosticato ADHD.

L’ADHD è un disturbo comportamentale che colpisce circa il 4% dei bambini

È uno dei più comuni disordini dell’età evolutiva. È caratterizzato da iperattività, cioè attività motoria eccessiva, persistente e continuativa, da deficit di attenzione, da impulsività comportamentale e verbale. Secondo il nuovo Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5; APA, 2013) la sintomatologia deve essere presente prima dei 12 anni.

I maschietti sono tre volte più predisposti rispetto alle ragazze, anche se il motivo rimane sconosciuto. I bambini con ADHD agiscono senza pensare, sono iperattivi e non sanno concentrarsi facilmente. Capiscono perfettamente tutto ciò che viene detto o chiesto di fare, ma hanno problemi durante l’esecuzione dei compiti affidati, perché non riescono ad ascoltare ed essere attenti ai dettagli.

Naturalmente, molti bambini (soprattutto quelli più giovani) agiscono in questo modo a volte, specialmente quando sono ansiosi o eccitati. Ma la differenza con ADHD è che i sintomi sono presenti per lunghi periodi di tempo e si verificano in situazioni diverse. La buona notizia è che con un corretto trattamento (terapia per ADHD), i bambini con ADHD possono imparare a vivere e gestire con successo i loro sintomi.

Quali sono i sintomi?

ADHD era precedentemente conosciuto come Attention Deficit Disorder, o ADD. Nel 1994, ha poi acquisito l’attuale terminologia. È divisa in tre categorie, o sottotipi, ciascuno con un caratteristico tipo di comportamento:

1. Tipo disattento, con sintomi che includono:

  • Incapacità di prestare attenzione ai dettagli o una tendenza a commettere errori a scuola o in altre situazioni
  • Difficoltà a prestare attenzione continuamente durante compiti o attività di gioco
  • Evidenti problemi di udito
  • Difficoltà a seguire le istruzioni
  • Problemi relativi alle attività organizzative
  • Tendenza ad evitare attività che richiedono sforzo mentale
  • Tendenza a perdere oggetti come giocattoli, quaderni, o compiti a casa
  • Distrazione
  • Dimenticanza nelle attività quotidiane

2.tipo Iperattivo-impulsivo, con sintomi che includono:

  • Irrequietezza o gesti che indicano la timidezza
  • Difficoltà a rimanere seduto
  • Esecuzioni attività eccessive
  • Difficoltà a giocare tranquillamente
  • Essere veloce nell’esprimersi
  • Parlare troppo
  • Spiattellare le risposte alle domande senza ascoltare il contenuto di questi in precedenza
  • Difficoltà a stare in attesa
  • Tendenza a interrompere o interferire

3. Tipo combinato, che include una combinazione dei tipi di cui sopra ed è la più comune

Anche se può essere difficile crescere i figli con ADHD, è importante ricordare che i bambini con questa sindrome non sono “cattivi” , e non si deve pensare che si comportano in quel modo per uno scopo. I Bambini con sindrome di ADHD hanno difficoltà a controllare il loro comportamento senza una terapia comportamentale.

Come viene diagnosticata?

Per la diagnosi di ADHD è necessario che vengano soddisfatti i criteri qui elencati:
Dimostrare comportamenti che includono i sottotipi di cui sopra (1 a 3), prima dei sette anni di età

Questi comportamenti devono essere più intensi e marcati rispetto altri bambini della stessa età
Il tipo di comportamento deve durare almeno sei mesi
I comportamenti devono verificarsi e influenzare negativamente almeno due aspetti della vita del bambino (ad esempio, scuola, casa, asilo nido, o rapporti con gli amici).

I bambini che hanno vissuto il divorzio dei genitori, una malattia, un cambiamento di scuola o altri eventi significativi possono manifestare stessi aspetti sintomatici pertanto per evitare una diagnosi errata, è importante analizzare se questi fattori hanno un’influenza importante sulla comparsa dei sintomi.

QUALI SONO I TEST
La batteria di test correntemente utilizzata dai centri specialistici comprende test di intelligenza, test neuropsicologici e interviste cliniche psicopatologiche. È difficile essere certi di una diagnosi di ADHD in età precoce, infatti di solito la diagnosi viene confermata in età scolare, quando le richieste da parte dell’ambiente aumentano.

