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Bambini oppositivi che sfidano i genitori: come reagire alle provocazioni?


Sfidano gli adulti, non sopportano un “no” alle loro richieste, urlano, pretendono di ottenere quello che vogliono, diventano aggressivi. Sono bambini, e in seguito adolescenti, che mettono in grande difficoltà non solo i genitori, ma anche insegnanti e coetanei, a causa della fatica ad entrare in relazione con loro, contenere e gestire le rabbie e le modalità oppositive e aggressive che manifestano.Che si tratti di regole relative agli orari (dei pasti, del gioco, dell’addormentamento), ai compiti e all’organizzazione dello studio a casa o ancora al tempo da dedicare a tablet, tv o videogiochi,  il risultato sembra essere sempre lo stesso: i genitori sperimentano una grande difficoltà a contenere e gestire le reazioni dei bambini, saltano limiti e confini, non si riesce a far rispettare le regole, ci si sente sempre sotto accusa o sfidati dai propri figli. In alcune situazioni, l’atteggiamento degli adulti (anche perché stremati dalle continue lotte) diviene, però, eccessivamente permissivo e si perdono regole e limiti da seguire.

Con la crescita, e soprattutto in adolescenza, si può innescare un vero e proprio braccio di ferro, i comportamenti oppositivi e provocatori diventano sempre più estenuanti, salta il dialogo con i genitori e i ragazzi diventano sempre più irascibili e irritabili.  Il conflitto tende ad allargarsi e manifestarsi in modo più ampio verso le regole, le istituzioni (in primis la scuola), gli adulti, l’autorità in generale.

 

Quali sono i segnali e a cosa prestare attenzione?

Bambini autoritari e oppositivi possono manifestare, con maggiore frequenza, umore irritabile e scoppi d’ira o rabbia inappropriati rispetto al contesto, atteggiamento di sfida e opposizione verso le figure adulte di riferimento (genitori, insegnanti, allenatori sportivi), diventando polemici e rifiutando di seguire o rispettare anche le più semplici regole o richieste. Un’altra caratteristica che sembra emergere con maggiore frequenza è la tendenza a mettere in atto veri e propri comportamenti di vendetta in seguito a torti subiti da parte degli altri o litigi.

Alcune di queste modalità di opposizione possono presentarsi anche fisiologicamente nel corso dello sviluppo e rappresentano delle fasi di transizione che, anche se con maggiore fatica, vengono contenute e superate. È importante, invece, cogliere un campanello d’allarme se questi comportamenti diventano costanti e frequenti nel tempo, se si verificano in più contesti di vita del bambino (a scuola, a casa, al parco o durante lo sport) e rischiano di compromettere le relazioni con adulti e coetanei.

Come reagire?

Questi comportamenti influenzano le dinamiche e il clima familiare, generando tensione, frustrazione o impotenza nei genitori, che non riescono a trovare una modalità per gestire le opposizioni e finiscono spesso per sottomettersi, cercando di evitare ulteriori conflitti. Cosa possono fare, allora, i genitori?

– Stabilire limiti e regole chiari. I bambini, anche quando tendono a mettere in discussione il genitore, hanno bisogno di un confine che li aiuti a dare un senso alla loro esperienza, a regolare il loro comportamento, sentirsi più sicuri. Poche regole ma chiare, semplici e condivise sin dall’infanzia da entrambi i genitori; è importante, infatti, che il bambino senta una coerenza nell’atteggiamento della mamma e del papà rispetto a regole e divieti.

– Cercare sempre le risorse. Talvolta si può avere la sensazione che tutto sia diventato una lotta, anche i momenti di gioco e condivisione. È fondamentale continuare a valorizzare risorse e momenti piacevoli, evitando di concentrarsi solo sugli aspetti problematici, senza assecondare ogni richiesta per paura di non saper gestire i movimenti aggressivi o perché ci si sente in colpa per non essere riusciti a contenere alcuni comportamenti.

– Valorizzare è meglio che punire. Quando ci si relaziona con un bambino oppositivo c’è il rischio di innescare un circolo vizioso: l’adulto dà delle regole (a casa, a scuola, nello sport) che fatica a rispettare, viene etichettato come cattivo, si comporta male e arriva la punizione. Questi bambini ricevono spesso giudizi negativi, in virtù del loro comportamento e delle difficoltà che muovono nell’adulto. Può essere molto importante valorizzare le loro risorse e capacità, comprendere le difficoltà che sperimentano in alcune situazioni, contenere le emozioni contrastanti che sperimentano e aiutarli a trovare delle modalità alternative per gestire le emozioni.

Le nostre richieste devono essere il più possibile adeguate all’età dei bambini. Più i bambini sono piccoli, meno sanno cosa si può o non si può fare per cui è importante offrire con pazienza e costanza un’alternativa concreta (questo non lo puoi fare, ma questo sì). Accettiamo anche che il bambino provi un po’ di frustrazione e la sperimenti prima di tutto all’interno della famiglia, dove è sempre al sicuro. Imparerà così a gestirla e questa capacità di controllo sarà una risorsa anche all’esterno.

Fonte: http://www.adolescienza.it/aggressivita-devianza/bambini-oppositivi-che-sfidano-i-genitori-come-reagire-alle-provocazioni/