Mode e Social mode

Sin da piccoli, bambini e ragazzi iniziano a interessarsi alle mode del momento, alla popolarità social, all’aspetto estetico. Sono sempre più sottoposti alla pressione continua di modelli incentrati sull’ossessione dell’apparire, sulla ricerca della perfezione e sul controllo dell’immagine, ricevendo messaggi distorti che non sempre sono in grado di filtrare.

Il ruolo dei genitori e degli adulti di riferimento, in questo senso, è fondamentale proprio per aiutarli a sviluppare quella capacità critica che consente di non prendere tutto ciò che viene trasmesso dai media per buono e imparare ad andare oltre le apparenze.

Il bisogno di identificarsi con dei modelli è normale in adolescenza; inoltre, bisogna pensare che si vive in una società in cui l’adolescente che non è alla moda è considerato uno “sfigato”, isolato dalla massa e spesso e volentieri preso di mira. C’è anche da dire che si sono modificati i punti di riferimento, perché ormai non si segue soltanto il gruppo dei coetanei, ma anche fashion blogger e youtuber: i ragazzi sono spinti sempre più verso un’idea di bellezza che segue canoni ben precisi e dove like e approvazioni social devono essere raggiunti a qualunque costo.

È importante, dunque, aiutare i ragazzi a non farsi totalmente condizionare da ciò che vedono e sentono e accompagnarli verso un’autonomia di pensiero, che li porti anche a sviluppare una buona autostima e autonomia personale.

Come aiutarli?

Fategli capire che i social non sempre rispecchiano la realtà. I ragazzi sembrano non tenere conto che online si mostra principalmente una parte filtrata di se stessi e che si può anche mentire. Molte volte si focalizzano eccessivamente su ciò che viene pubblicato o condiviso sui social come se fosse sempre reale. Devono capire, però, che la realtà è quella del quotidiano, non quella che viene esibita, per cui non bisogna farsi condizionare da ciò che si vede sul web.

Fate da filtro rispetto ai modelli trasmessi in rete. I genitori devono aiutare i figli a riflettere e distinguere tra realtà fisica e digitale. Bisogna filtrare i contenuti, conoscere ciò che i ragazzi guardano o fanno online e non lasciarli in balìa di ciò che viene trasmesso da youtuber e fashion blogger, perché possono essere facilmente influenzabili e condizionabili.

Aiutateli ad andare oltre l’estetica. È importante trasmettergli il messaggio che ciò che conta davvero è riuscire ad accettare se stessi e il proprio corpo, con pregi e difetti, perché il valore personale non può, e non deve, dipendere soltanto dal giudizio sociale e social. È necessario valorizzargli anche quegli aspetti che li rendono unici, come il carattere, le abilità, le passioni e le aspirazioni.

Non mostrate rigidità ma avvicinatevi al loro mondo. Se assumete un atteggiamento rigido e giudicate ogni cosa che fanno come negativa, come una “stupidaggine”, criticando a priori i loro idoli o il mondo dei social, non farete altro che alimentare una chiusura e un’opposizione da parte dei ragazzi. Nonostante le differenti vedute, cercate di avvicinarvi al loro mondo, di capire le loro esigenze, cosa gli interessa, per poi dare anche la vostra opinione attraverso dei consigli, in modo non giudicante.

Stimolate il confronto con loro. Quando guardate un film, un programma o una serie tv insieme ai figli, parlatene con loro per capire come la pensano, invitateli a riflettere e a dare la loro opinione, soprattutto se si tratta di aspetti che potrebbero riguardarli. Il confronto permette ai ragazzi di apprendere punti di vista differenti e sviluppare, nel tempo, un pensiero autonomo e personale.

Fornitegli regole e confini. Se riuscite ad instaurare una relazione basata sul dialogo e non solo sulle punizioni, sarà ancora più facile porre delle regole condivise con i figli. Bisogna, infatti, attraverso l’esempio, trasmettergli il buon senso: seppure vogliono seguire certi canoni o ci tengono ad ottenere like, vanno comunque limitati gli eccessi, nel modo in cui utilizzano i social, nei look o nella condivisione di contenuti personali, così che imparino a tutelare la loro privacy e intimità.