In primo luogo, per il medico sarà importante:

  • Un esame fisico generale (anche test dell’udito e della vista),
  • Sapere in modo dettagliato tutti i sintomi del bambino,
  • La storia medica della propria famiglia (conoscere l vissuto dei genitori è importante perché studi scientifici hanno dimostrato che l’ADHD è una componente genetica e questa condizione è di solito ereditaria).
  • Se assume farmaci
  • Se è affetto a qualche forma di allergia.
  • Escludere stati emotivi come stress depressione o ansia
  • Avvalersi della valutazione dell’insegnante

Quali sono le cause di ADHD?

L’ADHD non è il risultato di cattivi genitori, dal consumo eccessivo di zuccheri o vaccini. ADHD ha origini biologiche che non sono ancora ben comprese. i ricercatori stanno esplorando una serie di possibili legami genetici e ambientali.

Gli studi hanno dimostrato che molti bambini con ADHD hanno un parente stretto con lo stesso disordine. Sebbene siano ancora oscure le cause di questa malattia, si è scoperto che ci sono alcune aree del cervello che sono circa il 5-10% dimensione più piccola nei bambini con ADHD.

Una recente ricerca ha attribuito la comparsa di ADHD nei bambini a causa del fumo durante la gravidanza. Altri fattori di rischio possono essere parto prematuro, basso peso alla nascita e danni cerebrali alla nascita.

Alcuni studi hanno anche suggerito un legame tra l’eccessiva esposizione alla televisione in età precoce e i problemi di attenzione . I genitori dovrebbero seguire le linee guida della American Academy of Pediatrics, esse indicano che i bambini sotto i due anni non dovrebbero essere esposti a “un tempo indeterminato davanti a uno schermo” (TV, DVD o videocassette, computer o video giochi), e i bambini che hanno due o più anni, dovrebbero avere un limite massimo di una o due ore al giorno.

Quali sono alcuni dei problemi associati con la diagnosi di ADHD?

Una delle difficoltà nel diagnosticare l’ADHD si trova di solito nella combinazione con altri problemi. Le condizioni più comuni associati alla malattia sono:

Disturbo Oppositivo Provocatorio o disturbo della condotta

Almeno il 35% dei bambini con ADHD soffrono anche di Disturbo Oppositivo Provocatorio, che è caratterizzato da testardaggine, scatti d’ira, atti di sfida l’ostilità e aggressività. Bambini che soffrono di questo disturbo assumono un atteggiamento di grande difficoltà verso i soggetti che rappresentano l’autorità o la legge (sottotipi iperattivi).

Disturbi affettivi (tra cui la depressione)

Circa il 18% dei bambini con ADHD, in particolare il sottotipo disattento manifesta una certa depressione. Possono sentirsi inadeguati, isolati, frustrati da insuccessi scolastici e problemi sociali, e hanno una bassa autostima.

Disturbi d’ansia

Disturbi d’ansia colpiscono circa il 25 per cento dei bambini con ADHD. I sintomi includono eccessiva preoccupazione, timore o panico, che possono scatenare i sintomi fisici come palpitazioni, sudorazione, dolori di stomaco e diarrea. Altri tipi di ansia che possono accompagnare l’ADHD sono ossessivo-compulsivo e sindrome di Tourette, così come tic motori o vocali (movimenti o suoni che si ripetono più e più volte).

Difficoltà di apprendimento

Circa la metà dei bambini con ADHD soffrono anche di una difficoltà di apprendimento. I problemi più difficili di apprendimento sono spesso associati con la lettura (dislessia) e la scrittura a mano. Sebbene l’ADHD non è classificato come un disturbo dell’apprendimento, la sua interferenza con la concentrazione e l’attenzione può rendere più difficile lo sviluppo di un bambino a scuola.

QUALE È IL COMPORTAMENTO PIÙ ADATTO

I bambini con ADHD presentano problemi di condotta che possono inficiare la relazione con i pari oppure causare un basso rendimento scolastico fino ad arrivare ad un disturbo di apprendimento. Il trattamento di questi problemi risulta cruciale sia in ambito domestico che scolastico.
È molto utile pertanto adottare interventi specifici come il parent-training e il teacher-training che hanno lo scopo, non solo di informare genitori e insegnanti sulla sintomatologia e sui comportamenti tipici dei bambini ADHD, ma anche di fornire strategie di intervento specifiche.

Con bambini in età scolare è risultato molto utile l’aiuto dei compagni in classe, mentre a casa è auspicabile avvalersi della figura del tutor accademico e dell’utilizzo di schede di report giornaliere, in modo da identificare gli antecedenti dei comportamenti disfunzionali.

