La sindrome di Taijin Kyofusho e fobia sociale

Timore di offendere, disturbare, dare fastidio con la propria vicinanza, guardare negli occhi, non essere fisicamente gradevoli o essere troppo timidi…

La sindrome di taijin kyofusho è una forma di fobia insolita. Chi ne soffre ha paura di offendere gli altri attraverso le parole, un commento fuori luogo, un gesto o perfino con alcuni aspetti del proprio corpo. Per quanto possa sembrare singolare, è un tipo di ansia sociale descritta nei manuali diagnostici.

A grandi linee, si tende ad associare questa sindrome alla personalità nipponica. I giapponesi, infatti, sono noti per la forte tendenza ad auto-correggere il proprio comportamento, il fermo rispetto per gli altri e una cortesia attenta ai dettagli. Va notato, invece, che questa forma ansiosa è presente in qualsiasi cultura.

Dietro la sindrome di Taijin kyofusho si nasconde l’insicurezza. È questa che instilla l’ossessione quasi delirante per la perfezione ogni volta che ci si espone in pubblico. L’ansia di mostrare un aspetto impeccabile, eseguire il gesto perfetto o avere un atteggiamento disinvolto porta a dubitare di qualunque cosa si dica o faccia.

Paura di arrossire, di esitare, di dire qualcosa di poco intelligente o perfino di puzzare: sono piccoli esempi delle ossessioni che compongono questo disturbo.

La sindrome di taijin kyofusho venne descritta per la prima volta in Giappone. Nel mondo occidentale, tuttavia, la fobia di offendere gli altri non ha una propria categoria. Rientra piuttosto nel gruppo delle fobie sociali.

Ragazza che si nasconde dietro un muro

Una fobia tipica della cultura giapponese

Potremmo tradurre la sindrome di taijin kyofusho come “paura delle relazioni interpersonali”. Questa forma di fobia sociale venne descritta per la prima volta in Giappone, e questo non è casuale. La cultura nipponica tende a enfatizzare l’importanza del gruppo sull’individuo. Sembra naturale, quindi, che abbia etichettato e descritto per prima il timore ricorrente di recare offesa.

Come abbiamo detto, non è un’esclusiva del popolo giapponese, ma in Giappone è una sindrome psichiatrica molto conosciuta, mentre in occidente se ne parla appena. È vero che è stata inserita nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5), ma non come categoria propria; è citata, infatti, tra gli ‘altri disturbi ossessivo-compulsivi specifici e disturbi correlati’.

Vediamo quali sono i sintomi più comuni.

Differenze tra la sindrome di Taijin kyofusho e fobia sociale

Malgrado si dica spesso che la sindrome di Taijin kyofusho è essenzialmente un tipo di fobia sociale, occorre notare che alcune caratteristiche la rendono unica.

  • Le persone affette da fobia sociale sperimentano angoscia, vergogna e ansia quando si trovano in presenza di altri. Chi soffre della sindrome di Taijin kyofusho teme di disturbare o di far vergognare gli altri con la propria presenza.
  • Il problema di fondo non è come si reagisce in una situazione specifica. La paura risiede in come potrebbe reagire l’ambiente circostante quando ci si espone al suo giudizio.
  • Un altro aspetto evidente è la comparsa di comportamenti ossessivo compulsivi. Un esempio presente nella letteratura scientifica ci è fornito dal caso di una donna statunitense. Lo studio, pubblicato dalla University of Health Sciences di Chicago, descrive una particolare ossessione, quella di fissare i genitali degli altri.

La donna sapeva che questo comportamento la faceva vergognare o sentire a disagio. Malgrado l’angoscia provata, tuttavia, non poteva evitarlo. È un dettaglio che mostra tutta la complessità di questa condizione psichiatrica.

Ragazzo con la mano sulla nuca che ha la sindrome di Taijin kyofusho

Caratteristiche della sindrome di Taijin kyofusho

Il sistema diagnostico giapponese descrive quattro sottotipi molto comuni di questo disturbo:

  • Sekimen-kyofu: paura di arrossire e di mettere così a disagio l’altra persona.
  • Shubo-kyofu: paura di dar fastidio agli altri perché non si ha un corpo attraente o magro.
  • Jisho-shisen-kyofu: paura che gli altri si sentano minacciati o inquieti perché li si guarda.
  • Jiko-shu-kyofu: paura di emanare cattivo odore all’improvviso.

In occidente, invece, si dà importanza a questi aspetti:

  • Capire se sono fenomeni transitori o permanenti. È noto, ad esempio, che questi comportamenti possono apparire durante l’adolescenza e sparire con il tempo.
  • Comparsa di pensieri deliranti, ossessivo-compulsivi, etc.
  • È comune, inoltre, che questo disturbo appaia nei pazienti affetti da schizofrenia.

Che tipo di trattamento esiste?

Dal punto di vista culturale, il disturbo di Taijin kyofusho è molto interessante. I primi trattamenti furono suggeriti già nel 1910 dal Dottor Shoma Morita. Secondo l’approccio terapeutico dell’epoca, il paziente doveva:

  • Essere isolato in una struttura specifica.
  • Riposarsi e rilassarsi.
  • Scrivere un diario.
  • Fare attività manuali come il giardinaggio.
  • Assistere alle lezioni tenute dal Dott. Morita.
Donna pensierosa sul letto

A partire dagli anni ’30, il medico giapponese variò alcuni aspetti del trattamento. Introdusse la terapia di gruppo e la somministrazione di farmaci. Il metodo Morita è ancora utilizzato in Giappone. Per quanto riguarda i paesi occidentali invece, la strategia varia abbastanza; la ragione risiede nel fatto che la sindrome di Taijin kyofusho non è riconosciuta come disturbo a sé e viene dunque trattata alla pari delle fobie sociali.

In generale si ricorre alla terapia cognitivo-comportamentale basata sull’esposizione, lavorando inoltre su aspetti come l’autostima e le tecniche di rilassamento. Molto dipende, però, dalla personalità del paziente e dalla presenza di altri disturbi.

Comunque sia, ci troviamo di fronte a una fobia molto nota in Giappone e invece da noi poco conosciuta.

Fonte: https://lamenteemeravigliosa.it/sindrome-di-taijin-kyofusho-fobia-sociale/

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