Greta Thunberg: stigmatizzata per la sindrome di Asperger

Che tu sia d’accordo o in disaccordo con l’appello di Greta Thunberg non importa, nessun commento stigmatizzante dovrebbe essere tollerato.

Lo stigma sociale rappresenta quel tipo di ignoranza che ferisce, svilisce, umilia e tarda il recupero di qualsiasi disagio.

Lo stigma sociale è frutto dell’ignoranza, degli stereotipi e dei pregiudizi, è quanto di più spaventoso possa esistere in ambito sociale. Le sue conseguenze sono nefaste: induce alla vergogna, all’isolamento e all’annichilimento di chi sperimenta un disagio. Il disagio di Greta Thunberg è la sindrome di Aspenger, nonostante la quale, Greta tenta di vivere a testa alta e di fare -a suo modo- la differenza.

L’avvento della scolarizzazione, del web, dei libri a portata di click… avrebbe dovuto cambiare le cose, la conoscenza oggi è a portata di mano. Nonostante l’accessibilità all’informazione e alla conoscenza, oggi c’è ancora chi discrimina e strumentalizza le condizioni psicologiche come mezzo di offesa e scherno.

Non sono facile a elargire giudizi ma mi sento di condividere un pensiero: in chi stigmatizza non c’è solo ignoranza ma anche pigrizia, inerzia o addirittura della cattiveria (figlia di frustrazioni personali). L’ignoranza, come attenuante, poteva essere tollerata qualche decennio fa, ma oggi?

Ritenere la persona “artefice” della propria condizione mentale è il principale elemento alla base dello stigma sociale.

Quando si parla di un disturbo mentale vengono chiamati in causa fattori di tipi geneticoneurologicoambientale e relazionale che in associazione possono concorrere a rendere la persona particolarmente vulnerabile ad una certa tipologia di disturbo mentale in determinate condizioni di vita.

Lo stigma sociale

Il tema dello stigma sociale dovrebbe essere a cuore a tutti noi perché riflette una tendenza sociale e la società è fatta da ogni singolo individuo. Mi piacerebbe vivere in una società acculturata e sensibilizzata ma più mi guardo intorno e più capisco che “alcuni critici” (i cosiddetti haters) sembrano non solo essere insensibili all’argomento ma anche fautori dello stesso stigma.

Sulla pagina FB di Psicoadvisor, io stessa spesso sono costretta a bloccare utenti a causa di commenti discriminatori. Gli stessi commenti stigmatizzanti che non sono mancati in risposta all’appello di Greta Thunberg.

Come premesso, puoi non essere d’accordo con le parole di Greta Thunberg quando parla di surriscaldamento globale ma non ti permesso, in nessun caso, offenderla per la sua Sindrome di Asperger.

C’è chi ha affermato che Greta Thunberg sia un bamboccio, una menomata, una specie di pedina controllata dai piani alti, in quella che è stata descritta come un’enorme cospirazione globale…! Le hanno scritto le cose più indicibili in riferimento al suo disturbo.

Se la sindrome di Asperger non ha nulla a che fare con il dibattito sui cambiamenti climatici, perché tirarla in ballo? 

Chi non conosce la portata dello stigma sociale potrebbe vedere le mie parole come un’esagerazione: in fondo si tratta di “semplice mancanza di rispetto” o di “maleducazione”… in realtà c’è un grossa componente discriminatoria nello stigma e la discriminazione non ha mai portato a nulla di buono. Non si tratta solo di mancanza di rispetto o di manifestare disappunto.

La sindrome di Asperger

Con il DSM-5 la sindrome di Asperger è stata riclassificata come la versione meno invalidante dei disturbi dello spettro autistico. La categoria diagnostica è quella dei Disturbi del neurosviluppo, quelli che in genere vedono una diagnosi durante l’infanzia.

Nel leggere le critiche mosse a Greta Thunberg, la maggior parte sembrano essere incentrate sulle caratteristiche personali di Greta e non sul tema che ha affrontato. Pochissime critiche si sono soffermate effettivamente sull’argomento trattato. Questo fa pensare che le critiche “sul personale” fossero disinteressate, cioè mosse da persone che probabilmente non sono documentate ne’ hanno mai letto uno studio accurato sul tema “riscaldamento globale“. Eppure, tali persone, sono state abbastanza “motivate” da investire energie e tempo per: aprire l’account twitter e facebook di Greta Thunberg e scrivere commenti velenosi (alcuni anche molto elaborati e fantasiosi).

Il ruolo dei media e delle istituzioni

Il problema dello stigma sociale è che spesso è legittimato dalle istituzioni e dai politicanti. Nell’articolo sul Binge Eating Disorder ho sottolineato il ruolo coadiuvante del Ministero della Salute nello stigmatizzare le persone in sovrappeso e obese incapaci di controllare il rapporto con il cibo.

Il caso Greta Thunberg, analogamente, ha smosso direttamente i vertici. Donald Trump, a seguito dell’appello accorato di Greda, ha mosso un commento ironico: “A very happy young girl looking forward to a bright and wonderful future“, “una ragazza molto felice che aspetta con impazienza un futuro luminoso e meraviglioso“.

O peggio, il commento del conservatore Michael Knowles durante il programma Fox News che suonava così: “Niente di tutto ciò che ha detto è importante perché il “movimento di isteria climatica” non riguarda la scienza. Se ne avessero parlato scienziati o politici, poteva starci ma ne ha parlato una bambina svedese malata di mente che viene sfruttata dai suoi genitori di sinistra”.

Greta Thunberg poteva essere descritta come “arrogante”, “odiosa”, “inesperta”… ma prestate bene attenzione alle parole scelte “una malata di mente“. Il discorso di Greta Thunberg è stato appoggiato da molti scienziati, eppure il commentatore della Fox ha preferito spostare tutta l’attenzione sulla “malata di mente“.

Il discorso di Greta Thunberg aveva una premessa: “non voglio che tu ascolti me. Voglio che tu ascolti gli scienziati…”. Più chiara di così non poteva essere, ma a quanto pare Michael Knowles e tutti gli altri critici hanno ascoltato un discorso diverso, un discorso viziato dallo stigma sociale e dall’ignoranza che divampa.

Gli “haters” (come si chiamano oggi) hanno smontato i sogni di una ragazzina con offese sterile, parole intrinse di ignoranza e odio. In questo caso, gli “haters” dovrebbero essere ribattezzati e chiamati in modo più opportuno: “stupidi”. Stupido: di persona che denota scarsissimo intelletto.

Fonte: https://psicoadvisor.com/greta-thunberg-stigmatizzata-per-la-sindrome-di-asperger-16608.html

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