adescamento

Sono sempre di più i malintenzionati che si nascondono dietro i profili finti, facendo credere di essere qualcun altro, pur di sedurre la vittima e attrarla nella propria rete, al fine di avere conversazioni di natura sessuale in chat e farsi inviare materiale intimo.Casi di adescamento online o grooming sono purtroppo in aumento e, sempre più spesso, bambini e adolescenti rischiano di cadere vittime delle trappole del web, non solo sui social network ma anche nelle chat, su YouTube e  nei giochi online.

Dal grooming allo scambio di foto intime e a sfondo sessuale

Gli adescatori creano finti profili sui social network e sulle app di messaggistica, inserendo foto e informazioni false per rendere il profilo credibile e fingere di essere qualcun altro. Cercano in questo modo di attrarre a sé le giovani vittime e di manipolarle, inviando messaggi e alla ricerca di un contatto sempre più profondo.

Infatti, attraverso attenzioni e lusinghe, cercano di conquistare la fiducia della vittima, fino ad arrivare successivamente a introdurre nelle conversazioni argomenti di natura sessuale o  inviare filmati e foto intimi, senza mostrare il viso, e convincere poi la vittima a fare lo stesso.

Purtroppo il fenomeno del SEXTING, ossia l’invio e la condivisione di immagini o filmati a sfondo sessuale, attraverso l’uso dello smartphone e dei social network, è sempre più diffuso tra i ragazzi che tendono a fidarsi delle persone a cui inviano il materiale intimo e non si rendono conto dei reali pericoli che corrono.

Dai dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza Onlus, raccolti su un campione di 11.500 adolescenti su tutto il territorio nazionale, è emerso che il sexting è una pratica messa in atto abitualmente dal 6% dei preadolescenti dagli 11 ai 13 anni, di cui 7 su 10 sono ragazze; con l’età i numeri salgono, tanto che tra i 14 e i 19 anni parliamo di circa 1 adolescente su 10 che invia materiale intimo e contenuti sessualmente espliciti in rete.

Troppi adolescenti vittime dell’adescamento online

Spesso i ragazzi sono troppo ingenui, credono a ciò che viene mostrato su Internet, si fidano degli altri, senza pensare al fatto che dietro lo schermo si possa nascondere chiunque e che le foto che inviano tramite il web possono finire nelle mani sbagliate.

Gli stessi dati della nostra indagine confermano quanto sia reale il pericolo dell’adescamento online. Più di 6 adolescenti su 10, tra i 14 e i 19 anni, hanno chattato con degli sconosciuti, accettando anche di incontrarsi per un appuntamento dal vivo (45%). Per i più piccoli, tra gli 11 e i 13 anni, la percentuale si abbassa, ma resta comunque molto importante: 4 preadolescenti su 10 hanno chattato con degli sconosciuti e il 32% ha incontrato una persona conosciuta online.

Non senza sorprese: nel 6% dei casi, infatti, i ragazzi hanno trovato un’altra persona rispetto a quella con cui erano convinti di parlare, e nel 2% hanno trovato un adulto al posto del coetaneo con cui pensavano di aver chattato.


Il caso

Una vicenda molto grave riportata dalla cronaca, davvero sconvolgente, è accaduta nel Bergamasco dove una 15enne ha chattato per circa un anno con un uomo più grande di lei, scambiandosi anche via chat messaggi a sfondo erotico e foto intime e, quando ha deciso di incontrarlo di persona, ha scoperto che si trattava di suo padre.

Rimanere incastrati in queste dinamiche, dove c’è stata una violazione degli aspetti più profondi della persona e un’invasione della propria intimità, può portare a non gestire la vergogna e l’umiliazione, ancor più grave se dall’altra parte quelle immagini sono state viste dal proprio genitore.


Come prevenire questi fenomeni?

Spesso le giovani vittime sono in balìa di una profonda insicurezza interiore, del bisogno di creare legami online e di ricevere consensi, che le porta più facilmente ad essere manipolate.

Il problema è che dall’altra parte dello schermo c’è chi è pronto ad approfittarsi di questa vulnerabilità.

Molte volte si tratta di ragazzi soli, che non hanno un dialogo aperto con i genitori e  che rischiano di non saper gestire certe dinamiche pericolose nel web.

Sicuramente bisogna giocare d’anticipo e, consapevoli dei rischi cui possono andare incontro, adottare misure educative efficaci per prevenire fenomeni di questo tipo. È necessario muoversi verso la strada dell’educazione, dell’informazione e della responsabilizzazione dei minori, così che possano riuscire anche da soli a fare le scelte giuste.

Bisogna partire dalla conoscenza e dalla consapevolezza dei rischi presenti in rete ma non solo. Nella prevenzione del fenomeno del grooming, infatti è necessario che gli adulti di riferimento creino un dialogo aperto con i ragazzi, trasmettendo loro il rispetto di sé e del proprio corpo, nella tutela della loro intimità e dei loro spazi privati.