perdere rabbia

Bambini e ragazzi sempre più competitivi che non sanno gestire una sconfitta, non la accettano e la vivono come un fallimento. Che si tratti di una gara, di una partita sportiva o di un gioco, spesso anche arrivare secondi, sbagliare una mossa o non vincere diventa una tragedia, alla quale reagiscono molto male.

Alcune reazioni sono ritenute esagerate dai genitori che non sanno come comportarsi, si preoccupano, si arrabbiano, talvolta tendono a sminuire usando frasi del tipo “Dai, non è grave, non è successo nulla”. Altre volte, al contrario, non si riesce a tollerare le emozioni negative dei figli e si tende ad iperproteggerli, cercando di non esporli alle sconfitte e di non farli mai perdere.


D’altra parte, viviamo in una società che pone l’accento sul fare, sul produrre, dando molta importanza al risultato: ci si preoccupa di crescere bambini e ragazzi orientati alla competizione e alle prestazioni, come se vincere fosse sempre sinonimo di successo. Si nega la sconfitta e ci si dimentica di quanto, invece, anche fare esperienza dell’insuccesso sia importante per crescere e sviluppare una buona autostima e sicurezza di sé.


Come rinforzare i figli e aiutarli a gestire una sconfitta?

SIATE UN BUON ESEMPIO. Saper perdere è una capacità che si apprende sin da piccoli; l’approccio del genitore, il modo in cui affronta i propri insuccessi e definisce quelli degli altri, gioca sicuramente un ruolo importante. Fate attenzione, quindi, ai messaggi che trasmettete anche indirettamente ai figli: non è sempre necessario esprimere in modo evidente la propria aspettativa, basta anche un atteggiamento perfezionista verso se stessi, una scarsa tolleranza dei propri errori o un parere espresso su un eventuale insuccesso di qualcuno.

NON BANALIZZATE L’ACCADUTO. Una reazione istintiva potrebbe essere quella di sdrammatizzare o usare il sarcasmo, dicendo che non è importante, che non bisogna farne una tragedia. In realtà, un atteggiamento di questo tipo non aiuta i figli, ma li fa sentire incompresi, lasciandogli un senso di impotenza e inadeguatezza.

DATE SPAZIO ALLE LORO EMOZIONI. Mostrate comprensione e accoglienza per le emozioni che provano, dicendogli che comprendete la delusione, che vi dispiace e che se vogliono voi siete lì ad ascoltarli. Provate a chiedere cosa è successo rispettando il loro punto di vista, per trovare poi insieme delle soluzioni.

FATE ATTENZIONE A NON PRESSARLI. Se avete alte aspettative nei loro confronti, potrebbero sperimentare oltre alla sconfitta, la paura di avervi deluso. Non bisogna pressarli troppo, è importante che partecipino ad attività in linea con le loro abilità, in modo da confrontarsi con gli altri ed entrare in contatto con i propri limiti, che possono però essere superati.

AIUTATELI A METTERSI IN GIOCO. Se i figli sono molto sensibili e reagiscono male alle sconfitte, tenerli in una campana di vetro, evitare di fargli fare sport o giochi di gruppo è controproducente. Accompagnateli in un percorso di rinforzo e motivazione, facendogli sperimentare a poco a poco le attività a loro più congeniali. Più riescono a gestire gli insuccessi, più svilupperanno maggiore autostima e sicurezza in se stessi.

MOSTRATEGLI IL LATO POSITIVO. Non fateli concentrare solo sul risultato, ma valorizzate l’impegno, il fatto che si siano divertiti, che abbiano rispettato le regole. Il genitore, infatti, deve aiutare il figlio a capire che gli errori e le perdite fanno parte dell’esperienza e che il successo sta nell’accettare anche la sconfitta e capire cosa è andato storto per migliorarsi, crescere e imparare dagli errori.