La depressione non è vivere a metà, il bipolarismo non è leggerezza e avere l’ansia non significa non avere nulla da fare

Ancora oggi, siamo in tanti a non saper accettare il cosiddetto male dell’anima.
Forse perché per la maggior parte dei casi i loro sintomi non sono fisicamente visibili.

 

Siamo così abituati a credere in ciò che possiamo vedere con i nostri occhi, che tutto ciò che non può essere visto rimane solo un dubbio, per noi, o peggio ancora qualcosa che in realtà non esiste.

Sarà perchè siamo così amanti delle apparenze, che tendiamo facilmente a neutralizzare e ad allontanare ciò che richiede profondità e sentimento.
All’interno del contesto in cui viviamo sembra esistere, purtroppo, un vero e proprio pregiudizio circa le malattie mentali.

Se non ci sono sintomi visibili, questi disturbi come possono esistere?
E’ questa la domanda, che ancora oggi sembrano porsi in molti.

Ed è proprio per questo motivo che molte persone reagiscono male di fronte ai disturbi mentali, non accettandoli.
Alcuni arrivano persino a disprezzare coloro che ne soffrono.
O a non credere al loro malessere.

Dopotutto, avere di fronte qualcuno che sembra stare apparentemente bene, poiché senza macchie sul corpo e senza febbre, non è di certo di aiuto.
Molti non riescono a rendersi conto, infatti, che esiste un mondo dentro ognuno di noi.

Solo chi ha avuto una condizione depressiva o ha visto stare male un membro della propria famiglia d’ansia o di bipolarismo, sa quanto tutto questo possa comportare.
Un dolore questo che non riguarda solo chi soffre, ma anche chi gli sta accanto.

Chi ne resta coinvolto in prima persona, non può che portarne le cicatrici.
Cicatrici queste apparentemente invisibili.

Eppure basterebbe guardare negli occhi di queste persone per capire il mondo che hanno dentro.
La società di oggi, purtroppo, sembra non essere ancora pronta ad accettare l’esistenza di tali disturbi.
Molti sottovalutano il problema. Altri non lo considerano nemmeno come tale.

Siamo sempre così di corsa, che non abbiamo più il tempo di guardarci dentro.
La sopravvalutazione delle superficialità, la sovraesposizione delle conquiste materiali, la ricerca sfrenata della fama virtuale.

Sembrano essere queste le cose che ci fanno sentire “grandi e importanti.”
Sono questi gli atteggiamenti e i comportamenti che caratterizzano la nostra società, che è sempre più incurante di ciò che i sentimenti possono poter dire.

Come non essere suscettibili ai disturbi emotivi con questi presupposti?
Eppure queste ci sono, esistono davvero e sembrano voler nascondere sentimenti non positivi che devono essere, prima individuati e poi gestiti.

La depressione esiste ed è oscurità.
L’ansia esiste ed è disperazione.
Il bipolarismo esiste ed è insicurezza.

Finché i sentimenti non saranno considerati dalla società, i disturbi dell’anima difficilmente potranno essere socialmente accettate e trattate.
Se è vero che l’essenziale è invisibile agli occhi, sappiate guardare oltre allora.

O semplicemente imparate a guardare negli occhi le persone.
E’ proprio li che si nasconde la loro anima.

Fonte: https://www.giornodopogiorno.org/2019/03/23/la-depressione-non-e-vivere-a-meta-il-bipolarismo-non-e-leggerezza-e-avere-lansia-non-significa-non-avere-nulla-da-fare/

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