Meccanismi di difesa nevrotici e psicotici

Nonostante in ambito psicoanalitico si sia scritto molto sui meccanismi di difesa, ben poco si sa su alcune delle distinzioni all’interno di questo argomento. Sebbene la maggior parte di tali meccanismi provenga dalla nevrosi, ce ne sono altri considerati psicotici.

I meccanismi di difesa nella nevrosi e nella psicosi sono processi psicologici automatici. Proteggono l’individuo dall’ansia o dalla percezione di pericoli esterni o interni o da fattori di stress. Fungono da mediatori tra la risposta dell’individuo di fronte al conflitto emotivo e i fattori di stress interni o esterni.

Sebbene la nevrosi e la psicosi in alcune occasioni “coincidano”, i meccanismi che le comandano sono diversi. La principale differenza tra le due risiede nella loro relazione con la realtà e nel modo in cui la costruiscono. Nella nevrosi regna la fantasia come risposta a una fissazione. La psicosi si basa invece sulla sostituzione completa per ripristinare l’elemento inizialmente negato.

“Le emozioni inespresse non moriranno mai. Sono sepolte vive e usciranno più avanti in un modo peggiore”

-Sigmund Freud-

Meccanismi di difesa propri della nevrosi

Repressione

Meccanismo mediate cui l’Io impedisce che i pensieri che generano ansiaabbiano accesso alla coscienza. È il meccanismo di difesa primordiale, fondamentale affinché si presentino tutti gli altri.

Dislocazione

Sostituire il vero desiderio che provoca ansia e che riteniamo intollerabile verso un altro più accettabile e che non genera ansia. Questo meccanismo spiega perché si prova d’improvviso una fobia per qualcosa. Se, per esempio, ci sentiamo sporchi e ci vergogniamo a dirlo, esprimiamo il nostro disgusto attraverso la fobia per gli scarafaggi.

Ragazza con mani tra i capelli

Meccanismi di difesa nevrotici basati sull’identificazione

Identificazione

Si tratta di un processo psicologico che consiste nella tendenza ad aumentare la propria autoconsiderazione adottando le caratteristiche di una persona ammirata.

Identificazione proiettiva

Meccanismo descritto da Melanie Kleim che fa riferimento alle fantasie per le quali il soggetto introduce la sua persona o self (del tutto o parzialmente) all’interno dell’oggetto per controllarlo, danneggiarlo o possederlo.

Identificazione nell’aggressore tra i meccanismi di difesa

Descritto da Anna Freud e Ferenczi, spiega come il soggetto accoglie in sé alcune caratteristiche della persona che gli causa angoscia. Passa così dall’essere l’individuo minacciato alla persona che minaccia.

Proiezione

Meccanismo attraverso il quale si attribuiscono caratteristiche proprie non riconosciute e che provocano ansia a un’altra persona o oggetto. Questa difesa è presente nella psicosi, nella nevrosi e nella perversione.

Introiezione

Meccanismo descritto da Ferenczi che consiste nell’attribuzione a se stessi di caratteristiche altrui, senza che siano elaborate e adattate al self. Per esempio, una persona depressa può adottare gli atteggiamenti e le simpatie di un’altra persona.

La forma “salutare” di questo meccanismo sarebbe l’identificazione, che consiste nell’incorporare in sé caratteristiche desiderabili di un’altra persona. L’introiezione sarebbe più come “inghiottirle senza digerirle”, sfociando in un self non integrato.

Meccanismi di difesa basati sulla trasformazione della pulsione

Formazione reattiva

Meccanismo per il quale i pensieri censurabili si reprimono e si esprimono tramite i loro opposti. Questo meccanismo di difesa spiegherebbe la mania, che nasconde una depressione repressa.

Sostituzione/formazione sostitutiva

Meccanismo tramite cui si reprime un oggetto libidinoso e si sostituisce con un altro più accettabile e cosciente. Così, in termini celati, si può soddisfare il piacere proibito. Per esempio, una persona che prova repulsione per il proprio partner, ma non riesce ad accettarlo, reprime tale emozione e la esprime sotto forma di reazione allergica.

