Relazioni difficili: come reinterpretare la propria narrativa

Ostacoli, debolezze, tristezza sono gli ingredienti vitali alla base delle relazioni difficili e che variano a seconda di come li affrontiamo. Oggi li analizzeremo da una prospettiva letteraria: diventeremo gli eroi protagonisti della nostra vita.

Siamo esseri sociali. In quanto tali è difficile, se non impossibile, sviluppare una vita sana senza creare connessioni con nessuno. Fin da bambini socializziamo ed entriamo a far parte di gruppi più o meno numerosi, che con il tempo possono ampliarsi e dare luogo a rapporti di qualsiasi tipo, anche a relazioni difficili. 

Chi non ha mai sperimentato della tensione in una relazione? In famiglia, a lavoro o nella coppia, qualsiasi rapporto può tramutarsi in una relazione difficile. Possiamo pensare che tali situazioni arrivino come ostacoli, ma in realtà dovremmo vederle come sfide.

Non inganniamoci: la vita è una sfida continua. Superiamo tappe, cicli e relazioni. Quando le persone si relazionano con i rispettivi bagagli, personalità, temperamenti, circostanze presenti e sogni futuri, ci si trova quasi di fronte a un esperimento psico-chimico, ambizioso e ottimista, sì, ma che non sempre può andare bene. Scopriamo le relazioni difficili da un nuovo punto di vista.

Coppia che ha una relazione conflittuale

Fiamme o combustione

Di solito quando iniziamo una relazione con qualcuno (che sia romantica, lavorativa, familiare o platonica), tutti desideriamo sentire dentro quella fiamma che ci fa sentire vivi, amati, ammirati e rispettati. Molte volte, tuttavia, la fiamma si trasforma in pura combustione, e spesso ciò non ci piace.

Alcune delle nostre relazioni diventano difficili senza che possiamo farci nulla. Le tensioni spesso sfociano in atteggiamenti di sfida e persino in affronti verbali. Quando possiamo, tendiamo a evitare queste persone per non ingigantire il conflitto, ma non sempre ci riusciamo.

Un altro modo di affrontare le relazioni difficili

Se pensiamo alla letteratura o al cinema, vediamo che ogni protagonista ha un carattere proprio, dinamico, sensibile all’evoluzione della trama. Le situazioni conflittuali nascono dal confronto con altri protagonisti, antagonisti del primo. Sono loro che sfidano la prospettiva del protagonista, mettendolo in situazioni che fungono da stimoli per spiegare e migliorare risorse e abilità.

La vita non è tanto diversa da un film. Dobbiamo indossare la nostra maschera da protagonisti e iniziare a delineare i nostri antagonisti e le sfide che ne derivano, così da poter allentare la tensione e crescere.

Vittime o eroi delle relazioni difficili

Di fronte alle situazioni tese legate a un rapporto difficile, ci sono sempre due opzioni: possiamo lamentarci ed essere vittime dei nostri antagonisti o cercare la via d’uscita per uscirne vittoriosi. Non si tratta di uno scontro, bensì di un lavoro interiore volto a far emergere le variabili o i fattori che ci hanno portato a quella situazione.

L’insicurezza non è una buona compagnia per trattare le relazioni difficili. Per scegliere il cammino dell’eroe, la prima cosa da fare è imparare ad apprezzare e rispettare se stessi. Alle volte, una frase del tipo “Se continui a parlarmi in questo modo, me ne vado”, riflette l’atteggiamento di una persona coraggiosa e potente. I nostri antagonisti esercitano un potere su di noi proprio perché colpiscono là dove ci fa male.

Imparare e sanare le relazioni

Una parte molto importante del nostro sviluppo psicologico risiede nel capire, sanare e cambiare le risposte alle nostre ferite emotive. Molti terapeuti sostengono che tendiamo ad attrarre le persone che possiedono le peggiori e le migliori caratteristiche dei nostri genitori.

Ciò accade per un motivo. Si tratta di una reazione incosciente al bisogno (a noi segreto) di risolvere problemi relativi ai nostri genitori che non siamo stati in grado di risolvere. In molti casi può trattarsi della ricerca di ammirazione e rispetto da parte di un padre critico e severo.

Se facciamo attenzione, le nostre relazioni difficili spesso hanno un fattore comune: un antagonista come figura autoritaria che forse rappresenta il ruolo del padre dominante che non siamo mai riusciti a soddisfare.

Questo gioco di antagonisti è la tecnica usata con successo in molte sessioni di supporto per lo sviluppo personale. Consiste nel creare un esercizio personalizzato in cui l’individuo ritroverà il suo personaggio e il suo antagonista. La differenza con la letteratura è che i nostri antagonisti non sono personaggi demoniaci né cattivi per natura; di solito sono persone come noi, con le loro paure, speranze, emozioni e modelli di condotta acquisiti. Fragili… e al tempo stesso deboli.

I professori della pazienza

Se decidiamo di affrontare le nostre relazioni difficili da eroi, inizieremo a vedere i nostri antagonisti come veri professori di pazienza, coraggio, compassione e flessibilità…

In realtà, possiamo intenderli come un’opportunità per rinforzare e migliorare il nostro carattere e i nostri muscoli emotivi. Lavorando su questi aspetti, saremo in grado di sviluppare e migliorare aree addormentate e risorse dimenticate o ignorate.

Ragazzi che parlano al lavoro

Le domande chiave

Nel coaching sono previste alcune domande chiave che possiamo fare a noi stessi per gestire meglio le relazioni difficili. Sono domande intenzionate a mettere allo scoperto la nostra capacità di discernimento. 

Se vogliamo giocare a scrivere il libro della nostra vita, ci ritroveremo ad analizzare i personaggi che la popolano. Ci domanderemo quali sono i nostri antagonisti attuali e cosa li rende così ostili per noi.

Ci domanderemo quali sono i motivi che ci hanno portato a scegliere quegli antagonisti se fossimo stati noi a scrivere la nostra storia. In genere gli antagonisti vengono introdotti per creare una versione più evoluta del protagonista della storia.

Un’altra domanda che ci aiuterà a gestire le relazioni difficili riguarda le abilità o le virtù che possono aiutarci nella sfida. Nel coaching impariamo a gestire una lunga serie di virtù, come l’assertività, la resilienza, il coraggio, la compassione, la pazienza, l’autocoscienza…

Se siete disposti a diventare gli autori della vostra storia, forse dovreste sedervi e iniziare a scrivere il copione della vostra vita. Osservare le situazioni e le relazioni difficili da un gradino più alto, quello del regista, che vi darà una prospettiva migliore di quella dell’attore sotto i riflettori.

Fonte: https://lamenteemeravigliosa.it/relazioni-difficili-come-reinterpretare-la-propria-narrativa/

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