Come reagisci davanti alle emozioni del tuo bambino?

I genitori hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo della sfera emotiva del bambino e nel modo in cui egli esprimerà, comprenderà e regolerà le emozioni

Come reagisci davanti alle emozioni del tuo bambino?

Ciò che i genitori pensano e provano riguardo alle emozioni proprie e dei figli, incide nettamente sullo sviluppo emotivo del bambino.

Tutti gli esseri umani possiedono delle emozioni di base e delle espressioni universali che si sviluppano e assumono una diversa valenza in base al contesto culturale in cui si trovano. Infatti, in alcune culture l’espressione di determinate emozioni è considerata positiva e in altre culture no. Per esempio, la rabbia nelle culture occidentali non è considerata allo stesso modo delle culture orientali. Il modo in cui le emozioni saranno presentate al bambino, andrà ad incidere sul modo in cui egli si muoverà nel mondo e sul modo in cui andrà ad interagire e ad interpretare il contesto in cui vive. L’interpretazione dell’espressione dello stato emotivo del bambino da parte dell’adulto, la sensibilità materna, il saper leggere e comprendere i suoi segnali, la capacità di rispondere in modo tempestivo ed appropriato inciderà sullo sviluppo globale di quest’ultimo e sul suo sviluppo emotivo. Il bagaglio emotivo dei più piccoli dunque è interconnesso alla cultura circostante, al tipo di relazione instaurata con il bambino da chi se ne prende cura (caregiver) e da quella che la psicologia definisce Filosofia meta-emotiva.

La filosofia meta-emotiva: le idee dei genitori sulle emozioni dei loro figli

La meta-emozione, riguarda le idee che le persone elaborano sulle proprie e sulle emozioni altrui e i pensieri e i sentimenti che un individuo formula su di esse. In questo caso dunque, ci si riferisce alle idee e i sentimenti che i genitorisviluppano nei confronti dello stato emotivo dei propri figli.

I genitori hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo della sfera emotiva del bambino e nel modo in cui egli andrà ad esprimere, comprendere e regolare le emozioni. Il bambino avrà idee e sentimenti rispetto a queste ultime, in base a come esse vengono considerate e gestite dai genitori durante la vita quotidiana. Ad esempio, il modo in cui l’adulto fronteggia una propria emozione e quella del bambino, incide sull’idea che il bambino stesso formulerà su di essa. Se l’adulto ritiene che la paura sia un’emozione da evitare, molto probabilmente anche l’idea del figlio sarà la stessa. Tutto ciò viene definito come Filosofia della meta-emozione (Gottman, Katz e Hooven,1997).

Allenare i figli alle emozioni

Alcuni genitori praticano la socializzazione emotiva in modo intenzionale, utilizzando strategie mirate nell’interazione con il bambino per promuovere l’espressione, la comprensione e l’autoregolazione delle emozioni in relazione a quelle che sono le norme del contesto sociale e culturale circostante. Essi, essendo a stretto contatto fin da subito con il bambino, trasmettono tutte le loro conoscenze riguardo alle emozioni, veicolando modelli espressivi di quest’ultime, trasmettendo informazioni a riguardo e contribuendo e incidendo sullo sviluppo della competenza emotiva, rendendo i loro figli in grado di regolare in modo migliore il loro stato emotivo e di conseguenza di essere più abili nelle interazioni sociali con i pari e più competenti socialmente. Questi genitori sono consapevoli delle proprie emozioni positive e delle proprie emozioni negative e sono in grado di individuarle anche nei loro figli. I genitori che assumono questo stile educativo, mettono in atto una filosofia meta-emotiva, detta Philosophy Emotion Coaching. Questi possono essere considerati come allenatori di emozioni (Gottman, Katz e Hooven, 1996), in quanto guidano i bambini e li sostengono durante l’espressione delle emozioni sia positive che negative. Sono genitori che considerano le emozioni come occasioni di insegnamento, infatti si impegnano a dare significato alle emozioni, aiutando il bambino nella verbalizzazione dello stato emotivo che sta sperimentando, senza sottovalutare o negare le emozioni considerate negative, quali la rabbia e la tristezza. Essi sono propensi al confronto, guidano e accompagnano il bambino all’individuazione di strategie per far fronte alle diverse situazioni. Questo concetto va al di là del modo di fare premuroso da parte del genitore. Per esempio le pratiche parentali orientate solo alle emozioni positive, non indicano che i genitori siano in grado di riconoscere e accettare l’emozione del bambino.

