adolescenti e vdeogiochi

Negli ultimi anni, sono sempre più numerosi i bambini e i ragazzi che si appassionano ai videogiochi e che vengono calamitati dagli schermi, trascorrendo molte ore della loro giornata o settimana a giocare in rete. Non solo incontri, squadra e giocate insieme, ma veri e propri scontri, una competitività che diventa in tanti casi prevaricazione e violenza, tante volte gratuita, mascherata dalla foga del gioco. Ormai la maggior parte di loro, sin dalla prima adolescenza, utilizza quasi esclusivamente i giochi online, anche se tanti sono vietati ai minori di 18 anni per via dei contenuti violenti e autorizzati dai genitori stessi. Il gioco online significa che si svolge in rete, ci si interfaccia con altri giocatori, anche persone sconosciute che si trovano anche in altre parti del mondo.

Uno degli aspetti che attrae maggiormente i ragazzi, soprattutto i maschi, è proprio il fatto di poter giocare con gli altri e che, durante il gioco, si possa chattare e parlare con loro a distanza con tanto di cuffie e microfono.

Tra le diverse forme di gioco online, sono molto diffusi i giochi di ruolo in cui si crea un proprio personaggio, i giochi sportivi, per lo più di calcio, e i giochi di strategia, che si svolgono tutti in tempo reale.

La difficoltà dei ragazzi a regolare le emozioni

Il gioco online stimola i sensi e sollecita da un punto di vista emotivo e psicologico, tanto che molti ragazzi ci raccontano della difficoltà che sperimentano spesso nella gestione delle emozioni, soprattutto della rabbia.


“Non riuscivamo a vincere…mi sono così arrabbiato che ho lanciato il joystick contro la tv e ho rotto lo schermo”, “Mentre facevo una partita, ho perso il controllo, ho insultato tutti”, “Ho dato un pugno sulla consolle”, “Ho detto un sacco di parolacce agli altri, tanto chi li conosce!”


Come rilevano le indagini dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, gli adolescenti giocano per vincere, per scaricare le tensioni, per noia, per sfidarsi e per sfidare gli altri. Nel gioco online, però, poiché si utilizza la modalità multiplayer che permette di giocare contemporaneamente e interagire con gli altri utenti, i ragazzi non si confrontano più solo con un computer ma con persone reali, con le quali devono riuscire a cooperare per raggiungere un obiettivo, condividere una missione e competere. Tutto questo, ovviamente, non è sempre facile da gestire.

Si può sperimentare maggiormente il bisogno di dimostrare la propria bravura come giocatori, dare un’immagine di sé forte e gestire dal punto di vista emotivo la sfida o comunque l’eventuale perdita.

La competitività nel gioco in rete: come si manifesta? 

Sono spesso molto competitivi, si infervorano e si arrabbiano quando non riescono a raggiungere il traguardo voluto, a volte litigano, quando la competitività è troppo elevata o quando si vive il gioco in maniera troppo realistica, come se fosse quell’aspetto a dimostrare il reale valore di una persona. In questi casi, non riescono a controllare le emozioni, a tollerare le frustrazioni e scaricano la rabbia in maniera disfunzionale.

Molte volte, si oltrepassano i limiti e la competitività si trasforma anche in prevaricazione che sfocia in reazioni aggressive, insulti, prese in giro e attacchi per cui si vuole vincere per forza e non si rispettano gli altri, tanto che il gioco online può anche essere terreno fertile per episodi di cyberbullismo.

I genitori dovrebbero sempre verificare l’adeguatezza dei videogiochi utilizzati dai figli, vedere di cosa si tratta, monitorarli mentre giocano per capire che tipo di approccio hanno al gioco stesso, se sono aggressivi o remissivi, e se ci possono essere eventuali problemi di dipendenza per i quali è necessario intervenire.