Autostima e HIV: oltre la condanna sociale

Autostima e HIV: oltre la condanna sociale

Sapete quale relazione intercorre tra autostima e HIV? Ne parliamo in questo articolo.

L’autostima è da sempre considerata un fattore chiave del benessere psicologico e fisico. Ciononostante, alcune categorie vengono condannate socialmente e respinte, con conseguenze negative sulla percezione di se stessi. Un esempio è rappresentato dalle persone con HIV, sebbene si tratti di un fenomeno in diminuzione. Vi invitiamo, tuttavia, a rispondere a questa domanda: vi sentireste a vostro agio a lavorare accanto a una persona sieropositiva? O che vostro figlio abbia come compagno di scuola un bambino con HIV? Sapete quale relazione intercorre tra autostima e HIV?

Chi conosce questa malattia probabilmente non si preoccuperebbe troppo. Recenti sondaggi mostrano però, che più della metà degli intervistati sarebbe disposta a cambiare lavoro o scuola dei propri figli per un motivo del genere.

Quali effetti può avere il pregiudizio sull’autostima delle persone con HIV?L’autostima può prevenire comportamenti a rischio correlati all’HIV? Lo vediamo a seguire.

Ragazza con i capelli sugli occhi.

Autostima e HIV:condanna sociale

La stigmatizzazione e il pregiudizio possono essere tanto reali – come minaccia per la salute – quanto simbolici. Simbolici nel senso che l’HIV è stato associato, sin dall’inizio, a comportamenti contrari a determinate ideologie o tradizionalmente immorali.

Il rifiuto e il timore derivano soprattutto dall’ignoranza, ma questa non è l’unica spiegazione. Poiché il contagio da HIV è associato a comportamenti contrari alla prevenzione, alcune persone tenderanno a incolpare il malato o a pensare che abbia ricevuto ciò che merita.

Cosa c’è di più immorale: pensare che una persona meriti di ammalarsi o adottare un comportamento qualificato da qualcuno come immorale? Non dimentichiamo che, nei primi anni, questa malattia era associata all’omosessualità e alla tossicodipendenza.

I sondaggi parlano

I risultati di uno studio condotto in Spagna indicano che più della metà degli intervistati si sente a disagio in presenza di una persona affetta da HIV e che cerca di evitarne il contatto. Ciò si traduce in comportamenti e atteggiamenti discriminatori, come essere favorevoli a rendere pubblici i nomi delle persone con HIV al fine di evitare il contatto.

La paura deriva probabilmente dalla mancanza di informazioni sulla malattia. Nel sondaggio, il 17% degli intervistati crede di poter contrarre l’HIV condividendo la toilette e fino al 34% da una puntura di zanzara. Quanto è importante essere informati! La mancanza di informazioni ci porta ad avere idee sbagliate sulla facilità di trasmissione del virus; questo, a sua volta, incoraggia il pregiudizio, la condanna sociale e la discriminazione.

Con quali conseguenze?

Il pregiudizio e la condanna sociale rappresentano un rischio poiché impediscono, in primo luogo, di ricevere sostegno sociale. Questo può portare le persone con HIV a vergognarsi del proprio stato di salute, a incolparsi e isolarsi.

L’autostima di una persona con HIV può essere molto bassa. Ne conseguono alti livelli di ansia e di stress. Se il calo dell’autostima non viene individuata precocemente, potrebbe degenerare in un disturbo depressivo. Nei casi più gravi, si potrebbe arrivare a credere che l’unico modo per porre fine alla sofferenza sia il suicidio. Questo pensiero è 66 volte più frequente tra i malati di HIV rispetto alla popolazione in generale.

Un’altra conseguenza pericolosa degli scarsi livelli di autostima, così come avviene per altri disturbi emotivi, è che interferiscono con l’aderenza al trattamento antiretrovirale. Quest’ultimo viene così gravemente compromesso. I pazienti con HIV, di fatto, necessitano di un sostegno psicologico volto ad aumentare l’aderenza al trattamento; per essere efficace è necessaria un’aderenza del 95-100%.

Autostima e HIV, uomo triste a letto.

Autostima e HIV: comportamenti a rischio

Da un lato, gli studi indicano che un basso livello di autostima è associato a rapporti sessuali precoci, un maggior numero di partner sessuali, difficoltà a praticare l’assertività sessuale e una maggiore frequenza di pratiche sessuali a rischio.

D’altra parte, punteggi più alti nell’autostima sono legati a un atteggiamento positivo nei confronti del preservativo. Una terza corrente di pensiero spiega la coesistenza di una buona autostima e comportamenti sessuali rischiosi con una bassa percezione del rischio.

Conoscendo l’importanza occupata dall’autostima nello sviluppo della sessualità – e per l’esattezza nella prevenzione dei rischi associati (in questo caso la prevenzione del contagio da HIV), oltre a offrire ai giovani un’adeguata educazione sessuale, i programmi dovrebbe includere un modulo per il lavoro sull’autostima. 

Al fine di ridurre le ripercussioni negative che il nostro atteggiamento può avere sull’autostima delle persone con HIV, è necessario avere informazioniveritiere sulla malattia, aumentare la coscienza sociale, fomentare la tolleranza e la comprensione. Lo scopo è porre fine alla condanna sociale e alla discriminazione, fonte di tanto malessere.

Fonte: https://lamenteemeravigliosa.it/autostima-e-hiv-oltre-la-condanna-sociale/

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