Un genitore che si mostra sensibile e attento allo stato emotivo negativo del bambino, nonostante voglia aiutare quest’ultimo, è possibile che lo faccia sottovalutando l’emozione o negandola affinché venga superata in fretta. Questo modo di fare lo si può associare invece, al secondo tipo di filosofia emotiva, la Dismissing Meta-emotion Philosophy. Quest’ultimo concetto riguarda i genitori che non sono capaci di assistere il bambino nel momento in cui questo fa esperienza di emozioni negative, ma sono più orientati verso un approccio che ha l’obiettivo di superare in fretta la situazione circostante. Essi mettono in atto strategie volte a distrarre il figlio, spostando il focus di attenzione e dimostrando spesso intolleranza verso alcune emozioni. L’insofferenza dei genitori, spesso può condurli a strategie di punizione, provocando nel bambino un senso di inadeguatezza. Per molti di questi genitori, le emozioni devono essere evitate e minimizzate. Il mondo delle emozioni negative è visto come pericoloso (Gottman, Katz e Hooven; 1996, p.245). Lo stile educativo di questi genitori è orientato al rimprovero e alla punizione, in risposta ad espressioni emotive non gradite, come la rabbia e la tristezza, portando a conseguenze sullo sviluppo della competenza emotiva.

Le distinte filosofie meta-emotive, in correlazione con i diversi stili educativi, guidano gli adulti nell’approccio con il bambino in modi del tutto differenti, andando ad influire sulla meta-emozione del bambino e quindi sull’idea che egli avrà su ogni singola emozione e sul suo sviluppo socio-emotivo.

L’influenza dei genitori sulla regolazione emotiva dei figli

Ciò che i genitori pensano e provano riguardo alle emozioni proprie e dei figli, incide nettamente sullo sviluppo emotivo dei bambini. È stato verificato che i bambini con genitori che hanno assunto uno stile educativo orientato all’accettazione delle emozioni positive e negative dei propri figli, sono bambini che possiedono una maggiore capacità di mettersi nella prospettiva dell’altro e soprattutto di comprendere il pensiero e le emozioni altrui. Questi bambini utilizzano maggiormente strategie di coping di fronteggiamento, affrontando dunque le problematiche e cercando aiuto nei momenti di difficoltà, e meno strategie di coping di evitamento del problema. Infine, questi bambini risultano avere maggiore capacità di regolazione delle emozioni. Si può dire dunque che una socializzazione emotiva appropriata e quindi una emotion coaching philosophy, va ad influire positivamente sulla capacità dei più piccoli di assumere la prospettiva dell’altro e di regolare le proprie emozioni in base al contesto e di conseguenza di mettere in atto più comportamenti prosociali. Tutto ciò, come la letteratura afferma, va di conseguenza ad incidere sulla competenza sociale del bambino e sulle relazioni interpersonali da lui intraprese.

Quanto detto dunque, indica che rispetto allo sviluppo del bambino nulla può essere lasciato al caso e che lo stile genitoriale da assumere con i figli deve essere contrassegnato dalla consapevolezza degli adulti che a loro volta non devono essere abbandonati al loro ruolo genitoriale come se quest’ultimo fosse totalmente frutto dell’istinto di ognuno. Anche i genitori infatti, hanno bisogno di supporto da parte di figure esperte nel campo affinché possano mettere in atto un lavoro introspettivo e di conseguenza individuare e riflettere sulle strategie da loro utilizzate, soprattutto inconsapevolmente. Solo così dunque, si può rompere la catena del passaggio intergenerazionale di stili genitoriali non adeguati, che spingono i bambini e quindi i futuri adulti ad evitare e gestire in modo non appropriato il mondo delle emozioni con conseguenze a livello sociale.

La filosofia meta-emotiva e il covid

Il modo in cui i genitori hanno gestito le proprie emozioni e le emozioni dei propri bambini durante questo periodo particolarmente difficile, andrà sicuramente ad  incidere sull’idea che i più piccoli formuleranno sulla paura, sulla tristezza, sulla rabbia e su tante altre emozioni. Tanti sono i genitori che durante il periodo di lockdown spaventati dalle loro emozioni negative, hanno reagito evitando il problema, per esempio non parlandone o spingendo l’attenzione su altri focus provocando molta più ansia e più confusione nei più piccoli. Questi adulti hanno perso un’occasione importante per poter insegnare ai propri figli, attraverso un’esperienza diretta e condivisa, a gestire il proprio stato emotivo e ad insegnare loro l’importanza dell’accettare e del vivere ogni emozione a pieno, positiva o negativa che sia. La filosofia meta-emotiva dei genitori è fondamentale per lo sviluppo emotivo del bambino e, in quanto tale, bisognerebbe approfondire attraverso ulteriori studi il modo in cui si possa andare a promuovere uno stile parentale di emotion coaching. Sarebbe opportuno dunque focalizzare l’attenzione e le ricerche future sulla prevenzione, affinché si possa evitare o regolare uno stile parentale orientato all’evitamento e alla non accettazione delle emozioni negative. Sarebbe necessario formulare ricerche-intervento e incontri informativi e formativi all’interno dei contesti educativi che prevedano il coinvolgimento di tutti gli adulti che vivono quotidianamente con i bambini.

Fonte: https://www.stateofmind.it/2021/02/emozioni-bambini-genitori/

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