Salvare vite umane è un reato?

Salvare vite umane è un reato?

Salvare vite umane è un reato? O lo è voltarsi dall’altra parte? Cerchiamo di rispondere a questa curiosa domanda.

Salvare vite umane è un reato? O lo è piuttosto voltarsi dall’altra parte? Nel 2016 tre vigili del fuoco spagnoli e due danesi volontari della ONG Proemaid sono stati processati a Lesbo (Grecia) per aver salvato la vita a centinaia di persone. Le leggi, così necessarie e corrette nella maggior parte dei casi, diventano obsolete o disumanizzanti nei periodi di forti sconvolgimenti.

Queste leggi, che tutti noi accogliamo, a volte vanno in direzione opposta alle azioni umane. È il caso di questi soccorritori, processati per essersi rifiutati di voltarsi dall’altra parte e aver invece scelto di salvare la vita a chi avrebbe potuto perderla in mezzo al mare.

Per fortuna, quando le leggi non tutelano a sufficienza i diritti umani, ci sono persone e associazioni che tentano di salvaguardarli. ONG come Proemaid e Open Arms salvano in mare esseri umani che tentano di raggiungere l’Europa fuggendo da conflitti armati, persecuzioni o povertà. Dovrebbe essere punito il contrario.

Alla fine, i vigili del fuoco che avevano salvato alcuni migranti in vesti di volontari di una ONG, sono stati assolti dall’accusa di traffico di esseri umani . “La sentenza ha dimostrato che salvare vite umane non rappresenta un crimine“, ha affermato uno di loro dopo il verdetto della corte.

“L’umanità accumula ogni giorno più potere; non più felicità.”

-Yuval Noah Harari-

Salvare vite umane può essere considerato un reato?

Salvataggio in mare.

Sopprimere i diritti umani per egoismo

Tutto torna. Oggi sono gli altri, ieri eravamo noi e domani chissà. Non possiamo vivere in un mondo che guarda solo al proprio ombelico, perché anche se oggi stiamo bene, domani non possiamo sapere in quale situazione ci ritroveremo.

Se coltiviamo un mondo nel quale sono assenti la compassione, l’empatia e la giustizia, prima o poi dovremo affrontarne le conseguenze, come cittadini e probabilmente anche come nazione.

Dietro al business della tratta di esseri umani, si nasconde l’insensibilità della società. E sebbene la necessità di lottare contro queste mafie che trattano le persone alla stregua di numeri sia più che evidente, ciò non può e non deve avvenire in mare.

Tale lotta deve avvenire nei luoghi di partenza e di arrivo, il mare non può essere un campo di battaglia. La terraferma è il terreno della lotta, in mare queste vite innocenti in fuga dalla barbarie sono in pericolo.

“I paesi più avanzati stanno conducendo il mondo al disastro, mentre i popoli considerati primitivi stanno cercando di salvare il pianeta intero. E, a meno che i paesi ricchi imparino dagli indigeni, saremo tutti condannati alla distruzione.”

-Noam Chomsky-

In mare ogni secondo è importante

Come diceva Albert Einstein, il problema dell’uomo non è l’energia nucleare, ma il suo cuore. E le associazioni che contribuiscono a livello internazionale al salvataggio di uomini, donne e bambini in situazioni estreme, beh, il loro cuorenon può che essere grande. Per queste persone vale più esporsi a proprio rischio che rimpiangere di non averlo fatto.

La sentenza di Lesbo ha evidenziato e ratificato che tali associazioni non meritano di essere condannate perché salvano vite umane, cosa di cui sono spesso accusate. Si tratta senza ombra di dubbio di attività umanitarie esenti da responsabilità penali a cui fa esplicito riferimento la direttiva europea di facilitazione.

La sentenza citata non è valida solo per i volontari di questo episodio, ma per tutte le persone impegnate nel salvataggio di vite umane nel Mediterraneo. Si è tentato di criminalizzare la solidarietà, gli aiuti umanitari, ma questa sentenza ha dimostrato che salvare vite umane non è un reato.

“Siamo solo una specie evoluta di scimmie su un pianeta minore di una stella media. Ma siamo in grado di capire l’universo. Questo ci rende molto speciali.”

Fonte: https://lamenteemeravigliosa.it/salvare-vite-umane-e-un-reato/

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