Tecniche di contro-manipolazione emotiva

Chiunque può vestire i panni del manipolatore. Anche una mamma che fa leva sui sensi di colpa della figlia per avere un tornaconto attua una tecnica di manipolazione

tecniche di contro manipolazione

E’ inquietante da pensare ma… siamo stati tutti vittime almeno una volta nella vita di manipolazione emotiva.

Il fatto ancora più inquietante è che ci sono persone che ogni giorno e da anni, sono vittime da parte di manipolatori che usano tecniche collaudate affinate con il tempo e l’esperienza.

Chi è il manipolatore? Non necessariamente dobbiamo associare la manipolazione emotiva con il disturbo narcisistico, antisociale, istrionico o borderline, chiunque può vestire i panni del manipolatore. Anche una mamma che fa leva sui sensi di colpa della figlia per avere un tornaconto sta attuando una tecnica di manipolazione. Ecco, il manipolatore può essere un fratello, un amico fidato o una mamma tanto amata, non si parla solo di rapporti di coppia.

La manipolazione emotiva nelle relazioni: una questione di potere, aspettative e controllo

Una rapporto, che sia di coppia, di amicizia o genitore-figlio, dovrebbe essere basato sul rispetto reciproco, sullo scambio e sulla fiducia.

Il problema è che a volte, un componente di questa relazione assume dei comportamenti di abuso emotivo che cronicizzandosi nel tempo danno vita a conseguenze nefaste: preoccupazioni, ansia generalizzata, paura dell’abbandono, sensi di colpa, sensazione di inadeguatezza, bassa autostima… Già, tutto questo può causarlo una singola relazione sbagliata.

Nessun manipolatore ammetterà mai di essere la causa di questi disturbi anzi consiglierà a chi ne è affetto di farsi curare senza mettersi mai in discussione. L’unico modo per difendersi dagli attacchi di un manipolatore emotivo consiste nel mantenere le distanze o contro manipolare.

Lo stesso rapporto genitore-figlio spesso verte sulla manipolazione e sul ricatto emotivo perché il nostro modello educativo è basato sull’autorità genitoriale e vede il ruolo del figlio subordinato. Quando i rapporti familiari sono tossici non vi è una chiara evoluzione e si tendono a mantenere equilibri insani; in questo modo, anche da adulto, il figlio sarà visto dal genitore sempre come “subordinato”. E’ davvero triste vedere un figlio che non si è sentito amato dove può arrivare per riscattare quell’amore. E’ pazzesco osservare i meccanismi disfunzionali che si possono innescare in una famiglia ed è ancora più terrificante vedere dove possono arrivare alcune coppie che si fanno del male reciproco in nome dell’amore.

Purtroppo, talvolta la manipolazione è giustificata o addirittura non è riconosciuta. Viviamo in un periodo critico dove, solo oggi si inizia a fare luce sulle dinamiche di coppia e su quella che è l’autonomia personale e la manipolazione emotiva.

In questa prospettiva ti invito a leggere il mio articolo intitolato “Il confine invalicabile tra «prendersi cura»«controllare»“, noterai che molte delle relazioni che porti avanti non sono basate sull’amore incondizionato bensì sulle aspettative, sul potere e sul controllo.

Una rapporto a due dovrebbe nascere e consolidarsi senza pretese rigide, senza schemi ricorrenti e soprattutto fondarsi sui pilastri dell’accettazione e del rispetto.

Tecniche di contro-manipolazione emotiva: la tecnica della nebbia

Secondo la psicoterapeuta francese Isabelle Nazare-Aga, se non è possibile prendere le distanze dal proprio manipolatore emotivo, è possibile attuare una tattica di contro manipolazione che l’autrice definisce “tecnica della nebbia“.

La tecnica della nebbia consiste nell’usare una comunicazione aleatoria, vaga e quasi imprecisa, così da non impegnarsi affatto nello scambio verbale con il manipolatore.

Lo scopo è quello di disorientare il manipolatore che non ottenendo più il suo nutrimento (il suo tornaconto parte dalla sensazione di potere che avverte in ogni scambio, che avverte ogni qual volta che innesca in te sentimenti di rabbia o sconforto) sarà portato a mollare la presa o allontanarsi.

La tecnica di contro manipolazione ha lo scopo di creare distanza nel legame senza però mandare segnali troppo diretti.

La tattica della nebbia verte su una comunicazione superficiale dove la vittima si tutela rispondendo a ogni domanda in modo disincantato, come se si fosse indifferente ai contenuti espressi dal manipolatore il quale di conseguenza non si sentirà più importante e perderà la sensazione di potere che in genere è alimentata dalla vittima.

La contro manipolazione emotiva può essere quindi descritta come una comunicazione unidirezionale dove il manipolatore manda messaggi/provocazioni/critiche/accuse e la vittima risponde senza aggressività e veemenza, facendosi scivolare addosso ogni tentativo manipolatorio, ogni accusa o parola.

