Morfopsicologia : che cos’è e a cosa serve


La morfopsicologia è lo studio delle manifestazioni del carattere e del temperamento attraverso i tratti del volto. In pratica, una bocca larga o una fronte stretta possono svelarci aspetti del carattere di una persona. «Osservare il nostro volto, imparare a leggerne i tratti, comprendere la stretta relazione che questi hanno con la nostra personalità e col tempo che scorre, è il contributo della morfopsicologia verso la conoscenza di noi stessi»

La fisiognomica è un’altra cosa

Da sempre si è cercato di leggere il viso di una persona. Varie dottrine nei secoli hanno cercato di spiegare chi fossimo da come appariva la nostra faccia. Ciò ha portato anche a delle estremizzazioni, tipo Cesare Lombroso che nell’800 collegava i comportamenti criminali di certe persone a dei loro tratti somatici. La morfopsicologia è stata teorizzata nel 1937, da Louis Corman, noto psichiatra infantile dell’ospedale di Lione, che sperimentò le sue teorie per anni prima di fondare la sua scuola in Francia. Questa disciplina, quindi, è nata sotto l’influsso delle rivoluzionarie teorie psicologiche del 900 e della psicoanalisi. «È importante tenere presente che il nostro volto è in continua trasformazione, come lo sono gli aspetti caratteriali che ci contraddistinguono» spiega Silvana Giro. «Da ciò si evince che la differenza sostanziale tra la morfopsicologia e la fisiognomica è un approccio dinamico allo studio delle forme, invece che statico e analitico, come nella fisiognomica» continua l’esperta.

Non serve a giudicare ma a conoscere

Per esempio, la dimensione e la forma di un naso per Lombroso aveva un valore in termini assoluti, a prescindere dall’età e dalla struttura del volto. Per la morfopsicologia, invece, ogni singolo elemento che compone una faccia assume un significato in relazione alle altre componenti del viso e alla sua struttura. Inoltre, la morfopsicologia non vuole assolutamente giudicare nessuno, non è uno strumento di valutazione della personalità, ma una strada per conoscersi meglio.

Il viso viene letto per “piani”

Come si fa a leggere un volto? E sopratutto come si interpreta? «Prima di tutto analizziamo quelli che in morfopsicologia vengono definiti “piani”, ossia il piano cerebrale, affettivo e istintivo» spiega Igor De Marchi docente di morfopsicologia. «Successivamente, all’interno degli stessi, si analizzano i “recettori”, ovvero gli organi di senso che ci mettono in contatto con il mondo esterno. I “recettori” principali sono occhi, naso e bocca» continua l’esperto. In pratica, è come se nel nostro viso fossero scritte le nostre attitudini: intellettive, affettive e istintive. All’interno di ognuna di essere si valutano poi le potenzialità e le carenze.

Ho la bocca grande significa che…

«La morfopsicologia è lo studio delle forme del viso in relazione tra loro. Quindi non è possibile analizzare semplicemente un singolo elemento (come per esempio la bocca) se non in relazione con l’intero volto» spiega Silvana Giro. Per capire meglio, però, come funziona questa tecnica pensiamo al volto del famoso pittore Vincent Van GoghL’insieme delle forme del suo volto suggerisce una forte passionalità orientata a raggiungere, con determinazione, le proprie visioni artistiche. Quindi, i suoi tratti ci suggeriscono immaginazione, introspezione, intuito (piano cerebrale con i suoi recettori, gli occhi), selettività e introversione nelle relazioni (piano affettivo con il suo recettore, il naso), finezza nella manualità, ma anche tendenza allo scoramento (piano istintivo con il suo recettore, la bocca).

Oggi è usata anche nella selezione del personale

La morfopsuicologia fu teorizzata dal dottor Louis Corman in un testo che ancora oggi resta uno dei capisaldi della disciplina: “Viso e carattere. Iniziazione alla morfopsicologia”.  In Francia è molto diffusa, anche grazie alla Sociètè Française de Morphopsychologie. Ma negli anni questa  ha avuto sempre più seguito anche in altri Paesi, compresa l’Italia. Oggi viene utilizzata spesso da chi ha a che fare per vari motivi con le persone. Grazie alla conoscenza di questa materia, infatti, è possibile individuare facilmente potenzialità e “fragilità” di una persona. Per questo la morfopsicologia è utilizzata da chi si occupa di casting o di “human resource”, in particolare da chi fa talent scouting o formazione del personale. Inoltre, può essere utile anche in ambienti didattici, nel marketing o nel coaching.

Si può imparare a leggere da soli il proprio volto… e quello degli altri

Non basta mettersi davanti a uno specchio. Ma certamente è possibile e anzi consigliato, analizzare il proprio volto. Già da una semplice osservazione si possono scoprire tratti o aspetti a cui non si era mai fatto caso. Per imparare però una lettura secondo i criteri della morfopsicologia, però, è consigliabile frequentare corsi per studiare questa disciplina. «Dalla nostra esperienza un percorso triennale è l’ideale. In ogni caso, l’impegno formativo dipende dall’obbiettivo che si intende raggiungere. Una prima formazione esplorativa potrebbe impegnare una ventina di ore. Per una preparazione più completa, invece, servono almeno cento ore. Perché oltre alla teoria serve fare anche mota pratica»

fonte https://www.iodonna.it/benessere/salute-e-psicologia/2024/03/27/morfopsicologia-che-cose-e-perche-e-utile-per-conoscersi-meglio/

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