bambini spettacolo

A pochi giorni dalle vacanze natalizie, è arrivato il momento dello show dei saggi, che siano quelli organizzati dalla scuola oppure relativi alle attività musicali o sportive, bambini e adolescenti di tutte le età sono coinvolti in spettacoli e recite di ogni tipo.

Il saggio è un momento importante e hanno bisogno di sostegno e di essere riconosciuti in quello che stanno facendo.

Per alcuni di loro affrontare il saggio diventa un’esperienza molto faticosa, non tutti amano esibirsi, tanti si vergognano, hanno timore di esporsi davanti ad un pubblico, hanno paura di dimenticare ciò che hanno preparato o di fare una brutta figura, del giudizio o delle critiche degli altri e anche di deludere se stessi e chi ha creduto in loro. L’aspetto più importante da sottolineare è che si tratta di una manifestazione in cui devono esprimere ciò che hanno appreso e non ciò che valgono: non è la Prima della Scala o il provino in cui si giocano tutto.

Per loro è già un momento di tensione, per cui non bisogna trasmettergli agitazione e altro stress, ma sostenerli e rinforzarli.

È importante anche insegnargli a contestualizzare, a dare il giusto peso alle cose e fargli capire che esiste anche il piacere e il divertimento, non è tutto prestazione e valutazione.

Per questo motivo, ciò che posso consigliare è innanzitutto che non ci sia un pressing psicologico: bisogna combattere l’ansia da prestazione dei bambini e ridargli la libertà di esprimersi con serenità e di vivere la loro infanzia, facendogli capire che se fanno un errore non è un problema perché l’importante non è sempre il risultato.

Davanti a uno loro rifiuto di esibirsi come comportarsi?

Ci sono poi bambini che arrivano proprio a rifiutarsi di fare il saggio perché hanno paura: è normale avere dei momenti di crisi, soprattutto gli ultimi giorni, prima dell’esibizione perché iniziano a sentire la pressione e non riescono a gestire da un punto di vista emotivo quel momento, per cui esprimono la volontà di non volersi più esibire.

È importante, in questi casi, non farsi vedere delusi o arrabbiati per la loro reazione, magari ci si può confrontare anche con gli insegnanti, ma è bene minimizzare e non far vedere che si è investito tanto su di loro.

Deve essere per loro un momento di divertimento, nel quale far vedere semplicemente ciò che hanno imparato, non c’è una valutazione e, se anche si commettono degli errori, non succede niente, basta sorridere e andare avanti.

Questi momenti di crisi e difficoltà possono diventare un ottimo insegnamento nella vita, per cui non serve agitarsi, bisogna trasmettere ai figli la tranquillità e per farlo è importante che il genitore sia sereno.

Non si devono fare i confronti con gli altri bambini o con gli altri fratelli, ognuno ha le proprie abilità, non siamo tutti uguali, ma questo non significa che uno sia migliore di un altro. Alla fine del saggio, non ci deve essere un eccesso di critiche perché questo porta ad una frustrazione estrema, ma nello stesso momento non ci deve essere neanche un eccesso di elogi che può suscitare fastidio e imbarazzo.

Un altro elemento fondamentale è evitare assolutamente che ci siano litigate tra parenti, soprattutto nei casi di separazione tra i genitori in cui le recite e i saggi diventano dei momenti di estrema tensione. Spesso i bambini devono assistere a discussioni animate tra i familiari, vedere l’odio e la rabbia, mentre sarebbe importante, almeno in quel momento, ricordarsi che è il loro momento e dargli la giusta importanza.

Perché è importante mettere al centro le emozioni dei bambini?


I bambini hanno bisogno di vedere gli occhi orgogliosi di un genitore, hanno bisogno che quegli occhi siano puntati su di loro, che gli venga riconosciuta l’importanza di quell’esperienza, che per loro rappresenta un momento speciale.


Non hanno bisogno di una telecamera puntata, ma di vedere il riconoscimento dagli occhi del genitore: bisogna fare attenzione anche all’abuso dei social, considerando che al giorno d’oggi i profili sono invasi da fotografie e video di ogni tipo.

Tanti bambini non amano andare in mondovisione ed essere esposti dai genitori come trofei, non amano stare in vetrina, per cui è anche importante, da un punto di vista educativo, insegnare a vivere e non a condividere tutto ciò che si fa.

Troppi genitori litigano anche per il posto in prima fila, che viene scelto per riprendere il figlio, per fargli le foto migliori: piuttosto che essere un momento di divertimento, goliardico, diventa tutto uno stress per le famiglie e per i figli che sono impegnati in questi momenti.

Non facciamolo diventare uno stress

Non ci dimentichiamo poi che per tante famiglie diventa quasi un lavoro perché, quando si hanno più figli si hanno più saggi, inoltre, oggi i bambini sono sovraccaricati di corsi e, in questo periodo, si ritrovano ad affrontare saggi su saggi.

I genitori, inoltre, si ritrovano a dover gestire, non solo le recite, ma anche le cene, i regali alle maestre e nei gruppi WhatsApp vengono bombardati di messaggi e di notifiche di ogni tipo per organizzare il tutto.

È importante però non farsi invadere e rispondere solo quando serve, altrimenti si rischia di restare schiacciati da tutto questo e di perdere di vista l’obiettivo. Deve essere anche per loro momento di divertimento e non un’occasione per esasperarsi e non vedere l’ora che finisca tutto il prima possibile.

Bisogna pensare ai bambini, perché per alcuni è un momento molto delicato, per altri un momento di esibizione, per altri ancora è molto facile perché magari hanno un talento e quindi si esprimono con più facilità. Anche in questi casi, però, non bisogna pressarli: possono essere bravi in qualcosa, ma non per forza deve essere ciò che li rappresenta e ciò che vorranno fare nella vita.


Per chi, invece, non è minimamente dotato, deve comunque essere un momento in cui esprimere se stesso, perché in questi saggi hanno tutti gli stessi diritti e gli stessi spazi: il mondo non è solo dei bambini talentuosi, non è solo dei bravi, ma anche di chi si impegna e impara.


Non bisogna dimenticare che per i bambini è importante la presenza dei genitori e dei parenti, perché per loro è un segno di riconoscimento, quindi, se per caso non si riesce ad essere presenti, si devono spiegare loro le motivazioni. I figli comprendono quando i genitori sono sinceri con loro, non sono rancorosi come noi adulti, ed è importante però dargli sempre le giuste spiegazioni e non metterli davanti al fatto compiuto, pensando che non sia importante e che tanto ci sono gli altri parenti.

Si tratta di un momento importante per loro, quindi, lasciamoglielo vivere in serenità e libertà.