Rituali di interazione ed energia emotiva

Perché decidiamo di fare qualcosa? Perché svolgiamo alcune azioni piuttosto che altre? Tali interrogativi trovano risposta nell’energia emotiva.

Perché decidiamo di fare qualcosa? Perché svolgiamo alcune azioni piuttosto che altre? Tali interrogativi trovano risposta nell’energia emotiva. Ovvero, una delle ragioni per cui interagiamo con gli altri, nei cosiddetti rituali di interazione, è quella di ottenere energia emotiva. Più ne abbiamo, meglio è.

Il sociologo Randall Collins afferma che le relazioni tra persone si configurano come veri e propri rituali di interazione. Tali interazioni, in situazioni particolari, generano energia emotiva. E a sua volta, l’energia emotiva porta a ripetere i suddetti rituali per ottenere ulteriore energia.

Rituali di interazione

Secondo Collins, i rituali sono meccanismi che focalizzano l’attenzione su un’emozione, in modo da creare una realtà condivisa. Questa nuova realtà, seppur temporanea, serve a generare significati e simboli.

Per esempio, senza dover cercare esempi sofisticati, salutare qualcuno per strada con un “Ciao, come stai?” è già un rituale. Questo rituale crea una nuova realtà tra le due persone. Anche se dura pochi secondi, è più che sufficiente per generare simboli e, in ultima analisi, energia emotiva.

L’energia emotiva che emerge da questo rituale ci porterà a salutare quella persona ogni volta che la incontriamo. Tuttavia, se non venisse prodotta questa energia emotiva, tale comportamento cesserebbe di verificarsi. I rituali di interazione sono dunque concatenati. L’esecuzione di un rituale porterà a replicarlo ogni qualvolta generi i risultati attesi.

Coppia che fa sport in spiaggia

Componenti dei rituali

I rituali di interazione hanno presentano componenti principali o condizioni iniziali:

  • Due o più persone si trovano fisicamente nello stesso luogo. In tal senso, la presenza corporea le influenza reciprocamente. Questo significa anche che i rituali di interazione non possono verificarsi nel mondo virtuale.
  • La presenza di barriere escludenti che trasmettono ai partecipanti la distinzione tra chi vi prende parte e chi no. In altre parole, sono nettamente differenziati quelli che partecipano al rituale e quelli che non lo fanno.
  • I partecipanti concentrano l’attenzione su uno stesso oggetto e quando comunicano tra loro acquisiscono una consapevolezza congiunta dell’obiettivo comune. L’oggetto su cui si concentrano può essere un’azione o un evento.
  • Condividono lo stesso stato d’animo o vivono la stessa esperienza emotiva. Le emozioni e i sentimenti sono di gruppo, dunque sono comuni a tutti i membri.

Gli ultimi due componenti sono quelli più importanti e si rafforzano a vicenda. I partecipanti a una funzione religiosa assumono un atteggiamento più rispettoso e solenne, mentre i partecipanti a un funerale possono percepire un aumento del dolore provato.

Su scala minore, ad esempio, man mano che l’interazione si fa più affascinante, il ritmo e il tono emotivo del dialogo cattura gli interlocutori. Questo stato di attenzione ed emozione condivisa è stato definito da Durkheim: coscienza collettiva.

Effetti dei rituali

Nella misura in cui i componenti si combinano con successo e accumulano alti livelli di corrispondenza nel focus di attenzione e delle emozioni condivise, i partecipanti sperimenteranno:

  • Solidarietà di gruppo e senso di appartenenza.
  • Energia emotiva individuale. Ovvero sentimenti di fiducia, gioia, forza, entusiasmo e spirito d’azione.
  • Simboli che rappresentano il gruppo: emblemi o altre rappresentazioni (icone, parole, gesti) che i membri tendono a considerare propri in quanto collettività. I soggetti pervasi da sentimenti di solidarietà di gruppo si mostrano riverenti verso questi simboli e li difendono dalla mancanza di rispetto e ancor più dai traditori.
  • Sentimenti di moralità: unirsi al gruppo, rispettare i suoi simboli e difendere entrambi dai trasgressori infonde la sensazione che si sta agendo nel giusto modo. A ciò si aggiunge l’immagine di indecenza e viltà morale, connesse al violare la solidarietà del gruppo o di oltraggiare le sue rappresentazioni simboliche.
Gruppo unito

I rituali di interazione con gli altri motivano buona parte delle nostre azioni. Da questo punto di vista, interagire con gli altri è estremamente positivo, soprattutto in presenza di condizioni quali quelle citate.

Questo spiega perché siamo esseri sociali, così come spiega che i social network, nonostante aiutino a mantenerci in contatto, difficilmente ci forniranno delle esperienze piene. In tal senso, il confronto diretto non può essere sostituito da nessun altro tipo di interazione.

FONTE: https://lamenteemeravigliosa.it/rituali-di-interazione-ed-energia-emotiva/

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