Ristrutturazione cognitiva, di cosa si tratta?

La ristrutturazione cognitiva è una tecnica che si concentra sui nostri pensieri.

Cosa succederebbe se il partner vi lasciasse? Di certo pensate che sia qualcosa di orribile. Ma è proprio così? Quante cose orribili esistono al mondo? Quante cose sono più orribili che essere lasciati dal partner o che nostro figlio venga bocciato? Forse vi chiedete il perché di tutte queste domande: oggi parleremo della ristrutturazione cognitiva.

La ristrutturazione cognitiva è una tecnica che si concentra sui nostri pensieri. Grazie a essa, si insegna alle persone a cambiare i pensieri disadattivi con altri che ci aiutino a non soffrire tanto. Così, la ristrutturazione cognitiva è una delle principali tecniche cognitive di condotta nel repertorio di uno psicologo. Se si cambiano certi pensieri, si possono cambiare le emozioni associate a essi, e questo ci farà sentire meglio.

Un pensiero è un’ipotesi

La ristrutturazione cognitiva consiste nel fatto che il paziente, con l’aiuto dello psicologo, riconosca e metta in discussione i suoi pensieri disadattivi. In questo modo, questi verranno sostituiti da altri più appropriati e verranno ridotti o eliminati i danni emotivi.

Donna che pensa

Nella ristrutturazione cognitiva i pensieri sono considerati ipotesi. Il terapeuta e il paziente lavorano insieme per raccogliere dei dati che determinano se le ipotesi sono corrette o utili. Invece di dire al paziente quali sono i pensieri alternativi validi, il terapeuta formula una serie di domande. Dopodiché, crea esperimenti di condotta. In questo modo il paziente valuta e mette alla prova i suoi pensieri negativi.

Alla fine, il paziente giungerà a una conclusione sulla validità o utilità di questi pensieri. Come vediamo, lo psicologo o terapeuta non impone nulla. È il paziente stesso a trarre conclusioni a partire dagli esperimenti che a mano a mano porta a termine.

Basi teoriche della ristrutturazione cognitiva

La ristrutturazione cognitiva si basa su alcuni presupposti teorici. Questi sono:

  • Il modello cognitivo secondo cui strutturiamo le nostre esperienzeesercita una grande influenza su come ci sentiamo, agiamo e sulle nostre reazioni fisiche. In altre parole, la nostra reazione a un certo avvenimento dipende più che altro da come lo percepiamo. Dal modo in cui ce ne prendiamo cura, dal valore che gli diamo e da come lo interpretiamo.

Immaginiamo di avere un appuntamento con una persona che abbiamo conosciuto da poco. Ci piace, ma la aspettiamo già da mezz’ora. Se la nostra interpretazione è che non le interessiamo, ci sentiremo tristi e non torneremo a stabilire un contatto.

Se invece pensiamo che il ritardo sia dovuto a un imprevisto o a cattivo calcolo del tempo, la nostra reazione emotiva e di condotta sarà molto diversa. D’altra parte, affetto, condotta e reazioni fisiche influiscono a vicenda fra di loro e contribuiscono a mantenere i pensieri.

  • È possibile identificare i pensieri di un individuo attraverso interviste, questionari e auto-registrazioni. Molti di questi pensieri sono coscienti e altri pre-coscienti. Tuttavia, la persona è in grado di accedervi.
  • È possibile modificare i pensieri della persona. Questo metodo può essere impiegato per ottenere cambiamenti terapeutici.
Paziente e terapeuta

Il modello ABC della ristrutturazione cognitiva

Il modello cognitivo sul quale si basa la ristrutturazione cognitiva è stato denominato modello A-B-C da vari autori (Per esempio Ellis, 1979).

Cosa significa ABC?

La lettera A si riferisce a una situazione, occasione o avvenimento che attiva la vita reale. Per esempio, essere criticati da una persona molto amata o non passare un esame.

Con la lettera B si designano le cognizioni (pensieri) appropriate o inappropriate del paziente in merito alla situazione (A). Le cognizioni fanno riferimento anche ai processi cognitivi. Fra questi si trovano la percezione, l’attenzione, la memoria, il ragionamento e l’interpretazione.

Le supposizioni e le credenze di una persona rendono più facili gli errori mentre l’individuo processa le informazioni. Fra questi errori o pregiudizi troviamo la sovra-generalizzazione, il filtro del pensiero dicotomico, il catastrofismo, ecc.

Infine, la lettera C fa riferimento alle conseguenze emotive, di condotta e fisiche di B (cognizioni). Per esempio, provare paura, tremare e scappare via dopo aver visto un cane che abbaia e averlo interpretato come una minaccia.

Che relazione hanno A-B-C?

Emozioni, condotta e reazioni fisiche si influenzano reciprocamente e contribuiscono a mantenere le cognizioni. Nel modello A-B-C le cognizioni precedono sempre le emozioni. Tuttavia, l’emozione può esistere per alcuni istanti senza previe cognizioni.

Una supposizione basilare nell’impiego della ristrutturazione cognitiva è che le cognizioni giocano un ruolo determinante nella spiegazione del comportamento umano in generale e delle alterazioni emotive particolari.

Secondo la ristrutturazione cognitiva, non sono gli avvenimenti di per sé i responsabili delle nostre reazioni emotive e di condotta. Sono le aspettative e le interpretazioni di questi avvenimenti, insieme alle credenze in merito agli stessi, le responsabili di come ci sentiamo e di quello che facciamo.

Fonte: https://lamenteemeravigliosa.it/ristrutturazione-cognitiva-tratta/

2 pensieri riguardo “Ristrutturazione cognitiva, di cosa si tratta?

  1. Da profano affascinato dalla Psicologia, leggendo questo articolo mi è apparso molto semplice il processo di ristrutturazione cognitiva. Sicuramente una spiegazione sintetica ed eccellente . Domanda ? Può un paziente autorisrutturarsi ?

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    1. ….può migliorarsi, ed in parte quindi autoristrutturarsi… a seconda del “livello” di “ristrutturazione cognitiva” è opportuno affidarsi ad un esperto

      Piace a 1 persona

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