I ragazzi preferiscono WhatsApp alla comunicazione dal vivo. A cosa fare attenzione?

Per gli adolescenti scrivere su WhatsApp significa parlare con una persona: si sta perdendo il piacere di raccontare a voce e, di conseguenza, rischiano di venire meno capacità come l’ascolto, l’empatia e il senso di comunità.cellulare comunicare


Le modalità comunicative dei bambini e degli adolescenti hanno indubbiamente subìto delle profonde trasformazioni: tutto è digitalizzato e lo smartphone è diventato come una protesi della propria identità e parte integrante della propria vita.

La maggior parte delle loro comunicazioni, infatti, avviene ormai attraverso le chat di messaggistica istantanea, tra cui un ruolo primario spetta sicuramente a WhatsApp: l’invio di emoticon (le famose faccine) o la registrazione di note audio sostituiscono la comunicazione verbale, anche perché si ha la sensazione di risparmiare tempo e di poter dire molte più cose senza dover attendere i turni di una comunicazione faccia a faccia.

Ora anche la pubblicazione degli stati su Whatsapp o delle storie su Instagram, è diventata una modalità di condividere con gli altri appunto il proprio stato, ossia cosa si sta facendo in quel momento o come ci si sente.


“Dietro ad uno schermo è più facile dire certe cose, perché non guardi negli occhi la persona”


I ragazzi prediligono sempre di più la comunicazione fatta tramite gli schermi, piuttosto che faccia a faccia, aspetto che è emerso anche da un recente studio

I ricercatori hanno raccolto la testimonianza di ragazzi dai 13 ai 17 anni ed è emerso un dato che deve far riflettere: la percentuale di adolescenti che preferiscono comunicare con i loro amici “di persona” è scesa dal 2012 ad oggi dal 49% al 32%.

Quali sono le conseguenze? Cosa possono fare gli adulti?

Per gli adolescenti scrivere su WhatsApp significa parlare con una persona: si sta perdendo il piacere di raccontare a voce e, di conseguenza, rischiano di venire meno capacità come l’ascolto, l’empatia e il senso di comunità.

Ormai, iniziano sin da piccolissimi a digitare i tasti di smartphone e tablet, a comunicare e a condividere esperienze attraverso uno schermo, senza contare che troppo spesso, anche in famiglia, si finisce col parlarsi molto più tramite il gruppo whatsapp, inviando un file audio o scrivendo un messaggio, piuttosto che dal vivo.

È necessario che gli adulti non perdano di vista l’importanza dell’interazione faccia a faccia: quando si parla con i figli bisogna guardarli negli occhi.

Non si tratta di demonizzare la tecnologia, anzi, se utilizzata correttamente, può offrirci tutta una serie di vantaggi ma è fondamentale mantenere un equilibrio tra le attività digitali e quelle di interazione sociale, per non sostituire la comunicazione faccia a faccia con quella tecno-mediata.

Fonte: https://www.adolescienza.it/sos/sos-genitori-adolescenti/i-ragazzi-preferiscono-whatsapp-alla-comunicazione-dal-vivo-a-cosa-fare-attenzione/

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