Naturalezza. Condivisione. Capacità. Collaborazione. Supporto. Sono questi i principi fondamentale dell’auto/mutuo aiuto. Un metodo sempre più utilizzato nei servizi sociali e sanitari pubblici o di terzo settore.

Come indica l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’auto/mutuo aiuto costituisce uno strumento di provata efficacia per promuovere e proteggere la salute dei cittadini. I servizi sociali e sanitari pubblici o di Terzo settore che si occupano a vario titolo di assistenza alle persone in difficoltà hanno un ruolo importante nell’attivazione dei gruppi, che sono formati da persone che condividono un problema o una condizione e si uniscono per un supporto reciproco e per trovare nuovi modi di affrontare le difficoltà di vita.
Ecco, dal libro Attivare e facilitare i gruppi di auto/mutuo aiuto (Erickson, 2013) di Valentina Calcaterra i 5 punti fondamentali dell’auto/mutuo aiuto.
1. Naturalezza. Il mutuo aiuto sembra essere una naturale e fondamentale competenza umana che garantisce la sopravvivenza e il superamento delle situazioni di difficoltà.
2. Condivisione. Quando ci si confronta con un’altra persona che ha vissuto o sta vivendo un’esperienza simile è più facile sentirsi compresi, meno soli e quindi non scoraggiarsi.
3. Capacità. Aiutare qualcun altro aiuta a sentirsi in grado di fare qualcosa di buono, a valorizzare le proprie capacità.
4. Collaborazione. Promuovere un gruppo significa riconoscere la potenzialità della collaborazione e dell’aiuto reciproco fra le persone.
5. Supporto. Partecipare ad un gruppo di auto/mutuo aiuto permette di sentirsi supportati e di supportare qualcun altro verso.
Su questo tema, il 4 e 5 maggio, si terrà a Trento, presso la sede del Centro Studi Erickson, un corso di formazione che intende spiegare a chi fosse interessato come attivare e facilitare gruppi di auto/mutuo aiuto. Gli obiettivi del corso sono:
– Apprendere le caratteristiche specifiche dei gruppi di auto/mutuo aiuto.
– Conoscere le principali modalità di attivazione dei gruppi.
– Comprendere il funzionamento del problem solving congiunto.
– Saper rilevare le dinamiche mutualistiche e riconoscere i momenti di crisi del gruppo.
– Maturare le competenze professionali di base per svolgere il ruolo del facilitatore.
– Saper impostare la valutazione dell’esperienza di gruppo.
Fonte: http://www.lavorosociale.com/archivio/n/articolo/i-5-punti-chiave-dellautomutuo-aiuto
