Il “Diario Psico-alimentare” per gestire la fame emotiva

Il Diario Psicoalimentare può essere eseguito come esercizio cognitivo-comportamentale nell’ambito di una psicoterapia.

 

Mangi spesso fuori pasto, a volte anche di notte, cibi “comfort” (insaccati, pizza, dolci, patatine…) che ti lasciano con un perenne senso di colpa, frustrazione e con la sensazione di non riuscire mai ad uscire da quel circolo vizioso di dieta – sgarro – dieta – sgarro?
I chili di troppo si accumulano e non solo non cambia nulla, ma spesso la situazione peggiora? Bisogna comprendere che l’umore influenza il nostro comportamento e, viceversa, il nostro comportamento influenza l’umore.

Come agire dunque? Ecco alcuni semplici consigli per affrontare e gestire il problema

1) Riconoscendo di averlo. Se fallisco mille volte, forse sto sbagliando metodo e devo cambiare strada. Inutile perseverare con un metodo che non dà alcun risultato. Si vede che, con me, non funziona! Quindi, anziché “sentirmi un fallito”, posso piuttosto dire a me stesso che QUEL METODO, CON ME, HA FALLITO. E’ ben diverso!

2) Tenendo un diario cognitivo – comportamentale (Vedi il paragrafo sul Diario Psicoalimentare) in cui annotare cibo assunto, in relazione alle emozioni provate in quello specifico momento.

3) Domandandosi sempre, tra una portata e l’altra: sono sazio od ho ancora fame? Potrei fermarmi qui?

4) Imparando ad ascoltare le necessità del proprio corpo, distinguendo la FAME da un’emozione.

5) Fermandosi non appena si avverte il senso di sazietà (di solito, dopo circa 15-20 minuti che stiamo mangiando), evitando di andare inutilmente oltre.

6) Cercando di dedicare al pasto il giusto tempo e scegliendo un contesto rilassante, piacevole, tranquillo.

7) Evitando di mangiare e contemporaneamente distrarsi davanti a tv, smartphone, tablet ecc. che impediscono di concentrarsi sul cibo e di gustarlo appieno.

8) Mangiando molto lentamente, per consentire allo stomaco di avvisare il cervello quando è pieno!

9) Creando un elenco di alternative piacevoli tra cui scegliere quando ci sentiamo colti da “fame” incontrollabile ed improvvisa che, nella maggior parte dei casi, NON E’ FAME!

10) Chiedendo aiuto ad un professionista, se da soli non riusciamo, che vi supporti in questo percorso. Se vi rendete conto che il problema è di natura emotiva, l’esperto che può aiutarvi è lo Psicoterapeuta specializzato nella gestione del comportamento alimentare.

Il “Diario Psicoalimentare” per perdere peso

Tenere un Diario Psicoalimentare, in questo caso, può rappresentare lo strumento più indicato da un punto di vista Psicologico, cognitivo e comportamentale.

Secondo gli esperti, infatti, annotare su un Diario Psicoalimentare cosa si mangia, quando e in associazione a ciò che si prova in quello specifico momento, consente di aumentare la consapevolezza del proprio “stile alimentare”, dell’eventuale presenza di un “mangiare emotivo” (emotional eating) e, quindi, di intervenire per modificare abitudini dannose che, nel tempo, hanno un peso… sul peso!

Attenzione: molti potrebbero pensare che tenere un Diario Psicoalimentare consista nel conteggio delle calorie ingerite o in una semplice annotazione dei cibi e delle bevande introdotti.

…Sbagliato!

Il Diario Psicoalimentare è uno strumento molto più utile e profondo d’indagine di sé per tutti coloro che, ad esempio, mangiano spesso sovrappensiero o colti da fame improvvisa, nervosa, per stress, ansia, noia, senso di vuoto, tristezza e così via.

Il cibo in sé, infatti, non è il solo a giocare un ruolo importante nella perdita o nell’acquisizione di peso in eccesso, ma quel che incide pesantemente sono spesso le circostanze e le motivazioni che ci spingono irrefrenabilmente verso determinati cibi (spesso ricchi di grassi e zuccheri) e comportamenti alimentari scorretti.

Compilare un diario Psico Alimentare

Compilare un Diario Psicoalimentare, seguiti da uno Psicoterapeuta esperto in gestione del comportamento alimentare, costituisce uno degli elementi essenziali dei percorsi di crescita personale e cambiamento dello stile di vita offerti dal nostro studio.

Spesso, è proprio quando iniziamo a compilare il Diario Psicoalimentareche impariamo a conoscere le nostre modalità di comportamento nei confronti del cibo, delle emozioni e, in generale, di noi stessi. Questo ci offre la possibilità di approfondire e, laddove sia necessario, di apportare delle modifiche all’ approccio al cibo, al movimento, al corpo e, soprattutto, alle emozioni in modo più sano e costruttivo!

Ovviamente, il Diario Psicoalimentare può essere eseguito come esercizio cognitivo-comportamentale nell’ambito di una psicoterapia.

Qualsiasi altro diario (ad esempio un diario alimentare, ove registrare cibi e bevande assunte solitamente utilizzato nei percorsi dietetici, seguiti dal medico dietologo, dal biologo nutrizionista o dal dietista) NON E’ UN DIARIO PSICOALIMENTARE. Si tratta, semplicemente, di due strumenti diversi!

Fonte: https://psicoadvisor.com/il-diario-alimentare-per-gestire-la-fame-emotiva-13503.html

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