La depressione post partum è un tunnel dal quale si può uscire. L’importante è seguire una psicoterapia
La depressione in gravidanza e nel post partum è una malattia gravosa ed invalidante. Essa non solo stravolge il vissuto delle donne che ne sono affette, ma influenza tutta la famiglia, portando dei cambiamenti a livello relazionale, sociale, occupazionale e anche fisico. Le conseguenze a lungo termine della depressione post partum hanno effetti sulla salute mentale della donna, sulla relazione tra la mamma ed il neonato, sullo sviluppo del bambino e anche sulla coppia. La depressione ha infatti un forte impatto su intere famiglie (Milgrom e colleghi, 1988). La depressione in gravidanza o nel post-partum porta la donna a sentirsi triste, vuota, disperata e ad avere una diminuzione di interesse per qualsiasi attività. Essa si accompagna anche ad una perdita o aumento di peso e di sonno. Le mamme a cui viene diagnosticata la depressione post-partum tendono ad essere più agitate o rallentate a livello psicomotorio, si sentono più stanche del normale e ciò le porta a svolgere meno attività e al tempo stesso a sentirsi inutili. A livello di pensieri tendono a svalutarsi o ad avere sensi di colpa, non riescono a concentrarsi su una attività e potrebbero avere pensieri di morte o un’idea suicidaria (DSM-V, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali).
Da non confondere con la Maternity blues che è una condizione generale di tristezza caratterizzata da una facilità al pianto, instabilità emotiva, ansia, irritabilità, difficoltà di concentrazione e lieve stato confusionale. Quest’ultima si sviluppa a qualche giorno dal parto, è lieve e transitoria e in genere termina dopo una settimana. La maternity blues colpisce l’85% delle donne che partoriscono e di queste il 10-15 % svilupperà la Depressione Post Partum. Essa è una normale reazione al parto, un adattamento psicofisico ai cambiamenti che si presentano.(DSM-5, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, 2014; ONDA).
I vissuti emotivi delle donne affette da questo tipo di patologia sono:
- il senso di inadeguatezza: pensano di non potercela fare, non si sentono all’altezza di questo ruolo.
- colpevolizzazioni: perché non sentono verso il proprio figlio l’amore incondizionato che le è stato descritto da amiche e parenti.
- senso di inutilità.
- ansia per il presente e soprattutto per il futuro.
- diversità: si sentono le uniche a provare tristezza, odio o rancore verso il proprio figlio.
- vergogna: non chiedono aiuto proprio perché si sentono diverse.
Inoltre questi comportamenti spesso vengono rinforzati dal fatto che queste mamme vengono spesso stigmatizzate da chi le sta attorno e colpevolizzate perché non amano il loro bambino. In realtà lo amano, con tutto il cuore, ma è la malattia che parla al posto loro.
Dopo il parto vi è un normale calo dell’umore e instabilità emotiva. I sintomi della depressione ostacolano, però, il recupero fisico della mamma e possono compromettere il benessere del neonato. I pensieri di svalutazione e di incapacità portano queste mamme ad infilarsi sempre di più nel tunnel della depressione rendendole a volte totalmente incapaci di occuparsi dei loro figli.
La depressione post partum (o in gravidanza) è una patologia invalidante che non sempre viene riconosciuta e capita perché è subdola. In quasi nessun corso pre-parto se ne parla e la maggior parte degli ospedali non è attrezzata ad affrontarla o riconoscerla. Cosa si può fare per aiutare le mamme affette da questa patologia?
Molto si muove attraverso associazioni di volontariato come l’Associazione Progetto Ilizia che sfrutta i nuovi mezzi di comunicazione (come Whats’app e Facebook) per mettere in contatto mamme di tutta Italia, in modo da farle sentire meno “diverse” e più a loro agio nell’esprimere le proprie emozioni.
I vantaggi delle terapie di gruppo siano esse dal vivo o “online” sono (Seale et al, 1988; Milgrom et al., 1999):
- il costo è minore di una terapia individuale;
- permette di far condividere alle future e neomamme esperienze, timori, aspettative irrealistiche, dubbi ed incertezze;
- aumenta la capacità di far fronte alla depressione;
- diminuisce il senso di isolamento;
- aumenta la capacità di essere emotivamente sincere;
- aumenta la capacità di esprimere i propri pensieri;
- vengono coinvolte in un’attività sociale (sia in gravidanza che dopo la nascita di un bambino le attività sociali si riducono drasticamente);
La maggior parte delle mamme quando scopre che vi sono altre mamme con gli stessi sintomi, pensieri e problematiche si sente sollevata, capita e non più sola.
La depressione post partum è un tunnel dal quale si può uscire. L’importante è seguire una psicoterapia ed una terapia farmacologica. I gruppi di auto aiuto sono altrettanto efficaci siano essi “online” che dal vivo.
Fonte: http://antrodichirone.com/index.php/it/2018/08/29/la-depressione-post-partum-esiste/

