Capire le emozioni al di là delle espressioni facciali

Quando si deve interpretare lo stato mentale altrui, il contesto – cosi come lo sfondoe l’azione – sono degli indicatori importanti tanto quanto l’espressione del viso ed il linguaggio del corpo.

 

espressioni_facciali_emozioni_news.jpgL’attore James Franco sembrava felice quando registrò il videodiario nel film “127 ore“, ma appena la telecamera fa uno zoom su di lui, si nota che il suo braccio è schiacciato sotto una roccia, il che rivela che il suo sorriso è falso e nasconde la sua agonia.

Lo studio del team di ricerca dell’Università della California di Berkeley, pubblicato sul giornale “Proceedings of the National Academy of Sciences“, ha sfidato tutte le ricerche recenti sull’intelligenza emotiva che come abilità principale per rivelare le emozioni negative e positive, ponevano esclusivamente il riconoscere i segnali delle espressioni facciali.

“Il nostro studio rivela che il riconoscimento delle emozioni, è fornito dal contestotanto quanto dal volto” ha spiegato il capo autore dello studio Zhimin Chen, dottorato in psicologia alla UC Berkeley. I ricercatori hanno oscurato i volti ed i corpi degli attori in molti video presi da scene di film di Hollywood o amatoriali.

A dispetto dell’invisibilità virtuale dei caratteri, cento partecipanti sono stati accurati nell’interpretare le emozioni esaminando semplicemente lo sfondo e le interazioni con l’ambiente circostante. Il modello di “affective tracking” (“tracciamento emotivo“) che Chen ha creato per lo studio ha permesso ai ricercatori di valutare momento per momento come le persone interpretavano le emozioni dei personaggi.

Il metodo di Chen ha collezionato una grande quantità di dati in un breve periodo, e potrebbe eventualmente essere utilizzato per misurare come le persone con disturbi come schizofrenia ed autismo, interpretino le emozioni in tempo reale ed aiutarli nella diagnosi.

“Alcune persone hanno deficit nel riconoscimento di espressioni facciali, ma possono riconoscerle attraverso il contesto. Per gli altri, vale l’opposto” ha spiegato Chen. Inoltre, i risultati fatti con un’analisi statistica delle valutazioni effettuate dai soggetti sui video, possono essere informativi per lo sviluppo di una tecnologia di riconoscimento visivo.

“Diverse compagnie stanno sviluppando dei dispositivi con degli algoritmi di apprendimento di riconoscimento emotivo, ma i modelli si basano solo sui volti. La nostra ricerca mostra che le facce non rivelano le emozioni in modo totalmente accurato rispetto alla analisi del contesto” ha spiegato Chen.

Per lo studio, Chen e l’autore senior David Whitney, uno scienziato della UC di Berkeley, hanno testato le abilità nel riconoscimento delle emozioni su 400 giovani adulti. Gli stimoli visivi che sono stati utilizzati erano dei video di scene di film di Hollywood, documentari e video amatoriali che mostravano le risposte emotive in un setting naturale.

I partecipanti valutavano dal vivo le emozioni dei video, questo per dar modo ai ricercatori di tracciare il cursorse del mouse del partecipante che si muoveva nello schermo, processando le informazioni visive del partecipante e valutando momento per momento il riconoscimento delle emozioni.

Nel primo dei 3 esperimenti, 33 partecipanti vedevano delle interazioni in un video tra due personaggi, uno veniva oscurato e bisognava capire l’emozione che provava. I risultati mostravano che i partecipanti riuscivano ad inferire l’emozione del personaggio oscurato basandosi non soltanto sulle interazioni interpersonali ma anche su quello che succedeva nello sfondo.

Poi, 200 partecipanti dello studio vedevano dei video che mostravano interazioni in 3 condizioni diverse: in uno tutto era visibile, in un altro il personaggio veniva oscurato e nell’ultima il contesto era oscurato. I risultato mostrava che il contesto era importante tanto quanto il riconoscimento del volto per decodificare le emozioni.

Nell’esperimento finale, 75 partecipanti allo studio vedevano dei video da documentari o amatoriali cosi che i ricercatori potessero confrontare il riconoscimento emotivo effettuato in un ambiente più naturale. Le tre condizioni erano identiche all’esperimento precedente, e, nuovamente, il contesto era cruciale per l’inferire le emozioni dei personaggi cosi come le espressioni facciali e la postura.

fonte: https://www.psiconline.it/news-di-psicologia/capire-le-emozioni-al-di-la-delle-espressioni-facciali-2.html

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