Il ruolo dei genitori nei disturbi alimentari

Condizioni come la depressione o il disturbo bipolare possono spingere un giovane ad usare in maniera sistematica l’alimentazione come premio o punizione. Altri fattori di rischio, che possono sfociare in disturbi alimentari sono derivati  dalla mancanza di una sana autostima, o da delle dinamiche familiari particolari.

Adolescente che non ascolta la madre

L’11% delle ragazze e dei ragazzi in età adolescenziale corre il rischio di sviluppare un disturbo del comportamento alimentare.

Allo stesso modo, lo studio di Mara Selvini, Self-Starvation, evidenzia alcune caratteristiche tipiche delle famiglie con un figlio affetto da anoressia:

  • Problemi di comunicazione, per cui non si ascoltano o ci si rifiuta di comunicare con i figli.
  • I genitori non si assumono alcuna responsabilità e nemmeno il “comando” della situazione.
  • Esistono carenze significative nel rapporto coi genitori.
  • La disillusione e l’infelicità che caratterizzano la relazione tra i genitori vengono percepite anche dai figli che quindi si sentono coinvolti nei problemi di coppia.

Questi studi si sono concentrati sull’anoressia. Tuttavia, le informazioni trattate possono essere applicate ad altri disturbi, come la bulimia. In questo senso, la dinamica familiare e il ruolo dei genitori sono fattori molto importanti in caso di disturbi del comportamento alimentare, ma non sono gli unici.

Perché si sviluppano i disturbi alimentari?

Sarebbe un errore far ricadere sulla famiglia la piena responsabilità dei disturbi alimentari dei figli. Anche se la dinamica familiare e il ruolo dei genitori contano molto, è altrettanto vero che alcuni ragazzi possono sviluppare disturbi del comportamento alimentare pur vivendo in una famiglia che non presenta le caratteristiche menzionate.

Un altro fattore di rischio molto comune, infatti, è la mancanza di una sana autostima. C’è di più, una scarsa autostima, soprattutto se legata all’immagine fisica e corporea che i giovani hanno di sé, può essere il fattore più importante nello sviluppo di un disturbo alimentare.

Da quando cercare la perfezione comporta tanta sofferenza?

Condizioni come la depressione o il disturbo bipolare possono spingere un giovane a usare in maniera sistematica l’alimentazione come premio o punizione e a seguire una dieta pericolosa per il fisico, che vede l’alternarsi di periodi di grandi abbuffate a periodi di forti restrizioni.

Adolescente isolato

Il ruolo dei genitori nei disturbi alimentari può rivelarsi molto difficile, in quanto i giovani tendono a chiudersi in se stessi, a non comunicare e a non intendere ragioni. Tuttavia, rimproverarli, punirli o non mostrare comprensione peggiora solo la situazione. Per questo motivo, è fondamentale capire come agire.

Il sostegno dei genitori in caso di disturbo dell’alimentazione

Il sostegno dei genitori è fondamentale per i figli che soffrono di disturbi alimentari, ma possono rivelarsi anche il peso che li fa affondare se non agiscono nel modo più giusto. Hanno più possibilità di aiutare i figli perché li conoscono meglio, sono le persone più vicine che si accorgono di eventuali cambiamenti, in questo caso nell’ambito dell’alimentazione. A ogni modo, in caso di dubbio, conviene sempre rivolgersi a uno specialista.

Una volta valutata la situazione e stabilita la diagnosi, in caso di disturbo del comportamento alimentare i sentimenti di frustrazione e impotenza sono del tutto normali. I genitori potrebbero non vedere i progressi, giudicarli troppo lenti o addirittura notare dei peggioramenti. Possono anche colpevolizzare i figli, senza capire che sono proprio loro a vivere il momento peggiore.

Non è raro che i genitori debbano sopportare rifiuti o arroganza continua, infatti spesso i figli non capiscono che le misure preventive vengono adottate per il loro bene. Ecco perché è importante non solo rivolgersi a un professionista, ma anche parlare e spiegare ogni cosa ai figli, evitando di cadere nella tentazione di trattarli come bambini quando invece non lo sono.

Il ruolo dei genitori nei disturbi alimentari

È molto importante che i genitori siano uniti, che esprimano le loro emozioni e si sostengano a vicenda. Inoltre, devono seguire le regole stabilite dallo specialista o rivolgersi a qualcun altro se il professionista scelto non ispira loro fiducia. In ogni caso, è sbagliato pensare di farcela da soli, infatti nella maggior parte dei casi i genitori non dispongono delle informazioni o delle risorse necessarie per aiutare i figli in totale autonomia, pur avendo tanta buona volontà e speranza.

Un’altra regola importante per i genitori che devono aiutare un figlio con un disturbo alimentare è di non metterlo al centro della loro vita. Il problema in sé è importante, certo, ma il figlio lo è di più. Stiamo parlando di persone con sogni, speranze, sentimenti. Non minimizzare il “resto della vita” è spesso l’impulso giusto per uscire da una situazione del genere.

L’atteggiamento contrario è comunque sconsigliato, non bisogna sottovalutare il problema. Quando il ragazzo non segue le regole stabilite, è bene aprire un dialogo e chiuderlo, affinché la situazione non si ripeta. Se necessario, l’interazione con il figlio deve essere di tipo correttivo, ma deve anche motivarlo. Gli obiettivi sono due: che il figlio si impegni a seguire le regole e che trovi nel dialogo con i genitori la motivazione sufficiente per riuscirci. Che il figlio si arrenda non è un’opzione.

Il ruolo dei genitori nella vita dei figli con un disturbo alimentare è estremamente importanza. I genitori sono la pietra angolare del futuro dei ragazzi, perciò devono ritenersi obbligati a chiedere aiuto se i figli ne hanno bisogno, per quando complicata possa essere la sfida che si trovano ad affrontare.

In primo luogo per valutare la situazione e, se i sospetti trovano conferma, per stabilire le strategie di intervento. Superare una situazione difficile, anche con l’aiuto di un professionista, richiede pazienza e intelligenza, ma anche amore e forza di volontà. Detto questo, vogliamo fare i nostri migliori auguri a tutte quelle persone che stanno attraversando un momento difficile della loro vita, come quello di cui vi abbiamo parlato.

Fonte: https://lamenteemeravigliosa.it/il-ruolo-dei-genitori-nei-disturbi-alimentari/

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