Sublimazione

Meccanismo che cerca di sostituire un oggetto o attività inaccettabile con un altro dal valore sociale o etico più elevato.

Intellettualizzazione

L’individuo cerca di trovare una formula discorsiva ai suoi conflitti e alle sue emozioni al fine di controllarli. Si combina l’isolamento emotivo che di solito accompagna un evento doloroso a una spiegazione razionale.

Razionalizzazione

Consiste nella giustificazione razionale dei pensieri o dei comportamenti che causano ansia. Si differenza dall’intellettualizzazione poiché occupa un luogo distinto. Non implica l’elusione sistematica degli affetti, ma gli attribuisce motivazioni più plausibili e veritiere, dando esse una giustificazione razionale o ideale.

Meccanismi di difesa nei quali si reprime o maschera la pulsione

Isolamento

Meccanismo per cui un evento sgradevole viene scinto dall’agente causante, rimanendo dunque presente a livello cosciente, ma privato di qualsiasi connessione associativa. Per esempio, un bambino che soffre d’ansia perché è stato vittima di maltrattamento, ma è incapace di vedere la relazione tra le due cose.

Formazione di impegno

Consiste nella deformazione di ciò che è represso che può manifestarsi in tre modi: tramite sogni, nei sintomi o tramite certe produzioni artistiche.

Annullamento/annullamento retroattivo

Secondo Freud, si tratta di un processo attivo che consiste nel disfare quello che si è fatto. L’individuo cerca di cancellare un pensiero o un atto.

La trasformazione (di una pulsione) nel contrario

Consiste nella trasformazione della meta della pulsione nel suo contrario.Si trasforma la meta della pulsione, non l’oggetto tramite cui si soddisfa. Per esempio, se il mio partner mi abbandona, l’amore che sentivo per lui si trasforma in odio. La persona verso cui prima sentivo amore, adesso suscita in me odio. La pulsione è trasformata, ma l’oggetto (il mio ex partner) no.

Volti di profilo

Meccanismi di difesa propri della psicosi

Rinnegamento o smentita

Secondo Freud, questo meccanismo consiste nell’eliminare una rappresentazione sgradevole non cancellandola (annullamento) né rifiutando la sua appartenenza all’individuo (negazione), bensì negando la realtà stessa della percezione vincolata a tale rappresentazione.

Sdoppiamento dell’Io

È un meccanismo di difesa psicotico contro l’angoscia legata alla morte e alla dissociazione. Una parte dell’Io resta in contatto operatorio con la realtà non perturbante. L’altra parte dell’Io perde qualsiasi contatto con questa realtà,respingendo tutti gli aspetti troppo angoscianti e, se necessario, ricostruendo in compenso una nuova realtà più tranquillizzante e più desiderata (attraverso il delirio).

Sdoppiamento imago

È il meccanismo degli stati limite che lotta contro l’ansia della perdita dell’oggetto e separa le rappresentazioni sgradite. Per esempio, un individuo che proietta all’esterno la parte negativa della sua realtà, ma senza arrivare a perdere il contatto con la stessa. La scissione non implica dunque una perdita di contatto con la realtà.

Rimozione o forclusione tra i meccanismi di difesa

La forclusione, termine adottato da Lacan per riferirsi all’esclusione, presuppone il rifiuto del significante primordiale nella costituzione del bambino come individuo separato dalla madre. Ciò condanna il bambino a non costituirsi come soggetto all’interno dell’universo linguistico pre-esistente e lo predispone alla psicosi.

I meccanismi di difesa si dividono in diversi gruppi legati ai livelli di funzionamento difensivo. In nevrosi questi meccanismi di difesa si articolano come protettori di fronte a una realtà non tollerata, sebbene persista una connessione con essa.

In psicosi, tuttavia, la realtà angosciante non è tollerata in nessun modo e i meccanismi di difesa lasciano la persona in contatto esclusivamente con la realtà desiderata o immaginata facendole perdere il contatto con la realtà angosciante per trovare la stabilità delle sue emozioni. A volte la stabilità emotiva viene raggiunta tramite il delirio.

Fonte: https://lamenteemeravigliosa.it/meccanismi-di-difesa-nevrotici-e-psicotici/

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