Fare il genitore è un mestiere difficile, un lavoro a tempo pieno, che richiede quell’impegno necessario per accompagnare bambini e ragazzi nel loro sviluppo, permettergli di crescere e dargli quegli strumenti utili per affrontare le diverse situazioni che incontreranno nel corso della loro vita.
Tanti genitori ci raccontano, però, quanto sia difficile, nella realtà di tutti i giorni, riuscire a dare il buon esempio e capire sempre quale possa essere la modalità migliore per intervenire e muoversi in certe situazioni. “Come faccio ad essere per loro un modello e un esempio da seguire se anche io, a volte, per tante ragioni, non reagisco quando mi raccontano di situazioni di violenza o prevaricazione che subiscono ad esempio i loro compagni?”, “Come mi devo comportare se mi chiedono di non intervenire in una situazione perché hanno paura di essere presi in giro?”, “Che esempio trasmetto in questo modo?”, “Come aiutarli ad affrontare al meglio ogni situazione?”.
Come aiutarli senza invadere i loro spazi?
– Mantenete sempre aperto il confronto.
Anzitutto, cercate il dialogo e fategli sentire che possono sempre parlare con voi di ciò che vivono o li preoccupa. Anche quando si tratta di situazioni difficili, ad esempio episodi di prevaricazione a cui si trovano ad assistere, non abbiate paura di confrontarvi con loro, cercate di comprendere il loro punto di vista e di stimolare una riflessione, aiutandoli a comprendere la differenza tra le varie situazioni e la modalità migliore per intervenire.
– Attenzione alle vostre reazioni!
Bisogna stare attenti alla reazione che anche noi adulti possiamo avere quando i ragazzi ci raccontano qualcosa: anche se si dovesse trattare di episodi di prevaricazione, il genitore deve cercare di mantenere un atteggiamento di comprensione e reagire in una modalità che non sia aggressiva o di attacco, spiegando anche a bambini e ragazzi a cosa fare attenzione, cercando di capire insieme quando è opportuno intervenire in una determinata situazione e come farlo nel modo migliore.
– Allenateli a mettersi nei panni degli altri.
Facendo riferimento a degli eventi specifici accaduti a persone vicine ai figli, degli esempi presi dalla quotidianità oppure a partire da una favola, un cartone, un film, abituateli a riflettere e a chiedersi come si sentirebbero al posto di quella persona. Mettetevi voi in gioco per primi e confrontatevi su questo per aumentare la sensibilità e la capacità di immedesimarsi nell’altro e provare le sue stesse emozioni.
– Aiutateli a riconoscere le emozioni.
Soprattutto quando il bambino è piccolo, è normale che esprima le sue emozioni attraverso il pianto, il corpo e il comportamento: un compito importante dell’adulto è quello di iniziare a decodificare il vissuto e verbalizzarglielo, con frasi del tipo “Capisco, sei proprio arrabbiato” oppure “Lo so che questa situazione ti rende triste”. In questo modo, quando cresceranno, impareranno a riconoscere le emozioni e a gestirle, altrimenti tenderanno a reprimerle o ad agirle con comportamenti disfunzionali.
Attenzione! Essere un buon esempio per i figli non significa non sbagliare mai: i danni ovviamente non si fanno con uno o due errori, ma solo quando c’è un comportamento errato che diventa sistematico e ripetitivo. I figli hanno bisogno di sapere che anche gli adulti, anche i genitori, possono sbagliare e non fare subito la cosa giusta, ma si può imparare da ogni situazione e riparare.
