Il test MMPI: dalla sua prima versione agli ultimi aggiornamenti

Il test MMPI è uno dei questionari di personalità più diffusi in ambito di screening psicopatologico e giuridico-peritale.

Il test MMPI: dalla sua prima versione agli ultimi aggiornamenti

Il test MMPI (Minnesota Multiphasic Personality Inventory) risulta in grado di intercettare molteplici dimensioni di tratto dell’organizzazione intrapsichica e interpersonale dell’individuo.

Il test MMPI (Minnesota Multiphasic Personality Inventory), nonostante sia stato pubblicato per la prima volta nel 1942 ad opera dello psicologo Hathaway e del neuropsichiatra McKinley, è ancora uno dei questionari di personalità self-report più diffusi in ambito di screening psicopatologico e giuridico-peritale poiché risulta in grado di intercettare molteplici dimensioni di tratto dell’organizzazione intrapsichica e interpersonale dell’individuo. L’attualità di tale strumento è dovuta ai continui aggiornamenti dello stesso.

Contesto d’origine del MMPI e alcune criticità delle inziali versioni dello strumento

Il test MMPI è nato dall’esigenza di valutare l’idoneità del personale militare a prestare servizio durante la Prima Guerra Mondiale. I due autori, al fine di migliorare l’attendibilità e la validità dello strumento, nella costruzione del questionario hanno seguito un criterio di validazione empirica: Hathaway e McKinley estrassero 504 affermazioni, ritenute in grado di indagare le molteplici aree di sviluppo dell’individuo, da un range inziale di più di 1000 (tratte da precedenti scale su atteggiamenti personali e sociali, casi clinici, ecc.). Tali affermazioni furono poi proposte a due gruppi di persone, uno costituto da individui che lamentavo uno o più disagi psichici e l’altro da individui che non presentavano alcun disagio di natura psicologica.

Nonostante il complesso e lungo processo attuato dagli autori, parzialmente descritto sopra, lo strumento nella sua prima versione non è apparso in grado di discriminare adeguatamente i diversi quadri sindromici e dimensionali della personalità. Tale criticità e i cambiamenti sociali e culturali hanno spinto i ricercatori ad affinare lo strumento: viene pubblicato il test MMPI – 2, composto da 567 item, nel 1989 (Butcher & Williams, 1996).

La seconda versione, il test MMPI – 2, seppur abbia mostrato un livello di stabilità temporale tendenzialmente superiore a quella del test MMPI originario – a causa della metodologia di costruzione del test prettamente empirica – non ha raggiunto elevati livelli di consistenza interna delle scale (la consistenza interna riflette quanto i diversi item o quesiti che compongono un test siano omogenei tra di loro e con il punteggio totale): gli item della seconda versione rimasero sostanzialmente equivalenti agli item originali e le correlazioni tra i punteggi delle scale cliniche originali del test MMPI e quelle del MMPI – 2 rimasero tutte superiori a .98 (Sirigatti & Stefanile, 2011).

MMPI – 2 – RF: una versione dello strumento più accurata e maggiormente affidabile rispetto alle precedenti

La pubblicazione del MMPI – 2 – Restrucuted Form è avvenuta nel 2008 dopo una revisione sostanziale e formale del test a opera di Ben Porath e Tellegen. Quest’ultima versione è composta da 338 item (229 item in meno rispetto alla precedente versione) organizzati in 51 scale, di cui 9 di validità e 42 sostanziali, ossia legate al disagio psichico.

In merito alle proprietà psicometriche, la ricerca ha messo evidenziato un effettivo incremento della validità e attendibilità dello strumento: è stato individuando e isolato un fattore che influenzava il punteggio di tutte le scale di rilevanza clinica, riducendo la consistenza interna del test. Tale fattore, nel MMPI – 2 – RF, è rappresentato dalla scala Demoralizzazione, la quale riflette una forma d’ansia vissuta da coloro che sperimentano un disagio psicologico. In particolare, Tellegen e colleghi (2013) hanno svolto numerose analisi sulle nuove scale ristrutturate, isolando anche la Scala Demoralizzazione, e hanno verificato come le scale cliniche rimango strettamente connesse alla dimensione sottostante misurata, nonostante il test sia costituto da meno item rispetto alle sue precedenti versioni.

 

Fonte: https://www.stateofmind.it/2019/05/mmpi-test-personalita/

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