Spesso il comportamento dei bambini ADHD ha l’obiettivo di evitare compiti impegnativi, ottenere l’attenzione dei compagni o dell’insegnante (seppur in modo inadeguato) e ottenere regali e ricompense dai genitori.

Esempi di strategie comportamentali che possono aiutare un bambino che soffre di deficit di attenzione (meglio specificato come ADHD):

Creare una routine: provate a seguire lo stesso programma delle attività quotidiane, dal momento del risveglio fino al momento di coricarsi. Questo programma va collocato in un posto affinché il bambino possa vedere i compiti che gli sono stati assegnati con relativi premi.

Aiutare il bambino ad organizzarsi: oggetti scolastici, vestiti e giocattoli nello stesso posto aiuteranno il bambino a non perdere le cose.

Evitare distrazioni. Spegnete la TV, radio, e giochi per computer, soprattutto quando il bambino sta facendo i compiti.

Essere espliciti con il bambino: Al posto di lunghe spiegazioni e strategie è consigliabile essere molto concisi nel ricordare al bambino le proprie responsabilità.

Obiettivi con ricompense: Utilizzare un elenco degli obiettivi e monitorare i comportamenti positivi, per poi premiare il bambino per i suoi sforzi. Assicurarsi che gli obiettivi siano realistici (si pensi a poco a poco, piuttosto che un immediato successo).

Il bambino deve sapere se sta progredendo bene, quindi potrebbe essere utile realizzare una tabella ed esporta in casa, magari attaccata al frigorifero così per ogni buona condotta potrà essere segnato un “smile”, al raggiungimento di un certo numero di “smile“, il bambino potrà ottenere la sua gratificazione, il suo premio.

Esercitare la disciplina in modo efficace. utilizzare la penitenza o la cancellazione di privilegi come conseguenza del comportamento inappropriato.

Incoraggiare il bambino: Tutti i bambini hanno bisogno di successo per sentirsi bene con se stessi. Capire dove il bambino esprime la sua più grande abilità – se nello sport, l’arte, o la musica può aumentare il suo sviluppo sociale e l’autostima.
ADHD in aula

E’ importante che l’insegnante instauri un rapporto aperto e continuo con i genitori. Inoltre acquisire familiarità con i diritti legali ed educativi per il bambino. I bambini con ADHD hanno diritto a servizi speciali. Dovere degli insegnanti tenere il passo con le esigenze del bambino. Infatti l’attuale legislazione in materia di handicap (L.104/92) prevede l’assegnazione di un insegnante di sostegno alla classe ma solo nel caso in cui uno degli alunni venga segnalato e successivamente “certificato”.

Innanzitutto è necessario capire se il bambino abbia veramente un Disturbo da Deficit di Attenzione / Iperattività (ADHD) oppure se sia semplicemente irrequieto e molto distratto. Nessuna persona, che non sia uno specialista (ad esempio, uno psicologo o un neuropsichiatra infantile), si deve sentire autorizzata a decidere se quel bambino presenta o meno un ADHD.

La felicità non sta mai ferma” , libro utile per genitori ed educatori

Quel bambino che morde, spintona, disturba e non sta mai fermo c’è in tutte le classi, se non l’hai ancora trovato prima o poi lo incontri, come genitore, come educatore, come insegnante…. Il giorno che ti capiterà sarà il momento di leggere: “La felicità non sta mai ferma” per imparare qualcosa sui bambini iperattivi, o ADHD, e per scoprire come a volte cambiare il punto di vista, può cambiare la vita di tutti.

Un libro prezioso e facile da leggere, perché è scritto da una mamma, Chiara Garbarino, e racconta la sua storia e quella di Leo, un bambino simpatico, vulcanico, molto intelligente, ma anche un ADHD, cioè un bambino con una sindrome da iperattività.

Utilizziamo spesso la parola “Iperattività” impropriamente, pensiamo descriva qualcuno che si agita ed è un po’ turbolento. Ma l’iperattività è tutt’altro. Come già ampiamente sottolineato, è un disturbo comportamentale, una condizione che si riscontra intorno al 4% dei bambini, per lo più maschi, che corrisponde a circa 270.000-360.000 bambini. Chi ne è affetto da bambino si porterà dietro l’ADHD anche in età adulta, ma con il giusto sostegno avrà una maggiore capacità di gestione della sua condizione.

Fonte: https://psicoadvisor.com/bambino-iperattivo-deficit-attenzione-iperattivita-6001.html

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