In questo modo, l’interlocutore (la vittima) non incasserà i colpi ma metterà in atto una resistenza passiva atta a portare un allontanamento spontaneo del manipolatore.

Molto spesso le vittime della manipolazione emotiva tendono a iniziare un braccio di ferro con il manipolatore: niente di più sbagliato! Gli scontri, le sfide, le competizioni, i botta-e-risposta, sono tutte dinamiche che alimentano la brama del manipolatore. Se un braccio di ferro istiga, la tecnica della nebbia disinnesca in modo sottile e intelligente.

La tecnica della nebbia è più facile da descrivere che da attuare. Nel dialogo con il manipolatore (quando questo ricopre il ruolo di una madre o di un ex marito con il quale si condividono dei figli) vi è un forte carico emotivo. L’interlocutore dovrà imparare a pesare bene ogni parola e a dosare le informazioni elargite.

La comunicazione con il manipolatore, quando l’interlocutore non ha controllo e consapevolezza, non è altro che un percorso labirintico dove è il manipolatore a seminare confusione e incertezze. Ecco, il compito della vittima è rovesciare questo scenario e farlo in punta di piedi, senza farsi cogliere con le mani nel sacco.

Per attuare la tecnica della nebbia con successo, ti consiglio di:

  • Dai al manipolatore meno informazioni possibili sulla tua vita impiegando una comunicazione vaga.
    Ecco un esempio pratico.
    Manipolatore: “come è andato il colloquio di lavoro/l’appuntamento?”
    Vittima: “non lo so, non mi va di pronunciarmi… questa volta voglio essere scaramantica”.
  • Mitiga le tue reazioni. I manipolatori sono famosi per condire storie o inventare fatti di punto in bianco. Se ti da una notizia clamorosa, mitiga le tue reazioni al riguardo e verifica sempre i fatti senza partire in quarta. Ecco un esempio pratico.
    Manipolatore: “lo sai che Sara ha un amante?” oppure “I professori hanno criticato l’educazione di tuo figlio”
    Vittima: “Che strano, non l’avrei mai detto”.
  • Non lusingarti troppo se inizia a farti complimenti o fa manifestazioni di amore improvvise, il love bombing è una tecnica di manipolazione emotiva molto efficace e molto pericolosa. Lusinghe, complimenti e quegli atteggiamenti che ti fanno sentire importante, possono solo significare che il manipolatore vuole stringere la presa su di te. Per tutte le informazioni ti invito a leggere il mio articolo sul Love bombing del manipolatore emotivo.
  • Controlla le tue emozioni e fai attenzione al tono di voce che usi, così come agli sguardi o alla mimica.
  • Minimizza le sue accuse senza offenderti. Questo è difficile da fare. Se il manipolatore ti accusa di essere stata infedele, superficiale, stupida… fai finta di stupirti per la sua reazione e minimizza il tuo comportamento oggetto di critica troncando presto l’argomento.
  • Se sei messa alle strette, ti suggeriscono di adottare un sano e tutelante “no contact”. Il no contact crea distanze in modo meno indiscreto ma ti consente di ricreare e riorganizzare la tua vita basandoti su ciò che è davvero importante per il tuo benessere. Tutte le riflessioni da fare e spiegazioni su come abbracciare questa tecnica di auto-difesa, te le ho spiegate nell’articolo intitolato “Il «No Contact» per proteggerti da chi dice di amarti“.
  • Se ti fa una domanda vaga, mostrati confusa e chiedi al manipolatore di chiarire bene cosa intende.

Se vuoi tenere testa a un manipolatore emotivo, oltre alla tecnica delle nebbia c’è un’altra cosa che puoi fare: lavorare sulla tua autostima e sul tuo nucleo operativo interno. In pratica riconoscere il tuo valore e lavorare per individuare quelli che sono i tuoi obiettivi e i tuoi bisogni.

Chi diventa preda di un manipolatore emotivo, in genere, ha bisogno di ricevere l’approvazione altrui per le proprie scelte oppure si ritrova a brancolare senza dare spazio e voce a quelli che sono i propri reali bisogno.

Non voglio generalizzare ma… è vero, spesso le vittime  dei manipolatori sono le persone che non hanno molta fiducia in sé e si adeguano sempre alle condizioni imposte dall’altro senza rispettare ne’ validare i propri bisogni… anzi, aspettando che miracolosamente arrivi qualcuno a riconoscerli e magari soddisfarli. Purtroppo ti dico che se non ti scorci le maniche, nessuno arriverà a soddisfare i tuoi bisogni e a curare le tue ferite più profonde. Nell’impegnarti nella tecnica di contro-manipolazione emotiva, ricorda sempre che volersi bene è un pilastro fondamentale per muoversi in modo funzionale tra una relazione e l’altra e all’interno della vita stessa.

 

 

Fonte: http://psicoadvisor.com/tecniche-di-contro-manipolazione-emotiva-11345.html

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close