COME IL SILENZIO TRA DUE CUORI…ALLONTANA LE COPPIE

GENNAIO 14, 2026

Non è il litigio a fare più paura in una relazione…. È il silenzio. Quel silenzio in cui non ci si scontra più, ma nemmeno ci si incontra.

Si parla di “cose” pratiche, si organizzano le giornate, si condivide lo spazio….ma non più il mondo  emotivo. 

Molte coppie arrivano in terapia dicendo: “Non litighiamo quasi mai”.

Eppure, dietro quella calma apparente, c’è spesso una distanza che fa molto più rumore delle parole.

COS’È IL SILENZIO EMOTIVO

A differenza di un silenzio temporaneo o rilassante, il silenzio emotivo è un fenomeno attivo e doloroso.

Il silenzio emotivo non è assenza di comunicazione, perché non nasce dalla mancanza di parole, ma dalla paura di dire, dalla difficoltà di essere vulnerabili o dalla convinzione che l’altro non capirà o non risponderà, in quanto c’è assenza di contatto emotivo.

Non riguarda quanto si parla, ma di cosa non si parla più, rispetto a:

            •           bisogni

            •           paure

            •           frustrazioni

            •           desideri

            •           vulnerabilità

È una forma di ritiro emotivo, spesso inconsapevole, che nasce come difesa, come ce lo spiega la psicologia relazionale. È uno stato in cui il dialogo interiore e quello con il partner vengono sospesi: il cuore tace, pur essendo turbato. Smettere di comunicare sentimenti diventa un modo per evitare conflitti, rifiuti o ferite, ma finisce per creare solitudine anche in presenza dell’altro

“Il silenzio è una strategia di protezione, non di disinteresse.”

ESEMPI CLINICI PRATICI

  1. Il caso di Sara e Giovanni “Meglio stare zitti che litigare

Sara e Giovanni stanno insieme da 8 anni. Dicono di andare d’accordo, ma Sara si sente sola. Giovanni evita le conversazioni “pesanti”.

            •           Ogni tentativo di confronto viene rimandato

            •           Le emozioni vengono minimizzate

            •           Nessuno alza la voce, ma nessuno si sente visto

Cosa accade a questa coppia? Evitamento del conflitto → accumulo di distanza → risentimento silenzioso.

  • Il caso di  Marco  e Maria “Il silenzio dopo i tentativi falliti di chiarirci”

Marco e Maria stanno insieme da 15 anni. Marco ha provato più volte a spiegare cosa lo ferisce.

Si è sentito giudicato, frainteso, non accolto, ad un certo punto ha smesso di parlare.

Diceva “Tanto non cambia niente.” 

Qui il silenzio non è indifferenza, ma resa emotiva.

PERCHÉ IL SILENZIO FA COSÌ MALE ALLA COPPIA

            •           Impedisce la riparazione emotiva

            •           Trasforma piccoli problemi in distanze strutturali

            •           Fa sentire l’altro non importante

            •           Alimenta fantasie, interpretazioni, insicurezze

Il silenzio non risolve il conflitto.  Lo congela.

Come ci insegna John Gottman, psicologo delle relazioni: “Il ritiro emotivo è uno dei più forti predittori di separazione.”

CONSIGLI PRATICI ed UTILI

  • Riconoscere il silenzio come problema, non come normalità.
  • Creare spazi sicuri per l’ascolto reciproco, dove ciascuno può parlare senza giudizio.
  • Usare domande aperte (es. “Come ti sei sentito/a oggi rispetto a…”).
  • Allenare l’espressione delle emozioni gradualmente, partendo da piccoli sentimenti quotidiani.
  • Cercare supporto psicologico se il silenzio è radicato e difficile da rompere da soli.

CONCLUSIONE

Il contrario dell’amore non è l’odio, è l’indifferenza.” Elie Wiesel

Il silenzio emotivo è spesso scambiato per pace e non nasce perché l’amore finisce. In realtà, è una tregua apparente che nasconde bisogni inascoltati, paure non dette, ferite rimaste aperte. Non nasce all’improvviso, ma si costruisce lentamente, ogni volta che scegliamo di non dire per paura di perdere, di ferire o di essere fraintesi.

Quando non possiamo più dire ciò che sentiamo, iniziamo a sentirci soli anche in presenza dell’altro.” Carl Jung

In molte coppie il silenzio diventa una forma di adattamento: si smette di chiedere per non deludere, di esprimere per non creare tensioni, di sentire per non soffrire. Ma una relazione può sopravvivere all’assenza di parole, non all’assenza di presenza emotiva.

Non tutte le coppie che tacciono sono destinate a perdersi, ma tutte quelle che si ritrovano hanno fatto una scelta comune: interrompere il silenzio prima che diventasse distanza definitiva. Perché l’amore non chiede relazioni perfette, ma relazioni vive, in cui le emozioni possano ancora trovare voce. E forse, alla fine, la domanda più importante non è “Perché non parliamo più?”ma “Cosa stiamo proteggendo, continuando a tacere?”

Ritrovare il dialogo non significa parlare di più, ma parlare in modo più autentico. Significa accettare il rischio di mostrarsi vulnerabili, imperfetti, a volte scomodi. È proprio in quello spazio fragile che l’incontro può tornare a esistere.

Lascia un commento

search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close